Il susino (Prunus domestica)
La coltivazione del susino è indubbiamente molto antica perchè, già Ovidio e Virgilio, menzionavano i suo frutti, mentre Plinio Il Vecchio, ci tramanda che nel 1º secolo d.C., a Roma erano molto apprezzate le susine violette di Damasco, frutti importati dalla Siria, e ne descriveva ben 12 diverse varietà.
Il Susino trova le sue origini in Asia, alcune varianti, però, nascono nelle zone dell’Europa del Sud o in America Latina. In Italia le prugne sono molto coltivate in regioni quali la Campania e l’Emilia-Romagna. Va coltivato, preferibilmente, in una zona abbastanza luminosa, la quale riceve i raggi diretti del sole.
Nei frutteti si coltivano numerose varietà orticole di susini o prugni, derivate almeno in parte dal Prunus domestica, cioè dal vero prugno o susino selvatico, che non va confuso con il prugnolo. A differenza di quanto avviene in altri fruttiferi, che hanno caratteristiche abbastanza omogenee, nei susini si riscontrano notevoli differenze da varietà a varietà, sia per le caratteristiche dei frutti, sia per il portamento delle piante, per lo sviluppo vegetativo, per la forma delle foglie, ecc.
Ciò dipende, appunto, dal fatto che le varietà hanno diversa orgine e sono state ottenute nel corso dei secoli, per selezione dal Prunus domestica, da altre specie indigene nelle nostre regioni come il Prunus insititia, nonché dal Prunus cerasifera e da specie di origine asiatica. Ai fini pratici si possono classificare i susini a seconde dell’origine (europei, cino-giapponesi o americani), o in base alla forma e al colore dei frutti.
La pianta di provenienza europea, la più comune, possiede foglie di colore verde scuro particolarmente doppie, con una leggera peluria sulla pagina inferiore delle stesse. I fiori del Susino sono di color bianco e di piccole dimensioni e spuntano sulla pianta ancor prima delle foglie. Il frutto, la susina o la prugna, è di forma ovale con un colore che può variare dal giallo, al rosso, al verde o al blu-viola. Tali variazioni sono dovute alle differenti specie di appartenenza.
QUANDO SI RACCOGLIE
La corteccia si stacca a fine inverno? a seconda delle varietà, i frutti si colgono da giugno a settembre, quando sono maturi, e si consumano freschi oppure si seccano o si impiegano per preparare marmellate e liquori.
COME SI UTILIZZA
I frutti sono nutrienti, ricchi di vitamine e saporiti, anche se un po’ aciduli? hanno proprietà lassative, dissetanti, diuretiche e depurative. La corteccia è astringente e febbrifuga? le mandorle sono invece velenose, come quelle delle pesche.
COME SI PREPARA PER LA CONSERVAZIONE
Le foglie si essiccano all’aria, i frutti al sole o in forno tiepido. Si conservano in sacchi di tela o di carta al riparo dell’umido.
USO IN CUCINA
Le prugne sono un frutto mediamente calorico, hanno dalle 30 alle 45 calorie per 100 g a seconda delle varietà. Hanno effetto lassativo, soprattutto se consumate a digiuno o prima dei pasti. Hanno un indice di sazietà medio, non bisogna quindi mangiarne indiscriminatamente poiché si rischia di esagerare con le calorie.
La prugna è ottima consumata fresca, ma anche sciroppata, o trasformata in conserve, marmellate e succo di frutta. Tra i dolci, il pan di prugne, gli strudel, le torte e la pasticceria possono includere prugne secche, fresche o marmellate. Secca, la prugna, può essere consumata da sola o accompagnando piatti di carne e torte salate.
Molto apprezzate la grappa alla prugna, tipica dell’Alto Adige, dove si usa servirla immergendo una prugna secca nel bicchiere, il distillato ed il vino di prugne. Dal vino di prugna distillato si produce un brandy noto soprattutto nell’Europa dell’Est col nome di Slivovitz.
Contro la tosse: in mezzo litro di acqua fredda versare 5 prugne e far bollire per 10 minuti a fuoco basso. Bere a sorsi, durante il giorno, con miele? mangiare anche i frutti.
Contro la raucedine: toglierere il nocciolo a un frutto, farlo cuocere in una tazza da tè di acqua per 5 minuti. Filtrare e bere con miele.
Contro il raffreddore: in una tazza da tè di acqua calda fare macerare una prugna per un’ora. Far bollire per 5 minuti. Filtrare e berne 2/3 tazze al giorno, fino alla guarigione.
Contro la stitichezza abituale: far macerare alla sera, in un quarto di acqua calda, 3 prugne con un chiodo di garofano. Al mattino fare bollire per 3 minuti, aggiungere un cucchiaino di miele e bere prima di fare colazione. Per favorire la digestione: far bollire in un litro e mezzo di vino bianco secco, per 15 minuti, 50 grammi di frutti. Filtrare quando il liquido sarà freddo, aggiungere 500 grammi di zucchero e 150 grammi di alcool a 90°, mescolare bene. Berne un bicchierino subito dopo i pasti.
Per rinfrescare l’intestino: in mezzo litro di acqua fredda versare 4 prugne e far bollire per 15 minuti. Filtrare e bere a sorsi durante la giornata.
CURIOSITÀ
Nel comune piacentino di Chero di Carpaneto, dal 30 giugno al 2 luglio si svolge la “Festa delle prugne”, una sagra all’insegna di stand gastronomici e ballo liscio. Ad arricchire questa manifestazione anche un evento ludicosportivo: la marcia delle prugne, un’ottimo modo per abbinare attività motoria e piaceri della tavola.
Brescello è invece un comune in provincia di Reggio Emilia, noto per essere stato identificato come il paese in cui lo scrittore Giovanni Guareschi ha ambientato i suoi romanzi “Mondo piccolo”, con protagonisti Peppone e Don Camillo. A Lentigione, una sua frazione, si produce la prugna Zucchella, succosa e prelibata, celebrata con una festa nel mese di settembre, dove si possono assaporare marmellate, crostate e tortellini dolci.
Di Aty Lenzo



