Chi ogni giorno attraversa il confine per lavoro, studio o turismo dovrà fare i conti con alcune modifiche alla circolazione ferroviaria nelle prossime settimane. Ecco cosa cambia sulla tratta Chiasso–Milano.
Interruzioni nei giorni feriali
Dal 4 al 25 giugno 2026, nei giorni feriali, la linea ferroviaria tra Chiasso e Milano Centrale sarà interessata da lavori di manutenzione e potenziamento dell’infrastruttura effettuati da RFI (Rete Ferroviaria Italiana).
Le attività di cantiere comporteranno interruzioni della circolazione ferroviaria nella fascia oraria compresa tra le 10.00 e le 13.00, con conseguenti modifiche agli orari e ai percorsi di diversi collegamenti internazionali e regionali.
Coinvolti Eurocity e TILO
Le limitazioni interesseranno diversi treni Eurocity che collegano la Svizzera all’Italia, oltre ai convogli regionali TILO RE80. Sono inoltre previste modifiche operative sulle linee S10 e S40.
In alcune giornate alcuni treni non effettueranno la fermata di Como San Giovanni, mentre altri collegamenti potranno subire limitazioni anche presso la stazione di Como Camerlata.
Bus sostitutivi e tempi di percorrenza più lunghi
Per ridurre i disagi ai viaggiatori saranno attivati bus sostitutivi organizzati da Trenord e Trenitalia. Tuttavia, i tempi di percorrenza potrebbero aumentare sensibilmente rispetto alle normali condizioni di viaggio.
Da segnalare inoltre che non sarà possibile trasportare biciclette sui servizi sostitutivi.
Verificare gli orari prima della partenza
Le Ferrovie Federali Svizzere invitano i passeggeri a verificare sempre gli orari aggiornati prima della partenza, poiché le modifiche potrebbero variare a seconda della giornata e del collegamento utilizzato.
Si ricorda inoltre che i titoli di trasporto TILO non sono validi sui treni Eurocity e viceversa.
Per chi viaggia regolarmente tra Svizzera e Italia, è quindi consigliabile programmare con attenzione gli spostamenti durante il periodo dei lavori, tenendo conto dei possibili ritardi e delle variazioni di percorso.
Foto: Robot8A / Wikimedia Commons
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