Montreux Jazz Festival 2025: in attesa delle 60 candeline

Il Montreux Jazz Festival 2025 ha concluso la sua 59esima edizione con grande successo, attirando oltra 250’000 persone in 16 giorni di musica ad alto livello mondiale e di festa nella festa. Di seguito alcune chicche della manifestazione.

Artisti che hanno fatto impazzire con tutti i sensi il pubblico:

. Chaka Khan, che ha celebrato 50 anni di carriera con un concerto speciale sulla Scène du Lac, accompagnata da ospiti scelti.

. Neil Young, che ha suonato con i Chrome Hearts sulla Scène du Lac, con biglietti a prezzi stratosferici di CHF 167.-.

. Rüfus Du Sol, che ha fatto ballare il pubblico sulla Scène du Lac con il loro tour « Inhale/ Exhale World Tour 2025».

. James Blake, che ha emozionato il pubblico con un recital di piano solo sulla Scène du Casino.

Indubbiamente le stelle più attese sono state:

. Diana Ross, l’icona della soul e del glamour, che ha tenuto una performance storica sulla Scène du Lac.

. Lionel Richie, lo showman mitico che ha cantato i suoi inni inter-generazionali.

. Carlos Santana, il guitar hero messicano che è tornato al Jazz Festival di Montreux dop oben 55 anni!

 

Soddisfazione del management del JFM

Il direttore del Montreux Jazz Festival, Mathieu Jaton, ha definito alla conferenza stampa del 18 luglio, l’edizione 2025 come «eccezionale, tra leggende, giovani talenti e progetti inediti». La manifestazione ha offerto un programma variegato e innovativo, con fusione di generi e collaborazioni speciali.

Soddisfazione degli albergatori e dei ristoranti

La città di Montreux ha regalato un’atmosfera festosa e serena per tutta la durata del festival, con un pubblico desideroso di immergersi nella musica e nell’atmosfera gioiosa, ma sempre molto rispettoso.

Soddisfazione della città di Montreux:

La città di Montreux ha offerto numerose opportunità culturali, musicali e non solo. Senza dubbio, la suggestiva location sul Lago di Ginevra, il Lac Léman, ha conferito un tocco di magia all’evento più atteso dell’anno.

Fin dai suoi esordi, quindi 59 anni fa, il Montreux Jazz Festival (JFM) ha sempre cercato di coinvolgere i giovani nella sua programmazione, offrendo una piattaforma per i nuovi talenti e nuove generazioni di musicisti, cantautori e artisti a tutto tondo.

Quest’anno non è stato da meno, con una lineup che ha visto esibirsi sia artisti emergenti e giovani talenti, sia leggende consolidate della musica.

Benson Boone: l’incarnazione di Freddie Mercury

Benson Boone è un giovane cantante americano che ha fatto parlare di sé con le sue performance vocali impressionanti e la sua presenza scenica carismatica.

Alcuni critici, tra cui chi scrive, hanno notato e messo in risalto somiglianze tra lui e il mito Freddie Mercury, il leggendario frontman dei Queen. Questo per la sua potente voce e la sua capacità di coinvolgere il pubblico. La sua partecipazione al JFM ha sicuramente contribuito a portare nuova linfa e nuova energia al festival.

Indubbiamente, le acrobazie al pianoforte a coda sul palco e il successivo tuffo nel Lac Léman dopo il concerto sono stati momenti indimenticabili della performance di Benson Boone.

È opportuno ricordare che, in occasione di questo concerto, molti si sono identificati con Freddie Mercury – forse i più nostalgici – e con Benson Boone indossando la celebre canottiera. Altri hanno invece scelto di soggiornare al Freddie Mercury Hotel, in omaggio a entrambi gli artisti.

Questo albergo rende omaggio al grande artista ed è un punto di incontro per i fan dei Queen e della musica in generale, inclusi quelli di Benson Boone.

In generale, il JFM ha dimostrato ancora una volta di essere un festival che valorizza il jazz, estendendolo alla musica in tutte le sue forme e che coinvolge con il massimo successo il pubblico di tutte le età.

La presenza di giovani talenti come Benson Boone che si tuffa nel Lac Léman a fine concerto e l’omaggio a Freddie Mercury attraverso l’hotel, il percorso «Freddie Mercury», sono solo due esempi di come il festival continui a produrre suspence ad innovare e a mantenere viva l’idea del suo ideatore Claude Nobs.

Con un successo simile, la grande torta per le 60 candeline del Jazz Festival Montreux nel 2026 promette alla grande!

Graziella Putrino

 

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