I taxi senza conducente in Svizzera potrebbero diventare presto una realtà quotidiana, almeno in alcune aree ben delimitate. Dopo anni di sperimentazioni con piccoli bus e navette automatiche, la Confederazione si prepara ora all’arrivo dei veri e propri “robotaxi”: automobili che possono trasportare passeggeri senza una persona al volante.
Zurigo dovrebbe essere la prima grande città svizzera coinvolta. Uber e la società tecnologica cinese WeRide hanno infatti annunciato l’intenzione di introdurre entro la fine del 2026 un servizio commerciale di taxi autonomi nell’area zurighese.
Il progetto resta subordinato alle necessarie autorizzazioni delle autorità svizzere, ma rappresenta un passaggio importante verso una nuova forma di mobilità urbana.
Robotaxi a Zurigo prenotabili con l’app
Secondo quanto comunicato dalle due aziende, i robotaxi potranno essere prenotati attraverso la normale applicazione di Uber. La tecnologia di guida autonoma sarà fornita da WeRide, mentre la gestione operativa della flotta dovrebbe essere affidata a una società partner.
Zurigo sarà la prima regione svizzera scelta per questo servizio e una delle prime città europee nelle quali Uber e WeRide intendono portare i taxi completamente automatizzati.
L’annuncio risale al 17 giugno 2026 e prevede l’avvio delle operazioni pubbliche nel corso dell’anno, sempre che siano soddisfatte tutte le condizioni normative e di sicurezza.
Non è ancora stato precisato quanti veicoli saranno inizialmente disponibili, quali quartieri verranno serviti e se, nella prima fase, sarà presente a bordo un operatore di sicurezza.
Che cosa sono i taxi senza conducente
I robotaxi sono veicoli dotati di telecamere, radar, sensori e sistemi informatici capaci di riconoscere strade, semafori, pedoni, ciclisti e altri veicoli.
Il sistema elabora continuamente le informazioni raccolte e decide quando accelerare, frenare, cambiare corsia o fermarsi. Nei servizi più avanzati si parla di guida autonoma di livello 4: il veicolo può muoversi senza intervento umano, ma soltanto all’interno di un’area geografica autorizzata e in determinate condizioni.
Non si tratta quindi di un’automobile capace di circolare autonomamente ovunque. Il funzionamento è limitato a zone precedentemente analizzate e mappate.
Dal 2025 nuove regole per la guida automatizzata
La svolta è stata resa possibile dalla nuova ordinanza federale sulla guida automatizzata, entrata in vigore il 1° marzo 2025.
La normativa svizzera consente, a determinate condizioni, l’utilizzo di veicoli senza conducente su percorsi autorizzati. Prevede inoltre la possibilità di impiegare sistemi di pilotaggio automatico sulle autostrade e di far parcheggiare autonomamente alcuni veicoli in aree appositamente predisposte.
Per i mezzi completamente autonomi deve comunque essere presente una centrale di controllo esterna, con operatori in grado di sorvegliare il veicolo e intervenire a distanza in caso di difficoltà.
Le autorizzazioni vengono rilasciate soltanto dopo verifiche tecniche e valutazioni sulla sicurezza.
AmiGo, la sperimentazione di AutoPostale
Accanto al progetto dei robotaxi di Zurigo, in Svizzera è già in corso un’altra importante sperimentazione.
AutoPostale sta sviluppando AmiGo, un servizio di trasporto autonomo su richiesta destinato soprattutto alle zone rurali della Svizzera orientale.
I primi veicoli sono arrivati alla fine del 2025 e hanno iniziato a percorrere le strade con conducenti a bordo per mappare il territorio. Dal 1° giugno 2026 alcuni mezzi hanno cominciato a circolare autonomamente nelle aree autorizzate, pur mantenendo inizialmente un conducente di sicurezza.
AutoPostale prevede di disporre di circa 25 veicoli entro la fine del 2026. Dal 2027 i passeggeri dovrebbero poterli ordinare tramite un’applicazione e utilizzarli per raggiungere una fermata ferroviaria, un centro abitato, un ospedale o un’altra destinazione all’interno della zona servita.
L’obiettivo non è sostituire autobus e treni, ma integrare il trasporto pubblico nei luoghi e negli orari in cui una linea tradizionale sarebbe poco conveniente.
Quali potrebbero essere i vantaggi
I sostenitori della mobilità autonoma ritengono che questi veicoli possano ridurre gli incidenti provocati da distrazione, stanchezza, velocità eccessiva o consumo di alcol.
Un servizio senza conducente potrebbe inoltre funzionare anche di notte o nelle località scarsamente servite dal trasporto pubblico.
Per gli anziani, le persone con difficoltà motorie e chi non possiede un’automobile, i robotaxi potrebbero rappresentare una nuova possibilità di spostamento.
Le aziende promettono anche tempi di attesa più brevi e, in prospettiva, prezzi inferiori rispetto ai taxi tradizionali. Tuttavia, almeno nella fase iniziale, i costi elevati dei veicoli, dei sensori e delle centrali di controllo potrebbero limitare il risparmio per i passeggeri.
Sicurezza, responsabilità e protezione dei dati
L’introduzione dei taxi senza conducente solleva però numerosi interrogativi.
Chi risponde in caso di incidente: il proprietario del veicolo, il produttore, la società che gestisce il servizio oppure l’azienda che ha sviluppato il software?
Occorrerà inoltre garantire che i sistemi siano in grado di affrontare situazioni impreviste, come lavori stradali, neve, nebbia, gesti di un agente di polizia o comportamenti improvvisi di pedoni e ciclisti.
Un altro tema delicato riguarda la protezione dei dati. I robotaxi raccolgono continuamente immagini e informazioni sull’ambiente circostante, sugli itinerari percorsi e sulle richieste degli utenti. Sarà quindi necessario stabilire con chiarezza quali dati potranno essere conservati, per quanto tempo e da chi.
Che cosa accadrà ai tassisti
La principale preoccupazione riguarda naturalmente il futuro degli autisti professionisti.
Nel breve periodo è improbabile che i taxi tradizionali scompaiano. I robotaxi opereranno inizialmente soltanto in aree limitate e avranno bisogno di assistenza tecnica, manutenzione e controllo a distanza.
Con il passare degli anni, però, la diffusione dei veicoli autonomi potrebbe ridurre la richiesta di conducenti e modificare profondamente il settore.
Potrebbero nascere nuove professioni legate alla supervisione delle flotte, alla manutenzione dei sensori e alla sicurezza informatica, ma non è detto che riescano a compensare tutti i posti di lavoro
Una rivoluzione che richiederà tempo
L’arrivo dei robotaxi non significa che dal giorno alla notte le strade svizzere saranno invase da automobili senza conducente.
L’introduzione sarà graduale, sottoposta a controlli e inizialmente limitata a percorsi precisi. Molto dipenderà dalla sicurezza effettiva dei sistemi, dalle decisioni delle autorità e dalla fiducia dei cittadini.
La direzione, però, sembra ormai tracciata. Dopo treni, autobus e automobili sempre più automatizzati, anche il taxi potrebbe presto cambiare volto. E Zurigo potrebbe diventare il primo grande laboratorio svizzero di questa trasformazione.
Leonardo Nastasi
Vuoi restare aggiornato sulle trasformazioni che stanno cambiando il mondo? Scopri tutti gli approfondimenti nella rubrica Attualità de L’ECO.

