Documento AVS e AI con franchi svizzeri e mappa del mondo, simbolo delle rendite versate ai beneficiari residenti all'estero.

Quasi 40 milioni di franchi versati per errore all’estero: cosa sta succedendo alle rendite AVS

Le rendite AVS e AI versate indebitamente all’estero hanno raggiunto complessivamente quasi 40 milioni di franchi, una somma che la Svizzera potrà recuperare soltanto in parte. A provocare i pagamenti non dovuti sono soprattutto decessi, divorzi, trasferimenti di residenza e cambiamenti della situazione personale comunicati in ritardo o mai segnalati.

Secondo i dati dell’Ufficio centrale di compensazione, alla fine di marzo 2026 risultavano ancora aperte richieste di restituzione per circa 17 milioni di franchi. L’importo complessivo delle prestazioni pagate in eccesso si avvicina invece ai 40 milioni, mentre circa 300.000 franchi sono già considerati irrecuperabili.

Perché vengono pagate rendite non dovute

Le rendite AVS e AI vengono calcolate e versate sulla base della situazione personale del beneficiario. Quando questa cambia, le autorità devono essere informate tempestivamente.

I problemi possono sorgere, per esempio, quando non vengono comunicati:

  • il decesso del beneficiario;
  • un divorzio o un cambiamento dello stato civile;
  • il trasferimento in un altro Paese;
  • la ripresa di un’attività lavorativa;
  • una modifica della residenza effettiva;
  • altri cambiamenti che incidono sul diritto alla prestazione.

Se le informazioni arrivano in ritardo, i versamenti possono continuare per mesi o addirittura per anni, generando somme che devono successivamente essere restituite.

Non sempre si tratta di un errore

In alcuni casi il pagamento indebito deriva da semplici ritardi amministrativi o dalla mancata conoscenza degli obblighi di comunicazione. In altri, invece, le autorità si trovano di fronte a vere e proprie frodi.

Tra gli episodi citati figura quello di un cittadino del Mali che avrebbe simulato per anni la propria residenza in Svizzera, utilizzando l’indirizzo di alcuni parenti. Nel 2025 il Tribunale amministrativo federale ha confermato l’obbligo di restituire circa 72.000 franchi.

Recuperare il denaro all’estero è più difficile

Quando il beneficiario risiede in Svizzera, il recupero delle somme può avvenire attraverso le normali procedure amministrative nazionali. La situazione diventa più complessa quando la persona vive all’estero.

Le autorità svizzere devono infatti attenersi alle leggi e alle procedure del Paese di residenza. Nell’Unione europea esistono uffici di collegamento che agevolano la collaborazione tra gli Stati, ma possono comunque rendersi necessari lunghi procedimenti giudiziari.

In generale, il diritto alla restituzione cade in prescrizione dopo cinque anni. Nei casi di frode, invece, i termini possono essere più lunghi e arrivare, a seconda delle circostanze, fino a quindici anni.

Ogni anno otto miliardi di franchi vengono versati all’estero

Il fenomeno deve essere valutato nel contesto di un sistema molto ampio. Ogni anno la Svizzera versa all’estero circa un milione di rendite AVS e AI, per un valore complessivo vicino agli otto miliardi di franchi.

I beneficiari residenti fuori dalla Confederazione possono ricevere le prestazioni su un conto bancario o postale intestato all’avente diritto. La Cassa svizzera di compensazione richiede inoltre che vengano comunicate le modifiche relative all’indirizzo, al conto di pagamento e alla situazione personale.

Le critiche del Controllo federale delle finanze

Il Controllo federale delle finanze ha più volte segnalato lacune nella gestione dei pagamenti effettuati dall’Ufficio centrale di compensazione, pur riconoscendo i miglioramenti introdotti negli ultimi anni.

Tra le misure adottate figura lo scambio automatico di dati con sette Stati europei. Questo sistema consente alle autorità svizzere di ricevere più rapidamente le notifiche relative ai decessi dei beneficiari residenti all’estero.

È stato inoltre introdotto un nuovo sistema informatico, destinato a sostituire le precedenti modalità di controllo basate anche su tabelle Excel. Rimangono però alcune criticità: il nuovo strumento di monitoraggio dei pagamenti indebiti sarebbe ancora utilizzato in maniera limitata e l’accesso incompleto ai dati AVS e AI renderebbe più difficile individuare tempestivamente gli errori e le frodi.

Una cifra in diminuzione rispetto al 2020

I quasi 40 milioni di franchi versati in eccesso rappresentano una somma considerevole, ma il fenomeno si è ridotto rispetto agli anni precedenti.

Nel 2020 i pagamenti indebiti avevano infatti raggiunto quasi 82 milioni di franchi, più del doppio rispetto alla cifra attuale. L’Ufficio centrale di compensazione afferma di essere impegnato nell’applicazione delle raccomandazioni formulate dagli organismi di controllo.

L’importanza di comunicare ogni cambiamento

La vicenda richiama l’attenzione anche sui doveri dei beneficiari di rendite AVS e AI che vivono all’estero. Ogni cambiamento rilevante deve essere comunicato alla Cassa svizzera di compensazione senza attendere il controllo delle autorità.

Dal 2026 è disponibile anche il portale eCdC, attraverso il quale i beneficiari residenti all’estero possono consultare la propria situazione, controllare i prossimi pagamenti, modificare gli indirizzi e trasmettere documenti in modo sicuro.

Una comunicazione tempestiva permette di evitare richieste di restituzione, procedimenti giudiziari e conseguenze più gravi nei casi in cui venga accertato un comportamento fraudolento.


Per leggere altre notizie visita la rubrica Attualità di L’ECO.

 

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