Tredicesima AVS: pensionati e Parlamento svizzero al centro del dibattito sul finanziamento della nuova mensilità.

Tredicesima AVS: il tempo delle discussioni è finito

Tredicesima AVS: tra non molto entreremo nella fase decisiva che porterà al primo versamento della tredicesima mensilità AVS previsto per dicembre 2026. Eppure, nonostante il chiaro mandato espresso dal popolo svizzero nelle urne, il Parlamento federale non è ancora riuscito a trovare una soluzione definitiva e condivisa per il suo finanziamento.

Confesso che, da semplice cittadino, faccio fatica a comprendere questo continuo rimpallo di responsabilità tra Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati. Da mesi assistiamo a discussioni, proposte, controproposte e compromessi che sembrano non arrivare mai a una conclusione.

La volontà popolare è stata chiara. Ora è la politica che deve dimostrare di essere all’altezza della situazione.

Prima di tutto occorre ricordare un aspetto che spesso genera confusione. La tredicesima mensilità sarà riconosciuta esclusivamente ai beneficiari delle rendite AVS. Non riguarderà invece le rendite AI, quelle per superstiti, le rendite per i figli e le rendite complementari.

Tredicesima AVS: una soluzione che coinvolga tutti

Personalmente ritengo che il finanziamento della tredicesima AVS non debba gravare su una sola categoria della popolazione.

Per questo motivo guardo con favore a una soluzione mista che coinvolga tutti, ma con sacrifici contenuti e sostenibili.

Un piccolo aumento dell’IVA, un modesto adeguamento dei contributi AVS e una partecipazione equilibrata di lavoratori e datori di lavoro potrebbero consentire di distribuire il costo della misura senza mettere in difficoltà nessuno.

Quando tutti contribuiscono un po’, nessuno è chiamato a sopportare un peso eccessivo.

Tredicesima AVS: la proposta di “Società Civile”

Come movimento “Società Civile” abbiamo avanzato una proposta che va proprio in questa direzione.

Immaginiamo un aumento dell’IVA dello 0,2%, un incremento dello 0,1% dei contributi AVS, suddiviso equamente tra datore di lavoro e lavoratore con uno 0,05% ciascuno.

A questo si potrebbe aggiungere un contributo simbolico del 2% sulla tredicesima percepita e una partecipazione progressiva dei redditi più elevati.

Non si tratta di penalizzare qualcuno, ma di applicare concretamente il principio della solidarietà che da sempre caratterizza il nostro sistema sociale.

Evitare problemi più grandi domani

La tredicesima AVS verrà pagata nel dicembre 2026. Su questo non vi sono dubbi.

La vera domanda è un’altra: come garantiremo il finanziamento negli anni successivi?

Se oggi non si avrà il coraggio di costruire una soluzione stabile, il rischio è che domani si debba intervenire con misure ben più pesanti e impopolari.

Penso, ad esempio, al tema dell’età pensionabile, che periodicamente torna al centro del dibattito politico. Credo che la Svizzera debba fare tutto il possibile per evitare di arrivare a quel punto.

Un appello alla politica

Alla vigilia della decisione finale rivolgo un appello ai rappresentanti delle istituzioni federali.

Dimostrate che la politica sa ancora ascoltare i cittadini. Trovate un accordo equilibrato, sostenibile e condiviso. La popolazione ha già espresso la propria volontà e ora attende risposte concrete.

La tredicesima AVS non deve diventare terreno di scontro ideologico. Deve invece rappresentare un esempio di solidarietà nazionale, costruita con il contributo di tutti e nel rispetto delle future generazioni.

Giuseppe Ticchio – Società Civile


Questo articolo fa parte della rubrica Attualità de L’ECO, dedicata ai temi che incidono concretamente sulla vita dei cittadini e delle comunità italiane

 

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