Strada del Sempione tra le Alpi svizzere con vista panoramica

Sul Passo del Sempione: viaggio nel Vallese, tra Italia e Svizzera

C’era una volta una strada che attanagliava le alte vette delle Alpi e che da Domodossola conduce a Briga attraverso il Passo del Sempione. Una sottile linea di pietre e asfalto che da quasi duemila anni collega il sole mediterraneo alle grandi pianure europee, portando ancora impresse le stimmate delle legioni romane guidate dall’imperatore Settimio Severo, chiamate nel 196 d.C. a trasformare il primitivo sentiero in una comoda (per l’epoca) strada militare.

Oggi questa strada permette ai viaggiatori appassionati di montagna di immergersi nel fascino di una terra divisa da una linea di confine ma unita dall’amore per la natura. Qui si trovano 51 picchi oltre i 4.000 metri, tra cui il Cervino e la punta Dufour nel massiccio del Monte Rosa, la montagna più alta della Svizzera con i suoi 4.634 metri s.l.m.

Il Vallese: terra di ghiacciai e laghi

Il Vallese, percorso dal fiume Rodano, ospita località turistiche rinomate come Zermatt, rifugio di sciatori ed escursionisti con vista mozzafiato sul Cervino. Questo cantone vallesano custodisce 680 ghiacciai e tra questi spicca l’Aletsch, il più grande e lungo d’Europa, patrimonio dell’UNESCO, con 23 km di lunghezza e una larghezza tra 1 e 2 km. Sempre nel Vallese si trova il lago sotterraneo di St-Leonard, il più grande d’Europa.

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Una storia millenaria tra romani e repubbliche

I romani chiamarono questa regione Vallis Poenina e elessero il villaggio di Octodurus (oggi Martigny) capitale della “Civitas Vallensium”. Con la caduta dell’Impero romano d’Occidente, la valle divenne oggetto di contese tra il duca di Borgogna e quello di Savoia, mentre il potere vescovile di Sion sopravvisse fino al 1798. Entrata nella repubblica elvetica, nel 1802 il Vallese visse brevemente come Repubblica del Rodano, fino alla definitiva annessione alla Confederazione elvetica nel 1815.

Gondo: un angolo italiano nel cuore delle Alpi

A sud del Passo del Sempione, percorrendo la storica strada romana, si trova Gondo, villaggio con radici italiane appartenuto al territorio di Novara fino al 1291. Nel XVII secolo la strada del Sempione fu riattivata a uso commerciale da Kaspar Jodok von Stockalper.

Gondo custodisce anche la miniera d’oro, massima espressione dell’attività mineraria della famiglia Stockalper. La miniera, attiva fino al 1897, è oggi visitabile su richiesta. La strada del Sempione, con locande storiche come Berisal, Hotel Post e Couronnes, ha segnato la storia dei viaggi alpini, offrendo percorsi immersi nella natura e nella cultura locale.

Vigneti terrazzati del Vallese con vista sulle montagne svizzere

Vigneti e sapori del Vallese

Il Vallese è anche terra di vini e prodotti tipici. Qui si coltivano Pinot Nero, Chasselas (da cui nasce il Fendant, vino simbolo del cantone) e Gamay, con 5.200 ettari di vigneti e 47 varietà di uve. Tra i vigneti più famosi:

Visperterminen: il vigneto più alto d’Europa (1.150 m), produce l’Heida aromatico.

Val d’Anniviers: produzione del vino dei ghiacciai, conservato in botti antiche con strati di tartaro.

Riederalp: patrimonio UNESCO dal 2001, offre panorami straordinari e colori vegetali unici.

Non mancano curiosità come il vigneto del falsario Farinet, il più piccolo del mondo (1,67 m²), oggi di proprietà del Dalai Lama, con produzione di 1.000 bottiglie messe all’asta per scopi culturali e sociali.

Gastronomia vallesana: tra formaggi e piatti tipici

Tra le specialità culinarie da provare:

Fonduta: formaggio vallesano, emmentaler, gruyère e pomodoro con kirsch.

Cholera: torta di patate, cipolle, mele e formaggio di Goms.

Gsottus: bollito misto di carne di maiale e manzo, speck e salumi con crauti o cavolo bianco.

Brisolée: castagne arrostite, burro, patatine, formaggi misti, carne secca, pancetta, prosciutto e pere sciroppate.

Mus: uva appena spremuta, servita fresca come bevanda di accompagnamento.

Questa valle sospesa tra Italia e Svizzera offre un viaggio unico tra paesaggi mozzafiato, storia millenaria e sapori autentici. Un percorso da vivere a passo lento, con lo spirito dell’osservatore attento alla bellezza e alla calma della montagna.

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