Ho delle belle notizie per voi tutti. Da questo numero ha inizio una nuova rubrica dal titolo “Parlami di te”. Uno spazio soprattutto vostro, dove potrete raccontarvi, parlare di voi, della vostra storia di donne e uomini che, per scelta o per necessità, hanno lasciato l’Italia per approdare in Svizzera.
Ogni storia e ogni persona è diversa: chiunque abbia vissuto un’esperienza simile può rivivere ricordi ed emozioni uniche. Chi ha lasciato la propria terra ha, indubbiamente, incontrato alcune difficoltà prima di inserirsi nel tessuto sociale del Paese che ci ospita.
Molti hanno raggiunto traguardi importanti e molti, forse, sognano di ritornare nel proprio paese d’origine. Fatto sta che, in qualsiasi parte del mondo ci troviamo, non possiamo dimenticare le nostre origini e un pizzico di malinconia ci accompagna sempre. Com’è il caso di Linda che ci parla di sé in questo numero. Dal suo racconto traspare, nonostante la sua capacità di inserirsi completamente in una, totalmente, nuova realtà, un sottile velo di nostalgia per la sua Palermo.
Spero che nei prossimi numeri de L’ECO si possa leggere anche la vostra storia, preziosa ed incomparabile. L’altra notizia riguarda, ancora una volta, noi tutti. Come sapete, l’utilizzo degli inchiostri contribuisce all’inquinamento ambientale. Abbiamo deciso di fare la nostra parte contro questo fenomeno. Come avrete notato, abbiamo ridotto le pagine a colori del nostro giornale che risulta un po’ meno attraente, ma ugualmente gradevole.
Avremmo voluto passare anche alla carta riciclata, ma occorre ordinarla con largo preavviso. Sono convinta che ci sosterrete con slancio in questa nostra iniziativa, fieri di poter contribuire, insieme a noi, in questo piccolo, ma a mio modo di vedere, significativo gesto per la tutela dell’ambiente. Ritornando alla nuova rubrica, potete inviare alla redazione il vostro racconto o chiamarci per essere ascoltati da un nostro redattatore che si occuperà di trascriverlo. I vostri racconti saranno fonte di arricchimento per me e per tutti i lettori de L’ECO.
Di Maria Bernasconi



