Pensione in Svizzera significa oggi fare i conti con una vita sempre più lunga. Una buona notizia, certo, ma anche una sfida economica: secondo un recente studio, molte persone rischiano di sottovalutare il denaro necessario per vivere serenamente dopo il ritiro dal lavoro.
Chi si avvicina alla pensione tende spesso a fare i propri calcoli basandosi sull’aspettativa di vita media. Secondo un recente studio svizzero, però, questa potrebbe essere una valutazione troppo ottimistica: sempre più persone vivono molto più a lungo e il rischio è quello di vedere esaurirsi i propri risparmi prima della fine della vita.
Pensione in Svizzera: perché la longevità cambia i calcoli
Negli ultimi decenni la speranza di vita in Svizzera è aumentata in modo significativo. Se alla fine degli anni Quaranta una donna di 65 anni poteva aspettarsi mediamente altri 14 anni di vita, oggi ne può prevedere circa 23. Anche per gli uomini il miglioramento è evidente: si è passati da circa 12 a oltre 20 anni.
Si tratta senza dubbio di un importante successo della medicina e delle condizioni di vita, ma questa evoluzione rende sempre più necessario ripensare la pianificazione della pensione.
Lo studio della SUP di Lucerna
La ricerca, realizzata dall‘Istituto per i Servizi Finanziari di Zugo (IFZ) della Scuola universitaria professionale di Lucerna con il sostegno del fondo d’investimento Vanguard, analizza proprio le conseguenze economiche dell’allungamento della vita.
Secondo gli esperti, il pericolo maggiore è rappresentato dal cosiddetto rischio di longevità: vivere più a lungo delle risorse economiche accumulate durante la vita lavorativa.
Perché la media può trarre in inganno
Affidarsi esclusivamente all’aspettativa di vita media può essere fuorviante.
Le statistiche mostrano infatti che circa la metà delle donne che oggi raggiungono i 65 anni potrebbe arrivare almeno ai 90 anni, mentre per gli uomini la metà raggiungerà almeno gli 87 anni.
In altre parole, un numero sempre maggiore di pensionati dovrà finanziare oltre venticinque anni di pensione, una prospettiva che richiede risorse molto superiori rispetto a quanto molti immaginano.
Bastano pochi anni in più per cambiare tutto
Lo studio evidenzia come anche pochi anni aggiuntivi possano incidere pesantemente sul bilancio familiare.
Prendendo come esempio una persona con un reddito medio, il passaggio da una vita fino a 85 anni a una fino a 90 anni aumenta sensibilmente il divario tra entrate pensionistiche e spese. Se invece si raggiungono i 100 anni, il deficit economico cresce in modo ancora più marcato.
Per questo motivo gli studiosi sottolineano l’importanza di iniziare a costruire il proprio patrimonio fin dagli anni lavorativi, senza rimandare la pianificazione previdenziale agli ultimi anni di carriera.
Vivere più a lungo significa anche affrontare nuovi costi
Con l’avanzare dell’età aumentano spesso anche le spese legate alla salute, all’assistenza, all’abitazione e ai servizi di supporto. Per questo una corretta pianificazione finanziaria dovrebbe considerare non solo quanti anni si vivrà, ma anche le possibili esigenze economiche degli ultimi anni della vita.
Una sfida che riguarda tutta la società
Secondo gli autori dello studio, l’invecchiamento della popolazione rappresenta una delle grandi trasformazioni del XXI secolo. Oltre a mettere sotto pressione i sistemi pensionistici, porterà infatti a una crescente domanda di servizi sanitari, assistenziali, abitativi, tecnologici e finanziari.
Prepararsi a vivere più a lungo non significa quindi solo accumulare risparmi, ma costruire nel tempo una maggiore sicurezza economica per affrontare con serenità una pensione sempre più lunga.
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