Sara

Voglio essere autonoma e indipendente

Sono nata e cresciuta nel piccolo paese di Valdobbiadene, in provincia di Treviso. Il mio nome è Sara. La mia famiglia è contadina e vivono in una modesta casa di campagna. Ho sempre aiutato i miei genitori nei lavori della fattoria, ma ho sempre sognato una vita migliore. Avevo una grande passione per lo studio. Mi piaceva molto la matematica e la fisica e sognavo di diventare un ingegnere.

Dopo le scuole superiori, avevo deciso di iscrivermi all’università, ma la mia famiglia non aveva i mezzi per permettermi di continuare gli studi. Quindi, ho necessariamente dovuto cercare un lavoro, ma non sono riuscita a trovarne uno che mi permettesse di essere indipendente. La mia migliore amica era partita per la Svizzera da due anni. Ci sentivamo spesso e lei mi raccontava di come la vita in Svizzera fosse molto diversa dall’Italia.

Mi diceva che c’era lavoro per tutti, che i salari erano alti e la genta era più aperta e accogliente. Ero affascinata dai racconti della mia amica e ho cominciato a pensare di trasferirmici. Ho così iniziato a prepararmi per la partenza. I miei genitori non erano molto d’accordo, ma alla fine hanno accettato la mia decisione. Il 24 maggio del 2018, giorno della mia partenza, ero agitata ed emozionata. Sono salita sul treno con il cuore in gola. Guardavo fuori dal finestrino e osservavo il paesaggio che cambiava. Era la prima volta che lasciavo l’Italia e tutto mi sembrava nuovo e affascinante.

Non riuscivo a stare ferma. Ero troppo eccitata per pensare ad altro. Le incognite erano tante. Quello che più mi preoccupava era trovare un lavoro. Ma ero determinata e disposta a fare qualsiasi sacrificio per realizzare il mio obiettivo. Il viaggio in treno, da Valdobbiadene a Zurigo, mi era sembrato interminabile. Finalmente, il treno arrivò a Zurigo e, una volta scesa, mi sono trovata catapultata in un mondo completamente nuovo. La città era grande e caotica.

Mi sono sentita spaesata, ma al contempo felice di essere arrivata in Svizzera. Ad attendermi c’era la mia amica che, tra l’altro, mi ha ospitata per alcuni mesi a casa sua. I primi mesi in Svizzera sono stati difficili. All’infuori di Gianna (la mia amica) non conoscevo nessuno. Non avevo amici e, non conoscendo la lingua del posto, comunicare con le persone era difficile. Trovare un lavoro, sempre a causa della lingua, non è stata per niente un’impresa facile.

Cominciavo a scoraggiarmi e pensavo di rientrare in Italia, a casa dei miei genitori. Ma mi sono fatta forza e ho continuato a cercare. Dopo tante ricerche, finalmente, ho trovato lavoro in un’azienda elettronica come operaria. Oggi sono responsabile di un intero reparto e ne sono fiera. Ho faticato parecchio con la lingua tedesca. Mi sono iscritta ad un corso e, pur impegnandomi molto, mi sono resa conto che il tedesco non lo impari in pochi mesi… questo pensavo prima di partire.

Ho pensato che una buona idea fosse quella di frequentare, il più possibile, persone del posto. Mi sono fatta degli amici svizzeri che mi hanno aiutata molto. Tra gli amici… Daniel, nato a Zurigo da mamma svizzera e papà italiano. Daniel parla abbastanza bene l’italiano e io, nel frattempo, me la cavo altrettanto bene con il tedesco. Sentirci parlare insieme deve essere divertente.

Daniel, parla con me in italiano, ma a volte, dice alcune parole (o frasi intere) in tedesco. Io, con lui parlo tedesco (voglio migliorare le mie conoscenze), ma capita che ci siano delle parole che non conosco e le dico in italiano. Insomma, è un miscuglio curioso di due lingue che fa sorridere chi ci ascolta. Ci siamo sposati da poco e siamo in attesa del nostro primo figlio. Non ho intenzione di smettere di lavorare.

Ho sempre desiderato avere la mia autonomia e voglio continuare su questa strada. Mio marito è d’accordo. Insieme cercheremo di organizzarci affinchè io possa continuare la mia attività. Ho un lavoro che mi piace, un uomo che amo e vivo in un paese che mi offre molte opportuità. Mi sento felice e realizzata. Dove andiamo in vacanza? Ma in Italia, ovviamente! Un po’ dai miei genitori, un po’ dai parenti di mio marito.

A cura della Redazione

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