Illustrazione della riforma della Circoscrizione Estero con il Parlamento italiano, il passaporto italiano e una mappa del mondo a rappresentare gli italiani residenti all'estero.

Riforma della legge elettorale estero: la rappresentanza degli italiani nel mondo è davvero a rischio?

La riforma della legge elettorale estero torna al centro del dibattito con questo intervento di Dino Nardi, che ripercorre le principali conquiste ottenute dagli italiani nel mondo e riflette sul progressivo ridimensionamento della loro rappresentanza istituzionale.


La riforma della Circoscrizione Estero – «Aridatece er Tremaglia!»

Dall’associazionismo alle prime conquiste istituzionali

Fin dagli anni Settanta del secolo scorso, dopo il mio arrivo in Svizzera, mi sono sempre impegnato a difendere i diritti sociali della comunità italiana attraverso l´associazionismo regionale (quello toscano, visto la mia origine), un impegno rafforzato anche dall´essere professionalmente attivo in un patronato di assistenza sociale (l´ITAL-UIL).

Con questo impegno, come gli emigrati di altre regioni italiane, anche come toscani nel mondo ottenemmo nel 1978 una rappresentanza istituzionale a livello regionale con la Consulta Regionale dei Toscani all´Estero (C.Re.T.E.).

Mentre, più in generale, come emigrazione italiana nel mondo – in Svizzera, come Consiglio Nazionale degli Italiani (CNI) che rappresentava il variegato mondo dell´associazionismo italiano in questo Paese – con il supporto delle federazioni nazionali dell´emigrazione italiana centralizzate a Roma e facenti riferimento ai maggiori partiti politici esistenti nella così detta “Prima Repubblica”, si riuscì con non poca fatica ad ottenere:

  • 1985: una rappresentanza a livello di Circoscrizioni Consolari con i Comitati degli Italiani all´Estero (COM.IT.ES.) eletti democraticamente;
  • 1989: il Consiglio Generale degli Italiani all´Estero (C.G.I.E.), organismo di rappresentanza delle comunità italiane nel mondo;
  • 2001: il diritto di voto per i cittadini italiani residenti all´estero, dando loro una rappresentanza nel Parlamento italiano (12 deputati e 6 senatori) attraverso la creazione della Circoscrizione Estero.

Il voto all’estero e il ruolo di Mirko Tremaglia

Una legge, quest´ultima, elaborata lungamente dalla maggioranza di centrosinistra durante la 13.ma legislatura anche se il centrodestra cercò di attribuirne il merito all´on.le Mirko Tremaglia (un politico notoriamente di Destra) che si ritrovò nella successiva legislatura – da Ministro per gli italiani nel mondo del governo Berlusconi – a gestirne l´applicazione per la prima volta nei referendum del 2003 e, poi, nel 2006 col rinnovo del parlamento (in cui il centrosinistra ottenne una maggioranza risicatissima proprio grazie al voto degli italiani all´estero!) anche se, onestamente, dobbiamo riconoscere a Mirko Tremaglia la sua storica vicinanza agli emigrati italiani ed il sostegno ai loro diritti compreso quello del voto all´estero, pur dall´opposizione.

Una comunità italiana profondamente cambiata

Tutto questo si è ottenuto in un succedersi di anni in cui gli italiani nel mondo erano, ormai, sempre meno emigrati dal Belpaese e sempre più persone di origine italiana di seconda, terza e quarta generazione, ovvero in gran parte cittadini italiani “jus sanguinis”, con doppia cittadinanza, che spesso non avevano mai messo piede in Italia e senza alcuna conoscenza della lingua di Dante.

La dimostrazione che la conquista di questi diritti per gli emigrati italiani si era ottenuta in ritardo di decenni con la loro storia si è avuta quando questi diritti si sono confrontati con la realtà, ovvero con la scarsa partecipazione degli italiani – iscritti all´AIRE ed aventi diritto al voto per corrispondenza – nelle elezioni che, poi, periodicamente si sono tenute successivamente per eleggere i COMITES e, soprattutto, in quelle nella Circoscrizione Estero in occasione dei referendum ed il rinnovo del Parlamento italiano.

Le prime riduzioni della rappresentanza

E non solo! Basti pensare alla mancata reazione (indifferenza?) che vi è stata tra gli italiani all´estero e nel loro superstite mondo associativo quando, da parte degli ultimi governi succedutesi in Italia, si sono introdotte delle modifiche peggiorative a quelle conquiste come:

  • nel 2014, la riduzione dei membri del CGIE da 94 a 63;
  • nel 2020, la riduzione del numero dei parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero con i deputati da 12 a 8 ed i senatori da 6 a 4;
  • nel 2021, la preiscrizione nelle liste elettorali per la partecipazione al voto nelle elezioni dei COMITES.

La riforma della Circoscrizione Estero

Ma lo sgretolamento delle conquiste sociali e di Rappresentanza, ottenute dal quel residuo di emigrazione italiana esistente ancora alla fine del secolo scorso, continua visto le intenzioni dell´attuale maggioranza di centrodestra che sta governando l´Italia in questa legislatura.

Lo testimonia la riforma della legge elettorale approvata dalla Camera dei Deputati lo scorso mese di luglio con la quale, tra l´altro, si intende modificare l´ormai storica Circoscrizione Estero composta di quattro Ripartizioni identiche sia per la Camera che per il Senato: Europa (compresi i territori asiatici di Russia e Turchia); America settentrionale e centrale; America meridionale; Africa/Asia/Oceania/Antartide.

Infatti, qualora questa riforma venisse approvata anche dal Senato, in futuro nella Circoscrizione Estero vi saranno due sole Ripartizioni per la Camera dei Deputati (Europa che include i territori europei e i territori asiatici della Federazione Russa e della Turchia e Resto del mondo che raggruppa le altre tre attuali Ripartizioni) ed una Ripartizione per il Senato corrispondente all´intera Circoscrizione Estero.

«Aridatece er Tremaglia!»

Un´offesa al buon senso che perfino dal centrosinistra si dovrebbe levare il grido «Aridatece er Tremaglia!», rivolto alla Destra di questo parlamento, affinché rinunci ad approvare questo obbrobrio di legge elettorale.

È immaginabile che 12 (dodici!) parlamentari possano conoscere e rappresentare nel Parlamento italiano i problemi di una comunità di oltre sei milioni di persone sparse nel mondo intero?

Una vera presa in giro, senza destrezza!

Un futuro che preoccupa

Purtroppo questa maggioranza ha pure in senato i numeri per approvarla e temo che ciò avverrà – come nel recente passato – nella protesta dei soli eletti all´estero presenti in questo parlamento – ed anche in questa circostanza – con l´apatia generalizzata degli iscritti all´AIRE non essendoci più “quell´emigrazione” arrabbiata ed organizzata in una miriade di associazioni, che, a suo tempo, aveva lottato per ottenere quelle conquiste che oggi i cittadini italiani residenti all´estero non sanno apprezzare e tanto meno difendere.

Bontà loro!


Per approfondire i temi che riguardano gli italiani all’estero, continua a seguire gli interventi e le analisi pubblicati nella rubrica Comunità italiana de L’ECO.

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