La rappresentanza degli italiani all’estero torna al centro del dibattito dopo l’approvazione al Senato della riforma della legge elettorale, che modifica profondamente l’organizzazione della circoscrizione Estero. Un appello rivolto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiede ora particolare attenzione alle conseguenze delle nuove regole sul rapporto tra eletti e comunità italiane nel mondo.
L’iniziativa è stata promossa da Emanuele Esposito, cittadino italiano residente in Australia e giornalista, che ha aperto una raccolta di adesioni al documento intitolato “Presidente Mattarella, tuteli la rappresentanza degli italiani nel mondo”.
Le sottoscrizioni raccolte accompagneranno l’appello nella trasmissione alla Presidenza della Repubblica.
Rappresentanza degli italiani all’estero: il problema delle distanze
Il punto centrale riguarda la nuova articolazione territoriale della circoscrizione Estero.
Attualmente sia per la Camera sia per il Senato gli eletti all’estero fanno riferimento a quattro ripartizioni: Europa; America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide.
La riforma prevede invece, per la Camera dei deputati, due sole ripartizioni: l’Europa e una seconda grande area che riunisce Americhe, Africa, Asia, Oceania e Antartide.
Per il Senato, invece, le ripartizioni territoriali vengono eliminate: i quattro senatori eletti all’estero farebbero riferimento a un’unica circoscrizione comprendente l’intero territorio mondiale.
Una modifica significativa soprattutto per le dimensioni geografiche delle nuove aree elettorali e per le forti differenze numeriche tra le comunità italiane presenti nei diversi Paesi.
L’appello al Presidente Mattarella
È proprio su queste conseguenze che si concentra l’appello promosso da Esposito.
I firmatari chiedono al Presidente della Repubblica che, qualora il testo definitivamente approvato confermi l’accorpamento delle ripartizioni estere, ne venga valutata con particolare attenzione la compatibilità con le garanzie costituzionali e, qualora ne ricorrano i presupposti, venga considerato il rinvio alle Camere prima della promulgazione, secondo quanto previsto dall’articolo 74 della Costituzione.
L’appello non contesta il potere del Parlamento di modificare il sistema elettorale e riconosce espressamente che la Costituzione non impone il mantenimento delle attuali quattro ripartizioni.
La preoccupazione espressa riguarda piuttosto gli effetti concreti della nuova organizzazione territoriale sulla partecipazione e sul rapporto tra cittadini ed eletti.
Il problema delle distanze
Per chi vive all’estero, sottolineano i promotori, le distanze non rappresentano soltanto un dato geografico.
Incontrare i candidati, confrontarsi sui servizi consolari, sulla lingua italiana, sulla cittadinanza o sui rapporti con l’Italia diventa più complesso quando una stessa ripartizione comprende comunità separate da migliaia di chilometri e appartenenti a realtà profondamente differenti.
Nel caso del Senato, un candidato dovrebbe potenzialmente rivolgersi agli elettori italiani residenti in tutto il mondo.
Secondo i promotori dell’appello, una competizione elettorale su territori così vasti potrebbe inoltre rendere più difficile la partecipazione dei candidati provenienti dalle comunità numericamente più piccole e aumentare l’importanza delle risorse economiche e delle grandi reti organizzative.
Si tratta di preoccupazioni espresse anche durante il dibattito parlamentare. Nel corso dell’esame al Senato sono state avanzate critiche alla riduzione delle ripartizioni proprio per i possibili effetti sul rapporto tra eletti, elettori e differenti realtà territoriali.
Una rappresentanza nata con la legge Tremaglia
La circoscrizione Estero è legata al lungo percorso politico che portò alla cosiddetta legge Tremaglia, la legge 459 del 2001, attraverso la quale vennero disciplinate le modalità di esercizio del voto degli italiani residenti all’estero.
L’attuale articolazione in quattro ripartizioni nasce dalla necessità di conciliare il numero degli elettori con la distribuzione geografica delle comunità italiane nel mondo.
La riforma interviene ora proprio su questo equilibrio.
Nell’appello vengono richiamati gli articoli 3, 48 e 51 della Costituzione, relativi rispettivamente al principio di eguaglianza, all’esercizio del diritto di voto anche dei cittadini residenti all’estero e all’accesso alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza.
La richiesta rivolta al Capo dello Stato è quindi quella di valutare le nuove disposizioni anche alla luce delle condizioni concrete nelle quali gli italiani residenti nei diversi continenti partecipano alla vita politica italiana.
Il dibattito riguarda milioni di italiani nel mondo
Al di là delle diverse posizioni politiche sulla riforma, il cambiamento delle ripartizioni apre una questione destinata a interessare direttamente le comunità italiane all’estero: quanto può diventare grande un collegio elettorale senza indebolire il rapporto tra rappresentante e territorio?
L’appello promosso da Emanuele Esposito porta questa domanda all’attenzione del Presidente della Repubblica e invita le comunità italiane nel mondo a partecipare al confronto.
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