Tony Carangelo

La voce di mia madre, è un dono prezioso che resterà per sempre nel mio cuore e nel cuore di chi l’ha ascoltata.

Sono primo di otto figli, cresciuto in una famiglia in cui la musica era di casa. Mio padre, fornaio, era un appassionato collezionista di dischi, mia madre, casalinga, aveva una voce incredibile e nelle calde sere d’estate, seduta sulla sua sediolina sul marciapiede davanti a casa, intonava stornellate che incantavano tutti i passanti che si fermavano ad applaudirla.

Ugento, una piccola cittadina della Puglia, terra di artisti e di cultura è la mia città natale. Lì, nel Salento, sono nati e cresciuti uomini e donne che hanno lasciato il segno nel mondo della musica leggera. Lì sono nati Domenico Modugno, Albano, Mietta, Franco Simone, Emma Marrone, Alessandra Amoroso e tanti altri.

Essendo nato in una famiglia numerosa, ho dovuto interrompere gli studi dopo la licenza media per cercare lavoro. Ma la musica, che avevo sempre amato, continuava a chiamarmi. Un giorno, mentre camminavo per la cittadina, mi fermai davanti ad una cantina da cui proveniva della musica. Incuriosito, bussai alla porta ed entrai. All’interno, trovai un gruppo di musicisti che facevano le prove. Rimasi incantato dalla loro musica. Guarda caso, mi dissero che cercavano un cantante. Sulle note della canzone Gianna Gianna di Mino Reitano, i musicisti, colpiti dal mio talento, mi accettarono subito nella band. Da quel giorno la musica è diventata la mia vita.

Con il complesso che avevo conosciuto, ho iniziato a esibirmi nelle feste di piazza. Era sempre un’esperienza incredibile. Gli anni passavano e, pur facendo vari mestieri, non mollai mai la musica.

Nel 1984, un maestro di musica mi propose di entrare a far parte dell’Orchestra Alfarano di Bari. Feci un provino e fui subito scritturato. Per un anno, girai l’Italia cantando le canzoni dei più grandi artisti italiani.

L’anno seguente conobbi un cantautore pugliese, Emilio Mazzetti, che mi scrisse una canzone e la presentai alla Sotter Record di Genova. La casa discografica fece stampare subito 5000 copie del 45 giri. La canzone ebbe successo e iniziò ad essere trasmessa da tutte le radio del Salento. Fui invitato a partecipare a numerose feste in piazza e il mio nome cominciò a diventare noto. È stata una esperienza bellissima, durata diversi anni.

Nel 1988, il mio sogno divenne realtà. Al Palasport di Genova, insieme a grandi artisti, ho presentato il mio primo album, “Avrò”, scritto dal musicista Sebastiano Procida. L’album è stato pubblicato in Italia e in Svizzera.

Sempre in quell’anno, durante un concerto, fui notato da Toni Cirilli, direttore di produzione della serie di fotoromanzi “Saranno famosi”. Mi invitò a fare un provino a Roma. Sono stato scelto tra 200 ragazzi come protagonista e, caso volle, il mio ruolo era quello di un cantante rock. Tuttavia, non mi accontentavo di posare davanti ad una macchina fotografica. La mia passione per la musica era, e continua ad essere, più grande di ogni altra cosa.

I casi della vita mi portarono poi a trasferirmi in Svizzera dove ho cercato lavoro, ma la musica era sempre nel mio cuore, come un’eco che mi accompagnava ovunque andassi.

La mia passione per la musica era così forte che, nel 1988, decisi di scrivere le mie canzoni. Mi resi conto che non mi bastava più posare davanti a una macchina fotografica. La musica era la mia vera passione. Mi presi due anni per scrivere le mie canzoni. Volevo che fossero perfette. Il mio album si chiamò “Vivere”.

Nel 1990, due canzoni del mio album (Soli e Vivere) furono presentate alla finale del Festival Europeo della canzone italiana di Bruxelles. Il festival era riservato esclusivamente a cantanti italiani o di origine italiana residenti fuori dall’Italia. La manifestazione era una tappa del percorso di selezione per Sanremo Giovani nel mondo, che culminava con la finalissima a Sanremo, ripresa da Rai International. Arrivai tra i primi e per me fu una vittoria.

Visto il buon risultato ottenuto al festival, Willi Viteka, editore e discografico, mi propose di realizzare un Cd sentimentale ed emozionante. Il CD, registrato interamente a Loret de Mar, in Spagna, porta la firma dell’arrangiatore Xavi Puig.

Con l’aiuto del mio manager, Yno Miraglia, ho portato la mia musica in Svizzera, Germania e Belgio, con concerti e interviste radiofoniche. Le mie canzoni sono state trasmesse in tutto il territorio elvetico. Una canzone in particolare, dal titolo “Dammi la mano”, è stata trasmessa addirittura in Canada e, sempre la stessa canzone, è stata trasmessa diverse volte al giorno da Swiss Pop, una radio molto importante in Svizzera.

Le canzoni, distribuite in tutta la Svizzera, hanno trovato poi spazio in diverse compilations. E i miei tour europei durarono un quarto di secolo.

Nel 2017, ho avuto l’idea di realizzare un CD di cover di canzoni italiane de-gli anni ’60, che hanno segnato la storia della musica italiana. Ho presentato l’idea al mio discografico che l’ha accettato un anno dopo. Per un anno intero, ho studiato le canzoni da registrare.

La morte, in seguito al Covid, del mio discografico, nel 2020, e nello stesso anno quella del mio impresario, mi addolorarono enormemente. La realizzazione del mio importante progetto si bloccò. La moglie di Willi, che ha preso in mano le redini e che da sempre aveva creduto in me, mi ha spronato e ha permesso che il CD venisse realizzato. Sto infatti ultimando la registrazione di “Emozioni del passato”. che, a breve, sarà disponibile. Si tratta, appunto, di una raccolta di successi degli anni 60/70 come “La notte” di Adamo, “Una rotonda sul mare” di Fred Bongusto, “Riderà” di Little Tony ed altri ancora.

Ringrazio di cuore L’ECO per lo spazio che ha voluto dedicarmi. La Redazione vi fornirà altre notizie su di me, se lo richiederete.

Di Tony Carangelo

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