Segui l’intuito che conosce il tuo destino
Cinque amici, legati da un affetto sincero e dal lavoro insieme, decisero di avventurarsi in un viaggio insolito. Avevano dieci giorni liberi per ristruttura dell’azienda dove lavoravano e sarebbero bastati per andare a visitare un tempio, famoso per gli effetti spettacolari durante gli equinozi, ed era già metà Marzo.
Si guardò intorno stupito, pieno di meraviglia. Sfiorava ogni pietra, ogni statua, ogni tesoro. Poco prima dell’uscita, trovò una grande pietra di cristallo purissimo. Si fermò, la accarezzò, vi immerse lo sguardo, l’annusò, l’ascoltò. Si appoggiò al cristallo e vi rimase per un attimo senza tempo, sentendo vibrazioni di cui non aveva coscienza. Poi uscì.
I cinque amici si ritrovarono al punto di partenza.
“Mi sento stanco,” disse uno.
“Io mi sento stranamente più forte di sempre,” esclamò un altro.
“Ho una forte sensazione di pace con il mondo intero!” disse un altro ancora.
“Io mi sento libero e felice,” disse Matteo, aprendo le braccia come per abbracciare la vallata sottostante.
“Che strano, ho la sensazione di aver già vissuto questo momento!” affermò Armando.
Continuarono a entrare e uscire dal tempio senza cognizione di azione e di tempo. A sera, riuniti davanti al fornello a gas per la cena, parlarono della loro stanchezza, della voglia di conquista e dell’urgenza di esplorare il tempio. Giunse il giorno dell’equinozio. I cinque amici, emozionati, si preparavano a entrare per la prima volta nel tempio, rimpiangendo di non essere arrivati prima per evitare la folla di pellegrini. Entrarono.
Il volto del monaco era luminoso: tra poco i primi raggi del sole avrebbero illuminato la fessura sacra del tempio, compiendo il miracolo! La folla era grande. Tutti dimentichi di ogni cosa, guidati solo dalle loro sensazioni, seguirono il percorso tracciato insieme agli altri pellegrini, fino a quando arrivarono i primi raggi del sole. Ignari, proseguivano il cammino. Armando respirò profondamente, lasciandosi inondare dalla luce. Non sapeva perché, ma il suo intuito lo guidava. Si fermò per assorbire l’energia intorno.
Nella confusione, solo l’intuito era nitido e sicuro. Anche le sensazioni erano labili e cangianti. Rimase fermo a respirare finché i raggi non inondarono più l’interno del tempio. Con calma, osservando e sfiorando ogni cosa, nel cammino rimasto sgombro, raggiunse il grande cristallo dell’uscita. Finalmente tutto fu chiaro! Ora ricordava ogni cosa. Ogni entrata e ogni uscita. Si recò a salutare il monaco ed entrambi fecero un cenno d’inchino. Sapevano di sapere.
Comunicazione immediata dell’anima non necessita parola. Raggiunse i suoi amici. Erano delusi. Ricordavano solo una moltitudine di persone che si spingevano per entrare e dentro il buio. Non ricordavano la luce emessa dalla fessura sacra dai raggi del sole.
“Ce ne andiamo come siamo venuti!” “Sì, senza aver raggiunto il nostro scopo!”
Armando replicò: “È stato un viaggio interessante e abbiamo fatto molte esperienze!”
“Sì, ma non sono ricco!” rise Mario.
“Dipende cosa intendi per ricchezza! Io lo sono,” ribadì Armando.
I cinque amici si incamminarono per far ritorno a casa. Strada facendo si accorsero che il viaggio li aveva migliorati. In fondo non sempre si è consapevoli dei propri tesori!
continua…
Di Rosella Fazio

