Borgo storico della Sardegna, simbolo del Turismo delle Radici e dei borghi italiani da valorizzare

Turismo delle Radici: i fondi italiani finiscono altrove?

Il “Turismo delle Radici” è un programma nato con l’obiettivo di avvicinare i discendenti italiani nel mondo ai borghi delle loro origini, valorizzando storia, cultura e tradizioni locali. Tuttavia, emergono segnalazioni secondo cui parte dei fondi pubblici destinati a questo progetto sarebbe stata dirottata su grandi impianti sportivi e opere infrastrutturali, sollevando dubbi sulla trasparenza e sull’effettiva coerenza con gli scopi iniziali.

La questione è ora al centro di un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato Fabio Porta e dai membri PD della Commissione Affari Esteri, che chiedono chiarimenti sull’utilizzo delle risorse e sulla reale distribuzione dei fondi tra i borghi italiani.

Ecco l’approfondimento apparso su www.aise.it:

Secondo ricostruzioni di stampa, fondi nati per il Turismo delle radici, per riportare nei borghi di origine i figli della diaspora italiana nel mondo, vengono dirottati su stadi, palazzetti e perfino, si legge, “40 milioni a Sport e Salute per cofinanziare la riqualificazione del Centrale del Foro Italico, mentre 20 milioni finanzieranno il waterfront di Fiumicino”, con oltre 200 milioni complessivi e una concentrazione anomala in Puglia e Campania a ridosso del voto”. È quanto riporta Fabio Porta, deputato Pd eletto all’estero, che insieme ai componenti PD della Commissione Affari Esteri della Camera Amendola, Boldrini, Provenzano e Quartapelle ha presentato oggi un’interrogazione in cui si chiede al governo di chiarire l’utilizzo dei fondi destinati al Turismo delle Radici.

“Basta mance e opacità: si pubblichino immediatamente istruttorie, graduatorie e cronoprogrammi”, continua Porta. “Si sospendano gli impegni non coerenti e si chiarisca la reale entità delle risorse sul Foro Italico e sui casi-simbolo Brindisi, Ginosa, Santa Cesarea e Irpinia. Il Turismo delle Radici – conclude il parlamentare dem – deve tornare ai borghi e agli italo-discendenti, non ai cantieri elettorali del momento.

aise


Se i fondi destinati al Turismo delle Radici venissero effettivamente dirottati verso progetti come stadi o waterfront, i borghi italiani perderebbero un’opportunità preziosa per rinascere economicamente e culturalmente. Le piccole comunità contano su queste risorse per restauri, eventi culturali e iniziative turistiche che possono attrarre i figli della diaspora e rafforzare il legame con l’Italia. Inoltre, la trasparenza nell’uso dei fondi pubblici diventa cruciale: senza informazioni chiare su cronoprogrammi e graduatorie, cresce il rischio di malcontento tra cittadini e comunità italiane all’estero, minando la fiducia nelle istituzioni.

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