Imparare una seconda lingua nazionale fin dai primi anni di scuola potrebbe presto diventare un obbligo in tutta la Svizzera. Il Consiglio federale ha infatti avviato una consultazione per modificare la legislazione e garantire che gli allievi continuino a studiare una lingua nazionale diversa dalla propria già durante la scuola elementare.
La proposta nasce dalle discussioni in corso in alcuni cantoni della Svizzera tedesca, dove negli ultimi anni sono emerse richieste di rinviare l’insegnamento del francese alle scuole medie. Una prospettiva che preoccupa Berna, convinta che il plurilinguismo rappresenti uno dei pilastri fondamentali dell’identità svizzera.
Il valore della seconda lingua nazionale per la Svizzera
Per il Consiglio federale, la capacità di comunicare oltre i confini linguistici è essenziale per mantenere la coesione del Paese. La Svizzera è infatti caratterizzata dalla convivenza di diverse comunità linguistiche e la conoscenza reciproca delle lingue nazionali viene considerata uno strumento importante per favorire la comprensione tra le regioni e rafforzare il senso di appartenenza comune.
Attualmente, nella scuola obbligatoria svizzera gli allievi studiano generalmente una seconda lingua nazionale e l’inglese. Tuttavia, le competenze scolastiche appartengono ai cantoni, che dispongono di un ampio margine di autonomia nell’organizzazione dei programmi.
Due possibili soluzioni
La consultazione federale presenta due varianti.
La prima prevede di inserire direttamente nella legge il modello già adottato dal Concordato HarmoS: una seconda lingua nazionale e l’inglese insegnati durante la scuola elementare.
La seconda lascerebbe maggiore flessibilità ai cantoni, ma imporrebbe comunque l’apprendimento di una seconda lingua nazionale dalla scuola primaria fino al termine della scuola dell’obbligo.
Secondo il Governo federale, l’obiettivo non è limitare l’autonomia cantonale, bensì garantire che nessuna regione rinunci a un elemento considerato fondamentale per la convivenza tra le diverse realtà linguistiche del Paese.
Seconda lingua nazionale e Ticino: una questione importante
Per il Ticino il dibattito assume un significato particolare. In un cantone italofono inserito in un contesto nazionale prevalentemente germanofono e francofono, la conoscenza delle altre lingue nazionali rappresenta spesso una chiave di accesso agli studi superiori e al mercato del lavoro.
Molte famiglie italiane residenti in Svizzera vedono inoltre nel plurilinguismo una risorsa preziosa per i propri figli, che crescono già a contatto con culture e lingue diverse. Rafforzare l’insegnamento delle lingue nazionali significa quindi investire non solo nella formazione scolastica, ma anche nella mobilità professionale e nell’integrazione futura delle nuove generazioni.
Consultazione aperta fino a ottobre
La procedura di consultazione resterà aperta fino al 5 ottobre 2026. Se i cantoni continueranno a rispettare gli accordi attualmente in vigore, il Consiglio federale potrebbe anche decidere di non procedere con una modifica legislativa. In caso contrario, Berna è pronta a intervenire per garantire che una seconda lingua nazionale continui a essere insegnata già dalle scuole elementari.
Questo articolo fa parte della rubrica Società di L’ECO, dedicata ai temi che influenzano la vita quotidiana degli italiani e delle loro famiglie in Svizzera.

