Neutralità svizzera, voto federale con il Ticino evidenziato sulla mappa

Neutralità svizzera: no netto alle urne, ma il Ticino sfiora il sì

Neutralità svizzera: gli elettori hanno respinto nettamente l’iniziativa che chiedeva di sancire nella Costituzione una concezione più rigida della neutralità permanente e armata. Il voto federale del 27 settembre 2026 consegna però anche un dato che distingue nettamente il Ticino dal resto della Confederazione.

A livello nazionale, secondo i risultati ufficiali della Confederazione, l’iniziativa popolare «Salvaguardia della neutralità svizzera» ha raccolto il 29,85% di sì, contro il 70,15% di no. Nessun Cantone l’ha approvata. La partecipazione si è attestata al 47,06%.

Il Ticino molto più vicino al sì

Il risultato ticinese presenta uno scarto notevole rispetto alla media nazionale. Nel Cantone il 48,25% degli elettori ha votato sì e il 51,75% no. La partecipazione è stata del 46,04%.

Il confronto con alcuni altri Cantoni rende evidente la differenza: a Zurigo i sì si sono fermati al 25,53%, a Berna al 26,65%, a Basilea Città addirittura al 20,09%. Anche nei Grigioni l’iniziativa è stata respinta più nettamente, con il 33,41% di sì.

Il Ticino è stato quindi il Cantone nel quale l’iniziativa sulla neutralità ha ottenuto la percentuale di consensi più elevata, pur senza raggiungere la maggioranza.

Che cosa chiedeva l’iniziativa sulla neutralità

L’iniziativa proponeva di inserire nella Costituzione il principio secondo cui la neutralità della Svizzera è permanente e armata, introducendo limiti più stringenti alla cooperazione con alleanze militari e di difesa.

Il testo prevedeva inoltre che la Confederazione non potesse adottare sanzioni contro Stati belligeranti, fatta eccezione per quelle decise dalle Nazioni Unite e per le misure volte a impedirne l’elusione. L’iniziativa chiedeva infine alla Svizzera di utilizzare la propria neutralità per offrire i suoi buoni uffici come mediatrice.

Con il voto del 27 settembre, queste modifiche costituzionali non entreranno in vigore.

Il consigliere federale Ignazio Cassis, commentando il risultato a nome del Governo, ha sottolineato che il rifiuto dell’iniziativa non significa un abbandono della neutralità. Secondo il Consiglio federale, la prassi seguita dalla Svizzera nel corso della sua storia ha permesso di adattare l’applicazione della neutralità alle diverse circostanze, mantenendo come obiettivo la sicurezza del Paese e il suo non coinvolgimento nelle guerre.

Bocciata anche l’iniziativa sull’alimentazione

Gli elettori svizzeri erano chiamati a pronunciarsi anche sull’iniziativa popolare «Per un’alimentazione sicura», che proponeva di rafforzare la produzione nazionale sostenibile, aumentare la presenza di alimenti vegetali e tutelare maggiormente l’acqua potabile.

Anche questa proposta è stata respinta nettamente: 27,48% di sì e 72,52% di no a livello nazionale.

L’iniziativa chiedeva una serie di cambiamenti nella politica alimentare e agricola svizzera con l’obiettivo di orientare maggiormente produzione, importazioni e consumi verso criteri di sostenibilità. Il Consiglio federale e il Parlamento avevano raccomandato di respingerla.

Due no, ma il voto ticinese sulla neutralità si distingue

Il risultato delle urne è dunque chiaro a livello federale: entrambe le iniziative sono state respinte.

Sul tema della neutralità emerge però una significativa differenza territoriale. Mentre nel complesso della Svizzera meno di tre elettori su dieci hanno sostenuto l’iniziativa, in Ticino il sì è arrivato a pochi punti percentuali dalla maggioranza.

Un dato che rende il voto ticinese uno degli aspetti più rilevanti della consultazione federale del 27 settembre.


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