Mercati borsistici volatili

Cari lettori, dopo diverso tempo, torniamo ad occuparci dei vostri quesiti: a domanda rispondo

G. da Aarau è perplesso. Mi chiede (e non è il solo…nel corso degli anni questa domanda mi è stata posta molte volte) come è possibile che i mercati borsistici siano tanto volatili (cioè abbiano così grandi sbalzi, sia in giù, sia in su). Questo soprattutto considerando il fatto che il mercato, per la maggior parte, è composto da “professionisti”, i quali non dovrebbero lasciarsi sopraffare dalle emozioni bensì seguire una precisa strategia di investimento di lungo termine.

Ebbene, la risposta, fondamentalmente, è semplice: i cosiddetti “professionisti” molto spesso agiscono proprio come agirebbe un profano; essi cioè si lasciano trasportare dalle proprie emozioni (paura, euforia, cupidigia, ecc.) e “dimenticano”, almeno momentaneamente, le loro strategie d`investimento. Questo fenomeno si può osservare ad intervalli irregolari. Per esempio, negli ultimi 4 anni abbiamo assistito a delle situazioni estreme.

Prima (fino a inizio ‘20) la cupidigia e l’euforia degli investitori ha fatto sì che i corsi azionari raggiungessero dei livelli molto alti, specialmente in America. Ditte senza guadagni (o addirittura senza entrate alcune!!) raggiunsero capitalizzazioni di borsa da capogiro (nell`ordine di miliardi di franchi).

Con lo scoppio della bolla speculativa, causata dallo shock creato da un virus relativamente poco virulento ed il successivo crollo dei corsi azionari, abbiamo assistito al fenomeno opposto: i prezzi (da inizio ’20 fino a marzo) calavano a picco, e non si distingueva più tra ditte sane e ditte fallimentari. Il pessimismo la faceva da padrone. Insomma, si vedeva una nuova bancarotta dietro ad ogni angolo. Naturalmente anche questa fase si è rivelata essere passeggiera e le borse mondiali si sono riprese notevolmente, raggiungendo anzi nuovi picchi.

Caro G., non devi meravigliarti, i corsi azionari non vengono decisi dai computers, bensì dalle persone che li comandano. E queste persone sono per definizione soggette ad emozioni. La borsa non fa che rispecchiare tale situazione.

Cambiamo tema. E. da Basilea è rimasto impressionato e confuso da quanto, ahinoi, gli hanno detto vari rappresentati di UBS e CS. Mi chiede coma mai le grandi banche (sia svizzere che estere) non possano offrire alla piccola clientela le stesse (o addirittura migliori) condizioni che una piccola banca, per esempio la Banca Migros, è in grado di fornire. Considerando i grandi guadagni che esse ottengono (almeno, per quanto riguarda il Credit Suisse, parliamo soltanto della “divisione Svizzera”) non dovrebbe essere difficile essere più concorrenziali ed offrire prestazioni più vantaggiose. Caro E., è vero che le grandi banche, almeno in teoria, potrebbero offrire delle condizioni migliori alla piccola clientela.

Tuttavia non bisogna dimenticare un aspetto fondamentale. Si è più concorrenziali nel mercato sul quale ci si concentra! E mentre banche tipo UBS e Credit Suisse tendono a focalizzare la loro attenzione su una clientela danarosa (il cosiddetto private banking) e sulle imprese, molte banche dalle minute dimensioni si concentrano quasi totalmente sulla piccola clientela. Insomma, la specializzazione paga! Non è un caso infatti che le stesse piccole banche non sarebbero mai in grado di offrire alcuni servizi (tipo investment banking) che presso l`UBS (per esempio) sono considerati la norma.

Signor E. non posso quindi far altro che consigliarLe nuovamente quello che ho già varie volte esposto in passato: scelga la banca adatta alle Sue esigenze personali.

Una nota finale. Chi ha detto che la finanza debba essere noiosa e adatta solo agli esperti? Secondo me si tratta piuttosto di un`incomprensione, anzi di quella che gli anglosassoni chiamerebbero una “leggenda metropolitana”; cioè un mito così diffuso presso la popolazione da essere oramai considerato vero!

Basta un semplice sguardo ai mercati finanziari per capire come essi non siano affatto noiosi, ma soprattutto come rispecchino la nostra società e la nostra natura. Considerarli noiosi equivale quindi a considerare noiosa la natura umana stessa!

Forse basterebbe un approccio diveso alla materia. Se analizzassimo il “dietro le quinte” della borsa (e delle banche…) capiremmo presto come funziona il sistema, o meglio come esso sia caotico e a volte assomigli più ad un bambino viziato che ad un`equazione matematica, come alcuni eminenti professori vorrebbero farci credere.

Ma questo è un altro discorso, e meriterebbe un articolo tutto suo. Forse lo riceverà. Continuate a leggere il nostro settimanale e lo saprete.

Di Peter Ferri

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