Viggianello

Il paese delle ginestre

Adagiato su uno sperone roccioso a 549 metri di altitudine e completamente immerso nella bellezza naturale del Parco Nazionale del Pollino, Viggianello è conosciuto anche come “il paese delle ginestre” per la straordinaria abbondanza di arbusti tipici della macchia mediterranea, che, soprattutto nel mese di maggio, tingono di giallo il suggestivo paesaggio.

Inserito tra i Borghi più Belli d’Italia, questo piccolo gioiello della Basilicata si erge con maestosità a circa 140 km a sud di Potenza, a breve distanza dal confine con la Calabria.

Viggianello si presenta come un complesso abitato a impronta medievale, con stretti vicoli lastricati in pietra e dettagli architettonici che catapultano l’immaginazione dei visitatori in epoche lontane. La nascita del borgo rimane avvolta nel mistero, e numerose leggende tramandate contribuiscono ad arricchire il fascino di questo luogo.

Il nome del paese potrebbe risalire all’epoca romana, quando le prime testimonianze menzionano un “Castrum Byanelli“, un insediamento fortificato lungo la via Appia. Nel 1132, un documento greco fa riferimento al nome “Bigianitu”, ma durante il periodo aragonese, in documenti del 1483 e 1494, compare il nome “Viggianello”.

Le origini di Viggianello sono avvolte nel mistero, ma si crede che il borgo abbia radici antiche, forse risalenti a periodi precedenti al X secolo. Alcune fonti suggeriscono la possibilità che Viggianello sia stata fondata da profughi achei, sfuggiti alla distruzione di Sibari o ai tumultuosi eventi della seconda guerra punica. La sua storia è arricchita da leggende e testimonianze che risalgono a epoche remote, conferendo al borgo un’atmosfera intrisa di fascino e mistero.

L’esplorazione di Viggianello svela testimonianze millenarie che abbracciano l’epoca romana, attraversando il Medioevo fino all’Ottocento e al Novecento.

Tra gli edifici storici più antichi emergono le chiese. In modo particolare la Chiesa di San Nicola dedicata al santo. Presumibilmente costruita in epoca bizantina, la chiesa si trova nelle vicinanze del Castello, ma purtroppo attualmente versa in uno stato di grave abbandono, conservando comunque tracce dei suoi affreschi originali.

Altro luogo di culto di dimensioni più contenute ma altrettanto affascinante è la cappella bizantina di San Sebastiano, restaurata nel XV secolo, che custodisce una pregevole statua lignea raffigurante il Beato Stefano Seno. Nei pressi della cappella, si trova il “Calvario”, un’opera in pietra locale realizzata nel 1611.

La cappella della Santissima Trinità, costruita secondo lo stile bizantino, in particolare la cupola, è un luogo che merita senz’altro una visita. All’interno, si possono ammirare tracce di antichi affreschi che aggiungono un tocco di fascino storico.

La chiesa madre di Santa Caterina d’Alessandria, anch’essa di origine bizantina ma ampliata, o forse ricostruita ex novo durante la baronia dei Bronzuto nel 1634, è un autentico scrigno di opere d’arte. Al suo interno, sono conservate numerose creazioni risalenti al Seicento e al Settecento, tra cui una fonte battesimale in alabastro del Cinquecento, un altare marmoreo del XVIII secolo e acquasantie-re di marmo bianco del XIX secolo. La chiesa ospita anche un ciclo di affreschi realizzati da Alfonso Metallo, un organo a canne risalente al 1880 e un coro ligneo del Seicento.

Il percorso di visita a Viggianello dovrebbe assolutamente includere anche la cappella dell’Assunta, commissionata dai principi Sanseverino nel XV secolo, aggiungendo ulteriori dettagli affascinanti alla ricca storia artistica del luogo.

Il Castello è uno dei gioielli di Viggianello, eretto su di un “castrum” romano e successivamente trasformato in un centro amministrativo dai Bizantini. Si distingue per la presenza della robusta Torre Normanna a base quadrata. Fu proprio sotto il dominio normanno che vennero restaurati i muri di cinta del borgo, mentre gli Svevi contribuirono all’ampliamento della struttura, aggiungendo dettagli decorativi tipici dell’arte federiciana.

Oltre al notevole patrimonio architettonico già menzionato, Viggianello vanta ulteriori testimonianze di grande rilevanza. Il Palazzo De Filpo, eretto alla fine del Settecento, costituisce un’elegante aggiunta al panorama culturale del borgo, con la presenza di una biblioteca e di una suggestiva cappella palatina.

Altrettanto degno di nota è il maestoso Palazzo Marino – Siniscalchi, che accoglie i visitatori con un sontuoso portale ornato dallo stemma della nobile famiglia proprietaria. Gli interni del palazzo sono impreziositi da sontuosi saloni in stile barocco e da sculture in pietra risalenti al Settecento, offrendo un affascinante viaggio nel passato della località.

E dopo aver visitato il borgo, si potrà partire alla scoperta dei luoghi più belli nelle vicinanze. Nelle immediate vicinanze sorge il convento di Sant’Antonio, situato nella località “Pantana”, risalente al XVI secolo e inizialmente costruito dai padri di Collereto.

Nella località “Zarafa”, persistono i ruderi dell’abbazia di Santa Maria del Soccorso, la cui importanza storica fu significativa nel corso del XVIII secolo. Questi luoghi offrono un’occasione unica per immergersi nella storia e nell’atmosfera del passato della regione.

Il Parco del Pollino

La regione ospita l’Antico Lago del Mercure, un’ampia area prativa estesa per circa 80 chilometri quadrati. Il Santuario di Santa Maria delle Armi, eretto contro una parete rocciosa, ha attirato monaci greci per l’eremitaggio sin dal VII secolo.

Le Gole del Raganello, parte della Riserva Naturale omonima all’interno del Parco Nazionale del Pollino, offrono un ambiente naturalistico di grande pregio, caratteristico di tutte le riserve presenti nella zona.

Il Santuario della Madonna di Costantinopoli, situato sulla riva destra del fiume Lao, nei pressi di Papasidero, è un capolavoro costruito nel XVII secolo, immerso in un paesaggio di straordinaria bellezza.

La Montea, un monte isolato, selvaggio e aspro, rappresenta una sfida per gli esperti che si avventurano verso la sua vetta. Lungo il percorso di crinale, la vegetazione, con esemplari contorti di pino loricato, si aggrappa ai precipizi.

I Piani del Pollino, come il Piano di Campolungo, il Piano del Minatore e il Piano di Novacco, sono esempi di praterie d’alta quota che in passato fungevano da pascoli estivi e oggi sono mete affascinanti per escursioni gratificanti.

La Grande Porta del Pollino, celebre per ospitare uno degli alberi monumentali più famosi d’Italia, il pino loricato, è diventata un’icona del paesaggio italiano.

Di Giovanna Coppola

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