Sbalzi termici di settembre mettono alla prova il nostro organismo proprio nel periodo in cui l’estate comincia lentamente a lasciare spazio all’autunno. Giornate ancora calde, mattine fresche, improvvisi abbassamenti delle temperature e ambienti climatizzati possono accompagnare il ritorno alla normale routine dopo le vacanze. Ed è spesso questo il periodo in cui ricompaiono raffreddore, mal di gola, tosse e altri piccoli disturbi respiratori.
Ma davvero è il cambio di temperatura a farci ammalare?
Perché a settembre aumentano raffreddori e mal di gola
Con settembre cambiano non soltanto le temperature, ma anche le nostre abitudini. Si torna negli uffici, riaprono le scuole, si utilizzano maggiormente i mezzi pubblici e trascorriamo più tempo in ambienti chiusi e condivisi.
Tutte condizioni che facilitano la circolazione dei virus respiratori.
Il raffreddore, infatti, non è provocato direttamente dal freddo, ma da virus. L’Istituto Superiore di Sanità ricorda che sono oltre duecento i ceppi virali che possono causarlo e che tra i principali responsabili figurano i rhinovirus.
Gli sbalzi termici possono però rappresentare un elemento di stress per le vie respiratorie, soprattutto quando si passa rapidamente da temperature elevate ad ambienti molto più freddi.
Il freddo provoca davvero il raffreddore?
È una convinzione molto diffusa: si prende freddo e ci si ammala. La realtà è più complessa.
Per contrarre un raffreddore è necessario entrare in contatto con uno dei virus responsabili dell’infezione. Il semplice abbassamento della temperatura non crea quindi il raffreddore.
A favorire la diffusione dei virus sono soprattutto i contatti ravvicinati e la permanenza in luoghi chiusi. I virus respiratori possono diffondersi attraverso le secrezioni emesse parlando, tossendo o starnutendo e anche attraverso le mani contaminate portate successivamente a naso, bocca o occhi.
Settembre rappresenta quindi una sorta di periodo di transizione: cambiano il clima e contemporaneamente cambiano i nostri comportamenti.
Vestirsi a strati resta una buona regola
Per affrontare gli sbalzi termici di settembre, uno dei sistemi più semplici è il classico abbigliamento “a cipolla”.
Una giacca leggera o un cardigan facilmente rimovibile permettono di adattarsi alle temperature durante la giornata senza ritrovarsi troppo coperti nelle ore più calde o troppo leggeri quando arriva il fresco.
Particolare attenzione va prestata anche all’aria condizionata. Entrare sudati in un ambiente molto freddo può risultare fastidioso per le vie respiratorie. Meglio quindi evitare, quando possibile, differenze eccessive tra temperatura esterna e interna.
Sbalzi termici di settembre: le buone abitudini che aiutano
Le misure più utili sono spesso anche le più semplici.
Lavarsi regolarmente le mani riduce il rischio di trasmettere numerosi agenti infettivi. È inoltre importante arieggiare gli ambienti domestici e di lavoro e limitare il contatto ravvicinato con altre persone quando si presentano sintomi respiratori.
Anche mantenere una buona idratazione, dormire a sufficienza, seguire un’alimentazione varia ed equilibrata e riprendere gradualmente l’attività fisica contribuiscono al benessere generale dell’organismo.
L’Istituto Superiore di Sanità raccomanda inoltre di aerare bene gli ambienti e di evitare temperature interne eccessivamente elevate, che possono favorire la secchezza delle vie respiratorie.
Le 7 regole per affrontare settembre
1. Vestirsi a strati, soprattutto al mattino e alla sera.
2. Evitare sbalzi eccessivi tra ambienti climatizzati e temperatura esterna.
3. Lavarsi frequentemente le mani, in particolare dopo aver frequentato luoghi pubblici.
4. Arieggiare ogni giorno casa e ufficio, anche quando le temperature iniziano a scendere.
5. Bere regolarmente, senza aspettare di avere sete.
6. Dormire a sufficienza e recuperare gradualmente i normali ritmi dopo l’estate.
7. Non assumere antibiotici di propria iniziativa per un semplice raffreddore: gli antibiotici non agiscono contro i virus e devono essere utilizzati quando prescritti dal medico.
Maggiore attenzione per le persone più fragili
Un comune raffreddore generalmente si risolve spontaneamente. Secondo l’ISS (Istituto Superiore di Sanità), i sintomi possono durare una o due settimane e comprendono soprattutto naso chiuso o che cola, starnuti, mal di gola, tosse e talvolta mal di testa.
Una maggiore prudenza è però opportuna per anziani, bambini molto piccoli, persone immunodepresse e soggetti affetti da patologie croniche.
È inoltre opportuno rivolgersi al medico quando i disturbi sono particolarmente intensi, peggiorano invece di migliorare, persistono insolitamente a lungo oppure compaiono sintomi che fanno pensare a qualcosa di diverso da un semplice raffreddore.
Verso la stagione influenzale 2026-2027
Settembre, insomma, non deve trasformarsi nella stagione della paura del primo colpo d’aria. Gli sbalzi termici di settembre possono essere affrontati con qualche attenzione in più, buone abitudini quotidiane e un po’ di buon senso.
Il Ministero della Salute ha già pubblicato le raccomandazioni per la stagione 2026-2027, elaborate in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e le Regioni e Province autonome.
La campagna di vaccinazione antinfluenzale è raccomandata a partire dall’inizio di ottobre, con particolare attenzione alle persone maggiormente esposte al rischio di complicanze.
È importante, però, non confondere influenza e raffreddore. Il vaccino antinfluenzale protegge dai virus influenzali previsti per la stagione, non dai numerosi altri virus che possono provocare raffreddori e sindromi respiratorie.
Settembre, insomma, non deve trasformarsi nella stagione della paura del primo colpo d’aria. Qualche attenzione in più, buone abitudini quotidiane e un po’ di buon senso sono spesso sufficienti per accompagnare l’organismo dal caldo estivo ai primi freschi autunnali.
Aty Lenzo
Salute, prevenzione e benessere: scopri gli altri approfondimenti di L’ECO nella Rubrica Benessere e Salute




