Il mercato immobiliare svizzero non dà tregua. Se da un lato il calo dei tassi d’interesse ha contribuito a stabilizzare gli affitti esistenti, dall’altro per chi cerca casa la realtà è sempre più dura. La scarsità di alloggi ha raggiunto il livello più alto dal 2014, colpendo soprattutto le famiglie con redditi bassi e medi.
A fotografare la situazione è l’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB), che evidenzia una crescente distanza tra chi è già sistemato e chi, invece, è alla ricerca di una nuova abitazione.
Chi resta, resiste. Chi cerca, fatica
Chi vive da tempo nello stesso appartamento beneficia di una situazione relativamente stabile: il calo dei costi di finanziamento aiuta a contenere gli affitti e a ridurre le spese per i proprietari.
Ma per chi deve traslocare o trovare casa, il quadro cambia radicalmente: le offerte sono sempre più rare e costose. La pressione è particolarmente forte nelle città e nelle località turistiche, con criticità evidenti in regioni come Zurigo, Ginevra, Lucerna, Zugo, San Moritz, Coira e Interlaken-Zweisimmen.
Comprare casa: un obiettivo ancora possibile?
Diventare proprietari resta un obiettivo raggiungibile per il ceto medio, ma sempre più difficile. La regola generale è chiara: un immobile è considerato sostenibile se il suo prezzo non supera di sei volte il reddito annuo.
Tradotto in cifre: con un reddito di 120’000 franchi, il prezzo massimo consigliato è di circa 720’000 franchi. Oltre questa soglia, accumulare il capitale necessario diventa complicato e il rischio finanziario aumenta.
Per le famiglie con redditi medio-bassi, le possibilità sono ormai molto limitate e spesso lontane dai centri più richiesti. Acquistare casa richiede anni di sacrifici, una forte determinazione e la disponibilità ad accettare compromessi importanti.
2026 senza svolte all’orizzonte
Le prospettive non lasciano spazio a grandi ottimismi. Anche nel 2026, la costruzione di nuove abitazioni difficilmente riuscirà a tenere il passo con la domanda.
Un eventuale miglioramento dipenderà soprattutto dall’evoluzione del numero di economie domestiche, che dovrebbe restare su livelli simili a quelli dell’anno precedente.
Un monitoraggio lungo vent’anni
Da oltre vent’anni, l’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB) osserva e analizza il mercato immobiliare svizzero, con particolare attenzione agli effetti della libera circolazione delle persone.
Nel 2024, il sistema di monitoraggio è stato rinnovato e digitalizzato, diventando accessibile online. L’analisi per il periodo 2024–2027 è stata affidata alla società Meta-Sys AG, nell’ambito di una gara pubblica.
In un Paese dove la stabilità è spesso la norma, il tema dell’abitare si conferma una delle sfide più urgenti. Tra affitti che tengono e offerte che mancano, la casa rischia di diventare sempre più un privilegio — e sempre meno un diritto accessibile a tutti.
La Redazione
Fonte: comunicato ufficiale dell’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB), disponibile su admin.ch
Foto di Azzedine Rouichi su Unsplash

