Steven Spielberg durante un evento pubblico nel 2017, omaggiato al Locarno Film Festival con la proiezione di "Lo Squalo".

Locarno rende omaggio a Steven Spielberg: “Lo Squalo” incanta ancora Piazza Grande

Steven Spielberg a Locarno è stato il protagonista della seconda serata del cinema all’aperto in Piazza Grande, gremita fino a quasi l’ultima delle iconiche sedie gialle del Festival. Tutti lì per rivedere Lo Squalo e rendere omaggio al regista che ha cambiato la storia del cinema.

Curiosa anche la coincidenza del calendario: il film è stato proiettato il 4 agosto, mentre la sua storia si svolge durante le celebrazioni del 4 luglio negli Stati Uniti. Una coincidenza che richiama uno dei temi centrali dell’opera: il confine tra sicurezza e pericolo, tra uomo e natura, tra interesse economico e responsabilità. Un’eco che da Amity arriva fino a Locarno.

Il film che nessuno voleva

Come ha ricordato Giona Nazzaro, direttore artistico del Locarno Film Festival, Lo Squalo nacque sotto il segno dello scetticismo. Doveva essere un film piccolo e veloce e, secondo molti, avrebbe persino segnato la fine della carriera del giovane Spielberg.

Le riprese furono un incubo: lo squalo meccanico si guastava continuamente, il mare rendeva tutto più complicato, i ritardi si accumulavano e il budget continuava a crescere. Lo studio aveva perso fiducia nel progetto.

Il risultato, però, è storia del cinema. A oltre cinquant’anni dalla sua uscita, Lo Squalo continua a essere uno dei film più influenti di sempre, mentre Spielberg è diventato uno dei registi più importanti della storia del cinema.

Dal romanzo di Peter Benchley al grande schermo

Prima di conquistare Hollywood, Lo Squalo era un romanzo scritto dal giornalista americano Peter Benchley, diventato rapidamente un bestseller.

Spielberg rimase affascinato non tanto dallo squalo quanto da ciò che rappresentava: la paura collettiva, il senso di colpa e una comunità che preferisce ignorare il pericolo pur di proteggere i propri interessi economici.

Il regista trasformò così un thriller ambientato sulla spiaggia in una storia universale. Ridusse gli aspetti più crudi del romanzo, rafforzò il rapporto tra Brody, Hooper e Quint e costruì la suspense più sulla tensione psicologica che sulla violenza.

Il film che inventò il “summer blockbuster”

Da quello che sembrava un fallimento annunciato nacque un nuovo modo di fare cinema.

Prima del 1975 l’estate era considerata un periodo poco redditizio per le sale cinematografiche. La Universal, invece, puntò tutto su Lo Squalo: uscita contemporanea in circa 400 cinema, una massiccia campagna pubblicitaria televisiva e la memorabile colonna sonora di John Williams.

L’operazione fu un successo senza precedenti. Con circa 470 milioni di dollari incassati nel mondo, il film diede origine al concetto moderno di summer blockbuster, aprendo la strada ai grandi successi estivi come Star Wars, Jurassic Park e, più recentemente, ai film dell’universo Marvel.

La trama: quando il mare diventa paura

La vicenda è ambientata ad Amity, immaginaria cittadina balneare che vive grazie al turismo estivo. In realtà il film fu girato a Martha’s Vineyard, nel Massachusetts, meta ancora oggi di appassionati e curiosi.

Tutto ha inizio quando una giovane donna viene uccisa durante una nuotata notturna. Lo sceriffo Martin Brody comprende subito che non si tratta di un incidente e propone di chiudere le spiagge.

Il sindaco, però, rifiuta: la stagione turistica è troppo importante per l’economia della cittadina.

Quando una seconda vittima, un bambino, viene attaccata, la situazione cambia. Brody si allea con il giovane oceanografo Matt Hooper e con il pescatore Quint. A bordo dell’Orca inizierà la caccia allo squalo bianco, destinata a entrare nella storia del cinema.

La celebre scena finale, con Brody che riesce a far esplodere lo squalo, è stata accolta in Piazza Grande da un lungo applauso liberatorio.

Un cast entrato nella leggenda

Prima di Lo Squalo, Spielberg aveva diretto soltanto Duel. Dopo quel film il suo nome entrò definitivamente nell’Olimpo del cinema mondiale.

Accanto a lui un cast destinato a diventare iconico:

  • Roy Scheider interpreta Martin Brody, lo sceriffo costretto a vincere le proprie paure.
  • Richard Dreyfuss è Matt Hooper, il giovane oceanografo che rappresenta la scienza e la razionalità.
  • Robert Shaw veste i panni di Quint, il burbero cacciatore di squali autore di uno dei monologhi più celebri della storia del cinema.

Premi e un’eredità che continua

Lo Squalo conquistò tre Premi Oscar: miglior montaggio, migliore colonna sonora originale e miglior sonoro, ottenendo anche la candidatura come Miglior film.

Gli interpreti non ricevettero nomination, ma i loro personaggi sono diventati immortali, proprio come la musica di John Williams e la figura dello squalo che, ancora oggi, continua a far trattenere il respiro agli spettatori di tutto il mondo.

Graziella Putrino


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