A tre anni dalla scomparsa di Mario Fratti, tra i più importanti drammaturghi italiani del Novecento, un volume ne ricostruisce la straordinaria vicenda umana e artistica. “Ricordando Mario Fratti, voci e memorie” raccoglie testimonianze dall’Italia e dagli Stati Uniti, offrendo uno sguardo corale su una figura che ha saputo unire due mondi, diventando un riferimento per la cultura italoamericana.
Adattamento redazionale da un articolo di Goffredo Palmerini
Mario Fratti, un protagonista italiano sulla scena mondiale – Un libro ne celebra la memoria tra L’Aquila e New York
Quando nel 1963 parte da Venezia per New York, non pensando di restarci molto ma solo il tempo di assistere alla sua opera messa in scena da Strasberg, Fratti è un uomo gentile, con una enorme curiosità, con lo sguardo di chi ha già visto molto ma vuole ancora vedere altro. Forse non immagina neanche del tutto che quel viaggio lo condurrà nel cuore della scena teatrale mondiale, né che il suo nome, nato tra le antiche architetture del capoluogo abruzzese contornato da splendide montagne, diventerà familiare nei teatri di New York e di tutto il mondo. Eppure in lui c’è già tutto: la disciplina dello studioso, la curiosità del giornalista, la grazia del poeta, la lucidità di un autore con profondo senso della giustizia e della moralità sociale. E soprattutto la convinzione, quasi ostinata, che il teatro sia un luogo di verità.
L’incontro di Fratti a Spoleto con Lee Strasberg genera nel grande regista una vera e propria folgorazione, galeotto è il dramma Suicidio. Strasberg lo mette in scena a New York, vuole presente l’autore, lo invita all’Actors Studio. È l’inizio di una metamorfosi. Fratti, fino a quel momento un promettente autore italiano – ma in un’Italia e in una società non ancora pronte a recepire la forza e la crudezza della sua creatività –, diventa subito un drammaturgo internazionale. New York lo accoglie come si accolgono gli spiriti affini: all’inizio con circospezione, subito dopo con entusiasmo, infine con rispetto e grande considerazione per la sua arte drammaturgica.
Alla Columbia University, e poi per quasi un trentennio all’Hunter College, Fratti non è solo un docente insigne: è un maestro. Parla ai suoi studenti con la stessa limpidezza con cui scrive. Non impone, suggerisce. Non pontifica, accompagna. La sua lezione più importante è sempre la stessa: “Il teatro è azione. La parola deve camminare.” E lui, quelle parole, le fa correre. La sua scrittura è uno sguardo morale. La sua drammaturgia è un bisturi: taglia, incide, rivela. Fratti osserva l’America con l’attenzione di un antropologo e la sensibilità di un europeo cresciuto tra la guerra e la ricostruzione. Nei suoi testi c’è la denuncia politica, la fragilità umana, l’ironia sottile, la compassione. Non giudica: mostra. Non urla: suggerisce. Non consola: inquieta.
Con il musical Nine, tratto dalla sua commedia Six Passionate Women, conquista Broadway. È il trionfo, ma Fratti non cambia. Continua a scrivere ogni giorno, con la stessa disciplina di sempre, seduto alla sua scrivania nella sua casa di Manhattan, circondato da libri, opere d’arte e memorie di una vita interamente dedicata al teatro. Chi lo ha conosciuto ricorda soprattutto la sua gentilezza, la sua ironia lieve, la sua capacità di ascoltare. E il suo amore profondo per L’Aquila, che portava con sé ovunque.
Fratti è stato un ambasciatore della cultura italiana nel mondo. Ha costruito ponti, aperto dialoghi, sostenuto giovani artisti, portando negli Stati Uniti uno sguardo europeo capace di leggere la realtà con profondità e spirito critico. Oggi la sua opera continua a vivere nei teatri, nelle università e nella memoria di chi lo ha incontrato. La sua lezione resta attuale: il teatro è un atto di verità, e la verità non ha confini.
Breve biografia
Mario Fratti (L’Aquila, 1927 – New York, 2023) è stato uno dei più importanti drammaturghi italiani contemporanei. Autore di oltre novanta opere, tradotte in più di venti lingue e rappresentate in centinaia di teatri nel mondo, ha insegnato alla Columbia University e all’Hunter College di New York. Tra i suoi lavori più celebri il musical Nine, ispirato a Federico Fellini, vincitore di numerosi premi internazionali. Figura centrale della cultura italoamericana, ha saputo unire tradizione europea e modernità americana, diventando un punto di riferimento del teatro internazionale.
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