Riceviamo e pubblichiamo il seguente intervento di Giuseppe Ticchio, presidente della Federazione Lucana in Svizzera, diffuso in occasione della 27ª Giornata dei Lucani nel Mondo. Un testo dai toni critici nei confronti della Regione Basilicata e della gestione della Commissione Regionale dei Lucani nel Mondo (CRLM), che richiama il ruolo storico delle comunità lucane all’estero e il loro contributo alla crescita della regione.
Quando la Basilicata guardava davvero ai lucani nel mondo
Quando il primo maggio 1998 l’allora Presidente Raffaele Dinardo, accompagnato dallo storico Presidente della Commissione Regionale dei Lucani all’Estero, Rocco Curcio, venne in Svizzera per la prima Festa della Donna Lucana nel mondo, quella fu l’occasione per avviare l’iter che avrebbe portato alla proposta della “Giornata dei Lucani nel mondo”.
Un percorso che si concluse con l’approvazione della L.R. 10 del 6 aprile 1999, praticamente un anno dopo. Oggi si vorrebbero rivivere con lo stesso entusiasmo quei momenti esaltanti del 1999. Un entusiasmo che, a partire dal 2019, è stato progressivamente cancellato.
La visita in Svizzera del Presidente Raffaele Dinardo e di Rocco Curcio nel maggio 1999 fu molto proficua, perché da quell’incontro nacquero anche le basi per la nuova legge regionale “Disciplina Generale degli Interventi in favore dei Lucani all’estero”, la L.R. n.16, approvata sotto la Presidenza di Filippo Bubbico il 3 maggio 2002, esattamente quattro anni dopo la storica visita in Svizzera.
Dall’entusiasmo degli anni Novanta alla crisi attuale
Oggi, 22 maggio 2026, in occasione della 27ª Giornata dei Lucani nel mondo, quel periodo storico sembra lontanissimo. Con una classe dirigente di quello stampo ogni occasione rappresentava un confronto costruttivo, semplice e alla portata di tutti. Tra le tante difficoltà affrontate anche in quegli anni, il mondo dell’emigrazione non veniva mai dimenticato.
Da parte nostra sentivamo vicino quegli sforzi. Attraverso le rimesse e numerose iniziative concrete e fondamentali, ci impegnavamo a sostenere la crescita della nostra regione e dei nostri comuni.
In quegli anni la parola spopolamento non compariva in nessun dibattito. Oggi invece sembra esserci quasi una gara ad alimentarlo sempre di più. Con l’arrivo alla Presidenza della Regione Basilicata di Marcello Pittella, nel 2014, tutto è andato progressivamente scemando fino ai giorni nostri.
Le notizie sulla sanità lucana di questi giorni confermano il malessere di una regione allo sbando. Una realtà che è ormai sotto gli occhi di tutti. Da qui anche la denuncia della progressiva decadenza della CRLM dal 2014 fino a oggi.
Le accuse alle istituzioni regionali
Oggi, 22 maggio 2026, senza timore di smentita, molti lucani all’estero affermano di essersi illusi. Questo è il conto da pagare: un’assenza totale delle istituzioni regionali nei confronti dei lucani nel mondo, ma anche verso il territorio.
Forse oggi alle Autorità verrà ricordato che il 22 maggio, a partire dal 1999, si celebra la “Giornata dei Lucani nel mondo”.
La bandiera della Regione Basilicata verrà probabilmente esposta all’esterno degli uffici pubblici e nelle sedi delle associazioni lucane all’estero, come previsto dall’Articolo 6 della L.R. 10 del 6 aprile 1999.
Nelle leggi finanziarie del 2024 e del 2025 sulla carta era stato previsto un contributo economico per le attività delle associazioni e delle federazioni iscritte all’albo regionale, come avveniva in passato. Ma i finanziamenti non sono mai arrivati. Lo stesso destino, si teme, potrebbe toccare anche alla finanziaria 2026.
“Solo parole, ma nessun sostegno concreto”
Se dovessero arrivare saluti o messaggi di elogio da parte delle Autorità, vengono percepiti come semplici gesti di facciata, senza alcun risultato concreto.
L’entusiasmo e l’ottimismo si sono definitivamente infranti a metà giugno 2024, quando Marcello Pittella fu eletto Presidente del Consiglio Regionale e, di conseguenza, anche Presidente della Commissione Regionale dei Lucani nel mondo.
Preso atto delle esperienze negative del passato, i lucani all’estero hanno vissuto per anni in una situazione di totale incertezza, la stessa che si percepisce in tutta la regione.
Per evitare tutto ciò era stato suggerito al Presidente Pittella di affidare una delega specifica a un consigliere regionale di fiducia che potesse seguire costantemente le problematiche dei lucani all’estero per tutta la legislatura. Un suggerimento che non è mai stato preso in considerazione.
Oggi, dopo anni, prevalgono delusione, amarezza e insoddisfazione per il modo in cui sarebbe stato impostato il percorso della CRLM.
Rapporti sempre più difficili con le comunità all’estero
Con l’approvazione della L.R. 11/2025 è stato compiuto un ulteriore passo verso il deterioramento dei rapporti con i lucani all’estero.
Marcello Pittella, nei suoi interventi pubblici, parla spesso della necessità di costruire ponti e non muri. Invece, sta accadendo esattamente il contrario: sempre più muri e sempre meno ponti.
Chi legge dovrebbe conoscere i danni che questa politica starebbe causando non solo ai lucani all’estero, ma anche a quelli residenti sul territorio regionale.
Si parla di una CRLM costruita a immagine e somiglianza dell’attuale gestione politica.
I punti più contestati della nuova legge regionale
Primo punto: la L.R. 11/2025 non è una legge dei Lucani nel mondo, ma una normativa costruita su misura per l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale.
Secondo punto: la composizione dell’Esecutivo della CRLM che, dalla sua nascita, era sempre stato formato dai rappresentanti dei lucani all’estero nei quattro continenti, ai quali si era aggiunto in seguito anche il rappresentante delle associazioni lucane in Italia. Con la nuova legge, invece, l’Esecutivo sarebbe composto da cinque consiglieri regionali, diventando di fatto un doppione dell’Ufficio di Presidenza.
Terzo Punto: l’eliminazione del Forum dei Giovani, nonostante le dichiarazioni sull’intenzione di ringiovanire la CRLM.
Quarto punto: la soppressione della figura del rappresentante delle Federazioni all’interno della Commissione, che sarebbe fondamentale come collegamento tra la Regione e le federazioni lucane all’estero e in Italia.
Quinto punto: il taglio degli “Sportelli Basilicata” presso le Federazioni, un importante servizio socioeconomico e d’immagine per la regione.
Sesto punto: l’introduzione del limite di mandato per i componenti della CRLM, nonostante il carattere volontario dell’impegno svolto nelle comunità.
Settimo punto: la presenza di numerosi aspetti di possibile incostituzionalità nella nuova legge.
Ottavo punto: l’obbligo di presentare un curriculum vitae per aderire alle associazioni e federazioni lucane all’estero e in Italia, una norma definita inconcepibile.
“Serve una legge più vicina alle persone”
Nel ricordare l’importanza del 22 maggio 2026 come Giornata dei Lucani nel mondo, ricordo che non è nello stile di chi scrive entrare “a gamba tesa” in una giornata di festa. Tuttavia, di fronte a quella che viene definita una situazione grave, ritengo impossibile restare in silenzio.
Resta comunque la speranza che qualcuno possa ricredersi e decidere di realizzare una legge più vicina alle persone e alle reali esigenze delle comunità lucane nel mondo.
Se però all’orizzonte non dovessero intravedersi cambiamenti, il rischio sarebbe quello di trasformare simbolicamente la Giornata dei Lucani nel mondo nel funerale della Commissione Regionale dei Lucani nel mondo.
Da qui anche l’appello rivolto al Presidente Marcello Pittella, a Vito Bardi e a tutte le istituzioni regionali affinché si assumano le proprie responsabilità.
“Così si rischia di spezzare il legame con l’emigrazione”
I lucani all’estero ricordano di aver garantito per anni prosperità alla Basilicata e ai suoi comuni.
Oggi, invece, questi comportamenti vengono percepiti come ostili e capaci di smantellare quella che viene definita “l’unica industria attiva mai fallita” della regione.
L’appello finale è quello di assumersi con serietà le proprie responsabilità, per evitare di continuare a desertificare la Basilicata e i suoi comuni.
Un invito lo rivolgo anche all’ANCI Basilicata, affinché intervenga su una situazione ritenuta ormai insostenibile.
Giuseppe Ticchio, Presidente della Federazione Lucana in Svizzera
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