La storia di Lisa

Australia: così lontana, così vicina

Mi chiamo Lisa, sono nata a Roma nel 1987. Mia madre si chiama Rosaria, è calabrese. Si è trasferita a Roma da giovane e lì ha conosciuto mio padre Renato che era un imprenditore. Papà è in pensione di invalidità perchè, quando io avevo 14 anni, ha avuto un brutto incidente e non ha più potuto lavorare. A quel punto mia madre, che fino ad allora era casalinga, ha dovuto rimboccarsi le maniche ed iniziare a lavorare. Ha fatto la cuoca e la donna delle pulizie nei B&B. Durante il mio tempo libero andavo a darle una mano.

Mi sono laureata in mediazione linguistico­culturale, fondamentalmente, diciamo, traduzioni inglese­spagnolo. Ho focalizzato la mia conoscenza più che altro sul rapporto con le persone, su come mediare, come tradurre da una cultura e l’altra, più che ad avere una familiarità con la lingua stessa. Quando avevo 12 anni ci siamo trasferiti in Toscana, in uno magnifico paese. Nonostante il paesaggio fosse bellissimo, sentivo che per me era uno spazio troppo stretto. Sin da piccola ho dunque iniziato a percepire il sentimento di voler “scappare”. Dall’età di 15 anni ho dovuto imparare a mantenermi da sola. La mia paura era quella di non riuscire a cambiare la mia vita. L’esempio dei miei genitori, con le loro difficoltà, non mi era certo d’aiuto. Siamo poi ritornati a Roma. Vivevamo in una casa piccolissima. Io ho iniziato a frequentare l’università e a lavorare per mantenermi. Ho continuato che guadagnavo lo davo in famiglia perchè ce n’era davvero bisogno.

Ho iniziato a lavorare nei ristoranti come cameriera e, oltre a fare le pulizie nei B&B, mi occupavo anche di accogliere i clienti. Ho provato a lavorare in un negozio, ma mi sono resa conto che il lavoro non era adatto a me, quindi ho continuato nella ristorazione. Lavorando il più possibile sono riuscita a mettere da parte un gruzzoletto che mi avrebbe permesso di realizzare il mio desiderio di partire. Sono partita con pochi soldi in tasca, da sola, con tante paure per l’Australia, a Melbourne, ma oggi, dopo 5 anni, mi sento cresciuta e più forte di prima.

Da piccola, bambina sognatrice, avevo in mente l’Australia come un luogo paradisiaco, forse per qualche documentario che avevo visto. Quindi, fin da bimba, ho sempre pensato di andarmene lontano, di “scappare”, anche se credevo di non poter mai realizzare il mio sogno. La motivazione che mi ha spinto a partire è quella di crearmi delle possibilità, quelle che non avevo in Italia. L’unica possibilità concreta era quella di continuare a lavorare come cameriera nei bar o ristoranti. Quindi h diventare una donna indipendente.

Tutto è scattato quando, il mio fidanzato di allora mi disse che ne aveva piene le scatole di sentirmi dire che sarei partita e che era sicuro del fatto che non lo avrei mai fatto. Quella è stata per me una scossa: il giorno dopo ho prenotato online il biglietto aereo ed ho comunicato a tutti la data della mia partenza. Sono arrivata a Melbourne il 16 novembre del 2011. Inizialmente immaginavo di restarci per sei mesi.

Pensavo di fare un’esperienza e di perfezionare il mio inglese. La prima persona che ho incontrato, una volta arrivata, era una ragazza che io conoscevo su facebook tramite un mio amico di Roma che, insieme al suo ragazzo, mi hanno ospitato per la prima settimana. Nel giro di una settimana ho trovato un’altra sistemazione: una camera in affitto da una signora australiana per 200 dollari la settimana. Dopo tre giorni ho trovato lavoro come barista. Sinceramente non ho mai avuto problemi a trovare lavoro. Ho sempre scelto di non mandare curriculum a destra e manca, come in molti fanno, ma di selezionare i posti dove pensavo di poter lavorare e di presentarmi di persona  

Oggi sono manager in un piccolo business locale. Si tratta di un ristorante­pizzeria sul mare dove, ovviamente, regna la cucina italiana. I proprietari sono, lui austrialiano e lei olandese. La signora lavorava qui come cameriera e in seguito ha acquistato l’attività. Il personale è di nazionalità italiana mentre i clienti sono tutti della zona. Io ho iniziato a coprire il ruolo del bar e poi, piano piano, avendo acquisito più familiarità con la lingua e la cultura del posto, essendo io una persona abbastanza espansiva, sono riuscita a coprire altri ruoli quali responsabile di sala e poi manager.

Qui a Melbourne ci sono moltissimi italiani. Ho conosciuto tanti giovani che hanno radici italiane, soprattutto del sud Italia. Come ho detto in precedenza, tre giorni dopo il mio arrivo ho trovato lavoro in un ristorante dove sono rimasta per tre mesi. Dopodichè mi è stato offerto un lavoro in un’azienda migliore, sempre al bar.

Era un ristorante di alto livello ed ho avuto difficoltà ad inserirmi. Il locale troppo elegante ed io non mi trovavo a mio agio. Avevo paura di sbagliare e di non essere all’altezza del mio compito. Oltretutto l’australiano tende ad abbreviare tutti i termini e tutto si complicava. Dunque, non ho avuto difficoltà a trovare lavoro, le difficoltà erano date dalla mia non capacità di ambientarmi. Lasciato il lavoro ho soggiornato in varie fattorie. Sono stata in Tasmania per tre mesi. Non ricevevo stipendio ma soltanto vitto e alloggio. Sono state esperienze molto belle che mi hanno arricchito.

In seguito ho fatto il visto studentesto ed ho continuato a lavorare finchè non sono arrivata approdata all’ultimo ristorante. Adesso ho finalmente la possibilità di concretizzare il mio sogno: quello di ottenere la residenza e poi, dopo un anno, la cittadinanza. Sarò libera di poter scegliere la mia strada. Infatti, il mio obiettivo principale non è quello di rimanere in Australia, ma di potr avere la possibilità di scegliere. Potrei magari viaggiare, rischiare, ma sapere di avere “casa” qui. Sicuramente l’Australia è stata una grande opportunità di crescita personale e professionale.

Quando sono partita dall’Italia non ero ancora una persona sicura, non sapevo fare tutto quello che so fare oggi e il contatto con lo straniero mi era sconosciuto. Tra le tante cose ho pouto imparare come si getisce un ristorante. Qui ho avuto la possibilità di mettere in atto le mie capacità. Mi sento cresciuta, molto più sicura di prima e molto più consapevole. Non solo a livello professionale ma anche personale, di valori, di ciò che è importante nella vital. Ho capito l’importanza della famiglia, avendo ora un compagno, dello star bene con se stessi per poter dare agli altri. Ritornando ai primi giorni del mio arrivo, posso dire di essere rimasta meravigliata. il contatto diretto con gli australiani, quindi con una cultura completamente diversa, mi sorprese.

La gente per strada ti salutava con il sorriso sulle labbra. Mi pareva di vivere in un mondo surreale. Dopo due settimane ho chiamato colui che ai tempo era il mio fidanzato dicendogli che sarei rimasta in Australia. Lui non ha voluto raggiungermi e la nostra storia è finita. Sono arrivata in Australia grazie ad un contatto su facebook, quello stesso social che mi è stato anche d’aiuto nei momenti difficili.

Non sono una fanatica, ma mi è utile per rimanere in contatto con i miei amici in Italia. Devo dire, però, che a parte qualche piccolo momento di sconforto, mi sono subito inserita nel tessuto locale, facendo amicizia con gli australiani e anche con gli italiani che vivono qui. I ragazzi che mi hanno ospitato quando sono arrivata, vivendo già da tempo a Melbourne, avevano molti conoscenti italiani e, in breve tempo, si è creato un bel gruppo di amici. All’inizio pensavo di non voler frequentare i connazionali, poi, ho quasi sentito la necessità di ritrovarmi fra loro per riassaporare la nostra cultura e le nostre abitudini. Nel giro di due anni si è creato un bel gruppo.

Nel ristorante dove lavoro ha sede un’associazione di giovani italiani che organizzazano molte attività. Siamo molto uniti, ci aiutiamo e ci sosteniamo a vicenda quado ce n’è bisogno. Inoltre cerchiamo di aiutare quei giovani che vogliono trasferirsi qui alla ricerca di nuove opportunità.. Pur esssendo l’Australia un paese enorme, dall’altra parte del mondo, è sempre casa nostra. Ho incontrato persone che vivevano nello stesso paese in cui ho vissuto io per sette anni.

Ho mandato clienti australiani a visitare l’Italia. Recentemente sono stata in vacanza in Australia occidentale e la prima persona che ho incontrato è stato un ragazzo del mio paese. Parlando, abbiamo scoperto che sua madre è amica della mia. Torno in Italia una volta l’anno, o ogni due anni, solo ed esclusivamente per trovare i miei familiari ed inconrare la mia migliore amica che mi manca davvero tanto. Il viaggio è lungo, sono 24 ore d volo, non è facile andarci più spesso. Non penso di rientrare in Italia, non posso pensare di poterci vivere ancora. Non so cosa mi riserverà il futuro. Tutto è posdsibile. Quello che ho capito qua è che se lo vuoi puoi fare tutto ciò che desideri.

Il consiglio che mi sento di dare a chi vuole trasferirsi in Australia è quello di non pensare che qui sia tutto facile. Anche qui bisogna rimboccarsi le maniche. L’Australia è quella che tu decidi che sia.

Di Lisa

 

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