Un aumento che fa riflettere – La nuova franchigia dell’assicurazione malattia

Berna non finirà mai di stupirci. Qualche settimana fa, la stampa, ha messo in evidenza l‘ultima pensata in quel di Berna. Il Consiglio Nazionale, dopo il Consiglio degli Stati, ha infatti approvato una mozione che prevede l’aumento della franchigia minima dell’Assicurazione Malattia affinché questa rispetti l’evoluzione dei costi. Dopo l’ormai abituale salasso del mese di novembre (quando vengono annunciati i nuovi premi) anche nel resto dell’anno non ci facciamo mancare nulla. La scusa addotta sarebbe la seguente: nel corso degli ultimi anni i premi dell’assicurazione malattia sono costantemente aumentati. Mentre la franchigia è da 20 anni che rimane al palo e quindi… 

 
Come sapete, la franchigia (quella minima attualmente è di Fr. 300.) è quell’importo che le persone assicurate devono pagare autonomamente prima che la cassa malattia si faccia carico di una parte delle spese mediche. La franchigia permette anche di influenzare l’ammontare del premio mensile. Più è alta e più basso sarà il premio. Il rovescio della medaglia, ovviamente, è il fatto che questo ammontare di franchigia esce comunque dalle tasche di “pantalone”. Il nuovo sistema porta la franchigia minima dai citati Fr. 300. a Fr. 400..

Ciò che al vostro servitore provoca più ilarità (per usare un eufemismo) – se non addirittura sconforto – sono alcune delle motivazioni che la politica ha saputo inventare per giustificare quest’ennesimo aumento. Udite, udite: l’aumento della franchigia “responsabilizza l’assicurato” e lo induce ad essere più parsimonioso nel rivolgersi al sistema sanitario. Se ci trovassimo a Napoli e parafrasando il grande Totò, sentiremmo si curamente esclamare: “Ccà nisciuno è fesso”. Se tutti, e ribadisco tutti, fossimo in ottima salute, ci sentiremmo sicuramente più responsabilizzati e saremmo anche più disposti a evitare una visita dal medico o in pronto soccorso. Ma dato che la realtà delle cose è ben diversa, chi vogliamo realmente “responsabilizzare”? Il malato cronico? L’anziano che si rivolge al proprio medico? Chi ha un bisogno imprescindibile di cure? Ma dai.., cerchiamo di essere seri.

Dinnanzi all’incessante aumento del costo della vita (affitto, alimentazione, premi di cassa malattia, luce e gas e chi più ne ha più ne metta) ci mancava proprio, quasi come una ciliegina sulla torta,  l’aumento della franchigia della cassa malati.  Se la salute è un bene prezioso, cari lettori, pensate davvero che uno di noi possa rinunciarvi solo per vantarsi di essere un cittadino responsabile, un cittadino che non grava sulla comunità, un cittadino che soffre in silenzio e magari muore, ma che tutti ricorderanno come un modello? Ricordando che “Ccà nisciuno è fesso”, mi sento di dire alla politica di evitare, in nome poi di quale con senso, di prenderci in giro. Sulla salute non si scherza e non si mette, sul cittadino ammalato e bisognoso di cure, l’etichetta di “irresponsabile”. Se così fosse sarebbe la fine della civiltà, del rispetto per l’essere umano e per quei problemi che nessuno cerca ma che la vita, semplicemente, ci impone. Se ci saranno (e lo dubito fortemente) cittadini virtuosi, come auspicato dalla politica, che smetteranno di andare dal medico o ci andranno meno frequentemente, e se tra qualche anno le anonime statistiche ci ricorderanno che questo ennesimo aumento dei costi ha migliorato di poco (risparmiando qualche franco e nulla più) la situazione del nostro sistema sanitario, non vorrei che la politica ci propinasse un nuovo slogan, che cinicamente potrebbe suonare così: “L’operazione è tecnicamente riuscita, ma il paziente è morto“.

di Mauro Trentini

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