rasferimenti dei richiedenti asilo dalla Svizzera verso l’Italia

Svizzera, riprendono i trasferimenti dei richiedenti asilo verso l’Italia

Trasferimenti dei richiedenti asilo verso l’Italia: dopo quasi quattro anni di sospensione, dalla fine di agosto la Svizzera tornerà a trasferire in Italia alcune delle persone per le quali, in base alle regole europee, è il nostro Paese a essere competente per l’esame della domanda d’asilo.

I primi voli sono già stati prenotati. A confermarlo è la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), che ha concordato con le autorità italiane una ripresa graduale delle riammissioni. Almeno nella fase iniziale si tratterà soltanto di singoli casi.

Uno stop durato quasi quattro anni

La situazione risale al dicembre 2022, quando l’Italia decise di sospendere le riammissioni dei richiedenti asilo provenienti dagli altri Stati che partecipano al sistema di Dublino.

Il principio alla base del sistema prevede infatti che la domanda d’asilo venga esaminata dallo Stato competente secondo i criteri stabiliti dalle norme europee. In molti casi si tratta del Paese attraverso il quale il richiedente è entrato nello spazio europeo.

La sospensione italiana aveva quindi impedito anche alla Svizzera di trasferire verso l’Italia persone per le quali Roma risultava competente.

Le conseguenze per la Confederazione non sono state irrilevanti.

Secondo i dati della SEM, dalla fine del 2022 3.784 richiedenti asilo avrebbero dovuto essere trasferiti dalla Svizzera all’Italia. Non essendo stato possibile farlo, la Confederazione ha dovuto assumersi la gestione delle relative procedure.

Cosa è successo nel frattempo

La situazione di queste persone è naturalmente cambiata nel corso degli anni.

Quasi il 40 per cento ha ottenuto nel frattempo una forma di protezione in Svizzera e può quindi rimanere nel Paese. Per oltre 1.300 persone la procedura d’asilo svizzera è ancora in corso.

Secondo la SEM, sarebbero attualmente 652 le persone che potrebbero ancora essere trasferite in Italia. Questo non significa però che partiranno tutte: la ripresa annunciata sarà graduale e, almeno inizialmente, riguarderà soltanto pochi casi.

Il nuovo Patto europeo cambia lo scenario

A modificare la situazione è anche il nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, entrato in vigore il 12 giugno 2026.

Il sistema prevede sostegno finanziario e altri meccanismi di solidarietà a favore dei Paesi maggiormente esposti agli arrivi, tra cui l’Italia, collegandoli però anche al rispetto degli obblighi previsti in materia di asilo.

Ed è proprio la data del 12 giugno ad assumere particolare importanza.

Roma sembra infatti intenzionata, almeno in questa prima fase, a riammettere soprattutto i richiedenti asilo arrivati negli altri Paesi dopo il 12 giugno. Anche i primi trasferimenti programmati dalla Svizzera riguarderanno persone arrivate dopo quella data.

La SEM precisa tuttavia che non esiste un accordo con l’Italia che escluda automaticamente dai trasferimenti le persone giunte in Svizzera prima del 12 giugno.

Una ripresa volutamente graduale

Berna sembra voler procedere con prudenza. Le nuove procedure saranno inizialmente sperimentate sui casi più recenti e soltanto successivamente si potrà capire quale sarà la reale portata della ripresa dei trasferimenti.

L’obiettivo dichiarato dalla SEM è evitare che il sistema venga nuovamente messo sotto pressione e trovare una modalità di applicazione sostenibile sia per la Svizzera sia per l’Italia.

Dopo quasi quattro anni di blocco, dunque, il meccanismo torna a muoversi. Ma più che una riapertura generalizzata delle riammissioni, quella prevista dalla fine di agosto appare per il momento come una fase di prova, dalla quale si capirà se i trasferimenti tra Svizzera e Italia potranno davvero tornare alla normalità.


Per altre notizie e approfondimenti dalla Svizzera e dall’Italia, visita la nostra rubrica Attualità.

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