Un giovane talento che conquista con la sua solarità
Per l’ultimo concerto di Natale 2024, incontriamo a Hölstein (BL) Luca Di Felice, un nuova rivelazione italo-svizzera nel mondo del canto
Il 25 agosto, dell’anno scorso, Luca si imponeva nell’arena di Wydehoff, Birr (AG) vincendo il piccolo premio «Prix Walo-Sprungbrett» nella categoria del canto.
Di padre italiano e di madre svizzera, trasmette già con i suoi occhi che brillano e si illuminano prima di cantare, una solarità immensa. In effetti, a Hölstein, il 15 di dicembre scorso, nevicava e il cielo era abbastanza scuro. Ma, come per incanto, al momento in cui Luca ha intonato «O sole mio», i raggi di sole hanno risposto all’appello riscaldando la sala e tutti i presenti.
Ma il sole che splende sul viso di Luca scioglie anche il meno dotato dei ballerini. Con trasporto e come un peperino scende Luca dal palcoscenico, si esibisce su sedie che ballano con lui, coinvolgendo il pubblico che trasporta con una leggerezza tale nel mondo dei suoni e nella universale italianità musicale che gli appartiene per DNA.
Ecco come si racconta attraverso le nostre domande:
Chi è Luca Di Felice?
Luca Di Felice è un giovane artista che ama condividere la propria gioia di vita attraverso il canto, la musica e le emozioni. Il fatto di essere privilegiato con il mio cognome «Di Felice», mi porta ad avere, sul palco, quella naturale felicità da trasmettere al mio pubblico.
Come scopre la passione per il canto?
La scopro già da piccolissimo. Poi diventa più concreta attraverso delle esibizioni a scuola e si concretizza in obiettivo di vita con le lezioni di canto e il bisogno di cantare.
Quando e come si trasforma la passione in obiettivo di vita?
Quando ti rendi conto che la passione è il motore della tua felicità quotidiana.
Uno dei suoi idoli di lingua germanofona è Tawil. Come mai?
Tawil racconta cantando della sua vita privita e di lui. Questo mi affascina molto.
Ha un idolo italiano con il quale vorrebbe duettare come con Tawil?
Adoro I ricchi e poveri, diffondono una grande gioia di vive
In quale genere si situa musicalmente?
Direi nell’Italo-Pop
Quale genere musicale sente più suo e perchè?
Mi piace molto la musica pop, dalle canzoni ballabili ai lenti.
Finora ha cantato maggiormente il repertorio di noti artisti. Ha iniziato i primi passi come cantautore?
Sì. Attualmente ho due canzoni mie. Queste le ho scritte e musicate insieme a Karel De Matteis, che è anche il mio caro chitarrista. Le canzoni sono due. Una si intitola «Grazie». La seconda «Stelle nel buio».
In quale lingua preferisce cantare e possibilmente scrivere il testo delle sue canzoni?
Al momento mi sento al mio agio con l’italiano, anche vocalmente.
Chi fa l’arrangiamento musicale dei suoi testi?
Il mio eccellente chitarrista e produttore Karel De Matteis.
Con chi si esibisce?
Dipende sempre dall’evento. Quasi sempre con Karel De Matteis. A volte capita anche con un complesso di musicisti al completo.
Dopo la meritata e tanto attesa vittoria del piccolo premio Walo, quali sono gli impegni che l’aspettano?
Ho il piacere di annunciare ai vostri lettori che mi potranno vedere in spettacoli dal vivo, in esibizioni televisive sia in Germania che in Svizzera e presenterò altre mie canzoni al pubblico che mi segue.
Dove ha più successo: in Svizzera o in Italia? Qual è il suo pubblico?
In questo momento ho più successo in Svizzera. Il mio pubblico varia e mi piace coinvolgere dai bambini piccolissimi ai bisnonni. Mi rende felice che ai miei concerti si incontrino persone delle più svariate etnie, età e ceti sociali, ma tutti riuniti nell’italianità e nella musica italiana. Questa è una magia indescrivibile.
Parallelamente alla musica, lei lavora con i bambini in età prescolastica. Pensa di lasciare questo lavoro per dedicarsi completamente al canto?
Adoro il lavoro con i bambini. Attraverso il canto e come cantante posso condividere e trasmettere loro un altro canale per esprimersi. Non intendo perdere il contatto con i bambini e quindi con la mia professione parallela. Inoltre, i bambini sono così genuini e danno a noi adulti moltissimo con il loro modo di essere autentici. Questo è molto stimolante anche per la musica. Tuttavia, la musica è la mia vita e questa di riflesso desidero riempirla con quanta più musica possibile.
Chi l’ha finora incoraggiato e supportato e cosa suggerisce a chi ha talento, ma non trova la persona giusta al momento giusto?
La mia famiglia ha un ruolo fondamentale nella mia crescita in tutti i sensi. Sicuramente anche i miei amici musicisti. Consiglio a quelli che si vogliono cimentare nel mondo della musica e del canto, di essere perserveranti e non arrendersi ai primi ostacoli. La propria forza di volontà unita a quello che detta il cuore, sono le carte vincenti.
Lei si definisce un «influencer». Che tipo di influencer pensa di essere? Chi desidera influenzare, come e perchè?
Penso di «influenzare» con la mia gioia di vivere attraverso e con la musica, soprattutto con il canto. Mi dispiace che la parola «influencer» spesso venga associata ad azioni negative. Certo dipende chi si pone come tale e con quali contenuti.
Quale è la sua lingua del cuore?
LA MUSICA, tout court! Percepisco la melodia, sento le emozioni. La musica è la lingua universale e che tutti capiamo.
Vuole concludere lei, aggiungendo qualcosa?
Siate pronti per Luca di Felice!
Ringraziamo di cuore per la piacevole chiacchierata un giovane artista che nel 2025 non mancherà di sorprenderci. Allora: come ci invita a fare Luca Di Felice stesso: teniamoci pronti alle sue prossime esibizioni e coinvolgimenti musicali.
Ricordiamo che in occasione del 49simo Prix Walo, sabato 24 Mai 2025 im SRF1, Luca Di Felice ci regalerà in diretta televisiva ulteriori emozioni.
Save the date!
Di Graziella Putrino



