Stipendi manager casse malattia: il tema torna al centro del dibattito politico svizzero. Mentre i premi continuano a pesare sempre di più sui bilanci delle famiglie, il Consiglio federale si dice favorevole all’introduzione di un limite alle remunerazioni dei vertici degli assicuratori che operano nell’ambito dell’assicurazione obbligatoria.
L’idea è quella di prendere come riferimento il compenso dei consiglieri federali, il cui salario base si aggira attorno ai 480’000 franchi all’anno.
Un limite alle retribuzioni dei vertici
La questione riguarda i membri delle direzioni e dei consigli di amministrazione delle casse malattia per le attività legate alla LAMal.
Il progetto sul quale si è espresso il Governo nasce da un’iniziativa parlamentare del consigliere agli Stati Baptiste Hurni (PS/NE) ed è stato elaborato dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale.
La proposta prevede che venga stabilito un importo massimo per le remunerazioni dei dirigenti, considerando diversi elementi, tra cui il numero degli assicurati, i costi medi per persona e il rincaro.
Il Consiglio federale condivide l’obiettivo, ma preferirebbe una soluzione più semplice: fissare direttamente il tetto prendendo come riferimento la remunerazione dei membri del Governo federale.
Secondo l’Esecutivo, un sistema costruito su diversi parametri rischierebbe infatti di rendere più complessi e costosi sia l’applicazione sia i controlli.
Più trasparenza sugli stipendi
Non c’è però soltanto la questione dell’importo massimo.
Il progetto punta anche ad aumentare sensibilmente la trasparenza delle casse malattia. Gli assicuratori LAMal dovrebbero rendere pubblici la retribuzione e il grado di occupazione dei membri delle direzioni e dei consigli di amministrazione, indicando anche i rispettivi nomi.
Un principio che il Consiglio federale sostiene: quando si parla di un’assicurazione sociale obbligatoria, ritiene infatti giustificato garantire un elevato livello di trasparenza.
La pubblicazione delle remunerazioni potrebbe inoltre esercitare una certa pressione sugli assicuratori, favorendo maggiore moderazione nella definizione degli stipendi dei vertici.
Ma i premi non diminuiranno per questo
È probabilmente questo l’aspetto più importante per gli assicurati: mettere un tetto agli stipendi dei manager non significa automaticamente pagare premi più bassi.
Lo riconosce lo stesso Consiglio federale, secondo il quale il provvedimento difficilmente produrrà una riduzione significativa dei costi amministrativi degli assicuratori e, di conseguenza, dei premi.
Il problema dei costi della sanità svizzera è infatti molto più ampio e non può essere ricondotto alle sole remunerazioni dei dirigenti.
La questione ha però anche una forte valenza politica e sociale. I premi dell’assicurazione malattia sono obbligatori e rappresentano una voce sempre più importante nei bilanci delle economie domestiche. In questo contesto, stipendi particolarmente elevati ai vertici degli assicuratori sono diventati difficili da spiegare a una parte crescente della popolazione.
Ed è proprio questo malcontento che il Governo considera comprensibile.
Il tetto agli stipendi, quindi, potrebbe non alleggerire direttamente la fattura mensile degli assicurati. Ma introduce un principio destinato a far discutere: in un sistema finanziato attraverso premi obbligatori, fino a che punto sono giustificabili remunerazioni molto elevate per chi lo amministra?
Fonte: informazioni del Consiglio federale riportate da Keystone-ATS e RSI.
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