Il malvone (Althea rosea) è comunemente conosciuta come malvone, ma è ben diversa dalle malve per gli steli semplici, assai alti e ben ingrossati, nonché per i fiori molto più grandi e vistosi. Viene detta anche malvarosa, rosa cinese o prosone; è coltivata nei giardini a scopo ornamentale.
Per quanto originaria dell’Asia, si è ottimamente acclimatata nelle nostre regioni ed è tanto rustica che sovente tende a rinserlvatichire per disseminazione, spontanea, soprattutto nelle regioni costiere del Mediterraneo a clima temperato-caldo.
Si coltivano diverse varietà orticole, che differiscono per la taglia delle piante, ma soprattutto per la conformazione o il colore dei fiori, che possono essere semplici (come nella specie originaria), oppure semidoppi o doppi, a petali interi o frangiati; il colore può variare dal bianco al violaceo, con tonalità intermedie.
È una specie perenne, che generalmente si coltiva come biennale, seminandola nella tarda primavera.
È una pianta molto frugale, che cresce indifferentemente su terreni profondi, fertili e abbastanza freschi, co-me pure su terreni poveri e superficiali. L’Althea rosea sopporta quindi il gelo, il caldo torrido, la salsedine, ma non tollera i venti forti, che piegano e spezzano l’alta spiga fiorale.
COME SI RICONOSCE
È una pianta erbacea perenne o biennale, molto vigorosa e rustica. Ha una radice ben ingrossata e fittonante, da cui si sviluppano gli steli fiorali alti anche più di 2 metri, grossi e non ramificati. Le foglie sono ampie, palmato-lobate e ben picciolate. La fioritura avviene d’estate e i fiori assai grandi, rosati o porporini. Le corolle contano cinque petali che possono essere bianchi, gialli, rossi, violetti, porpora o neri.
Ci sono anche varietà a fiore doppio, screziato, maculato o marginato.
Ai primi freddi invernali i fusti si disseccano e la pianta si riduce a cespo globoso che misura circa 20 – 30 cm.
QUANDO SI RACCOGLIE
Le radici del malvone (da raccogliere in autunno) e le foglie (da raccogliere da maggio a luglio) hanno proprietà lassative, emollienti, lenitive ed espettoranti. Il decotto di radici è indicato per le proprietà di cui sopra mentre quello di foglie soprattutto per le bronchiti e faringiti. Le radici di alcea rosa sono efficaci per proteggere le mucose, inoltre ha effetto immunomodulante. I fiori hanno effetto antiinfiammatorio e analgesico. Tra le proprietà fitoterapiche vi sono effetti emollienti, diuretici, stomachici, gastroprotettivi, febbrifughi, espettoranti, ipoglicemici.
COME SI UTILIZZA
I fiori del malvone hanno proprietà diuretiche, emollienti ed espettoranti, analoghe a quelle dell’alte (Althaea officinalis).
COME SI PREPARA PER LA CONSERVAZIONE
Si essiccano a l’ombra foglie, fiori e radici, conservandoli poi in sacchetti.
USO IN CUCINA
Le giovani foglie di malvone sono commestibili come quelle della malva e si impiegano nelle zuppe di verdura. Anche i fiori sono commestibili (solo i petali) e si usano generalmente nelle insalate, ma possono essere usati nei biscotti ed in altre preparazioni dolci e salate. I fiori possono essere anche brinati o cristallizzati ed usati su torte, mousse.
I CONSIGLI DELL’ERBORISTA
Come medicamento si assumono per uso interno:
Infuso: una manciata di fiori e foglie in 1 litro d’acqua bollente per 15 minuti, filtrare, zuccherare e prendere a tazzine.
Infuso di fiori: 1 cucchiaio da cucina per una tazza d’acqua bollente 3 volte al giorno lontano dai pasti, come espettorante al mattino e come lassativo alla sera;
Infuso di foglie: ha effetto sedativo in cao di insonnia.
Decotto: 1 cucchiaio di foglie secche per tazza, portare lentamente in ebollizione, poi lasciare a macerare per 20 minuti; filtrare e zuccherare e bere a tazzine.
Per uso esterno:
Infuso: 30 gr di fiori e foglie in 1 litro d’acqua bollente per 15 minuti per lavaggi e compresse sulla pelle irritata e gargarismi.
Decotto per bagno: 60 gr di fiori e foglie bollite a fuoco lento per 5 minuti in 2 litri d’acqua, da aggiungere alla vasca, è sedativo, rinfrescante per la pelle.
Contro le emorroidi: in due litri di acqua calda versare 100 grammi di foglie e far bollire lentamente per 10 minuti. Filtrare e fare dei bagnoli.
Per le afte: versare in 50 grammi di olio d’oliva un cucchiaio di fiori e far scaldare a bagnomaria per 15 minuti. Lasciare raffreddare prima di filtrare. Ungere le parti colpite, ripetendo più volte il trattamento.
Contro la tosse: versare un cucchiaio di fiori in una tazzina da caffè di acqua calda. Coprire e filtrare dopo 10 minuti, spremendo bene. Aggiungere un cucchiaino di miele e berne 2/3 tazzine al giorno finché dura la tosse.
Contro i foruncoli: cuocere in poca acqua una manciata di foglie per 10 minuti. Stendere il tutto su di una garza ed applicarlo ancora caldo sulla parte. È bene togliere il cataplasma prima che si raffreddi completamente.
Contro l’irritazione agli occhi: versare un cucchiaio di foglie in un quarto di acqua calda e far bollire per 5 minuti. Filtrare e fare diversi impacchi.
Per rinfrescare l’intestino: far bollire due cucchiai di radici in mezzo litro di acqua fredda per 15 minuti, filtrare e bere una tazza al mattino a digiuno e una alla sera prima di coricarsi, addolcendo con una giusta dose di miele.
CURIOSITÀ
Un tempo queste piante erano chiamate “begli uomini”, per via del portamento eretto, per la taglia che le porta a svettare su tutte le altre erbacee di bordura e per la ricca fioritura sempre in colori vistosi che in contesto agreste richiamavano il “vestito della festa”.
In Giappone la Malvarosa era il simbolo dello shogunato Tokugawa, e chiunque portasse tale simbolo sul kimono rappresentava lo shogun sotto tutti gli aspetti. Chiunque arrecasse danno o si opponesse agli ordini del rappresentante dello shogun era punito anche con la morte. Puntare un’arma nei confronti di tale simbolo era considerato una vera e propria aggressione nei confronti dello shogun stesso.
Nel linguaggio dei fiori l’Alcea rosea simboleggia la fertilità e l’ambizione femminile.
Di Aty Lenzo



