OCCHIO ALLA SCADENZA DEL SALDO PER L’ IMU 2022
Ritorniamo a trattare l’argomento “IMU” dopo che un nostro abbonato Fabrizio di Schwyz ci ha interpellato per sapere come deve comportarsi per versare il saldo dell’IMU per il corrente anno ovvero una domanda che, probabilmente, si porranno anche altri nostri lettori. Innanzitutto ricordiamo quanto abbiamo scritto recentemente, sempre a proposito di IMU, in questa rubrica (L’Eco nr. 48 del 9 novembre) per cui chi avesse presentato un ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale – contro il rifiuto del proprio Comune di accordare i benefici previsti dalla normativa nazionale – sarebbe consigliabile che attendesse la relativa sentenza prima di versare il saldo del 2022. Per tutti coloro che, invece, hanno già versato l’acconto, entro lo scorso 16 giugno, la scadenza del saldo è, come di consueto, entro il prossimo 16 dicembre (ultimo giorno utile).
COME VERSARE l’IMU ?
A questo proposito, rispondendo ad Elena di Dietikon (ZH) che ci ha domandato se sia costretta a recarsi in Italia per versare il saldo dell’IMU, è utile sapere che in diversi Comuni italiani (tra cui quello del sottoscritto) è possibile – contattando l’Ufficio Tributi del proprio Comune – conoscere l’importo da versare a saldo nonché i riferimenti bancari della Tesoreria comunale dove versare l’importo dovuto tramite bonifico internazionale senza dover andare in Italia per effettuare il pagamento IMU (come pure la TARI).
UN IMU DA CREPACUORE
Un nostro abbonato di Neuchâtel, che desidera mantenere l’anonimato, ci racconta di essere quasi svenuto quando ha ricevuto la notifica per il pagamento dell’IMU per l’anno 2022 sulla casa che ha appena finito di costruire nel 2021 in una località marina vicina al suo Comune di origine in Toscana. Pensando che si trattasse di un errore è andato appositamente dalla Svizzera in Italia per parlare con il Comune e domandare chiarimenti soprattutto per l’importo esagerato (oltre 4’000 euro!) che gli è stato richiesto ma pure per non avergli applicato i benefici previsti dalla normativa nazionale essendo lui residente all’estero e titolare di una pensione INPS in convenzione internazionale.
La risposta che ha ricevuto dalla direttrice dell’Ufficio Tributi (poi confermata anche dallo stesso sindaco che è stato molto disponibile a riceverlo) è stata che l’importo richiestogli è corretto poiché la casa che lui ha costruito ha le caratteristiche di una casa di lusso per cui, applicando l’aliquota IMU prevista nel Comune, l’importo da versare è quello notificatogli. Inoltre gli è stato riferito che trattandosi di un immobile di lusso non beneficia degli sconti previsti per l’IMU per i residenti all’estero titolari di una pensione italiana in convenzione internazionale.
Purtroppo, da parte nostra, non possiamo far altro che confermargli che le case accatastate con i codici A1, A8, A9 (indicato nella Visura Catastale) sono considerate di lusso anche se, ad onor del vero, quelle che pure rientrano nel codice A1, ovvero le “abitazioni signorili”, non sempre lo sono poi effettivamente ma tale è la legge! Tuttavia appare strano che l’architetto (o il geometra), che ha progettato la casa e seguito i lavori della costruzione di quella casa, non abbia informato il proprietario, cioè il nostro abbonato, che quell’immobile – con quelle caratteristiche – avrebbe poi comportato degli oneri fiscali maggiori.

