La storia di Giovanna

Vorrei che mia figlia crescesse apprezzando la ricchezza della nostra storia e i valori che ci sono stati tramandati attraverso le generazioni

Mi chiamo Giovanna, sono nata nel cuore di Firenze nel 1974 e fin da piccola ho sognato di diventare medico. Crescere in una città come Firenze, immersa nell’arte e nella storia, ha alimentato la mia passione per la scienza e per il corpo umano. Dopo aver completato gli studi di medicina all’Università di Firenze, ho affrontato una decisione importante.

Avevo conosciuto un tedesco, che poi ho sposato, ed ho scelto di trasferirmi con lui in Germania. I primi tempi sono stati difficili. La lingua era una barriera e il sistema sanitario tedesco mi era completamente estraneo. Tuttavia, con determinazione e tenacia, ho superato gli ostacoli iniziali e mi sono immersa completamente nel mio percorso accademico. Mi sono iscritta a un programma di dottorato in immunologia clinica e ho lavorato duramente per ottenere la mia specializzazione nel nuovo ambiente.

Durante il periodo iniziale, ero totalmente impegnata ad integrarmi nella società tedesca, dedicando tutte le mie energie al lavoro e agli studi. Nel corso del tempo, ho avuto modo di incontrare e fare amicizia con altri italiani che si sono trasferiti in Germania in cerca di nuove opportunità. Il sistema universitario tedesco si è rivelato incredibilmente meritocratico, offrendo opportunità anche a stranieri motivati. Vero è che ho incontrato alcune difficoltà sul lavoro, legate principalmente alla diversa mentalità culturale, ma ho capito che i tedeschi apprezzano comunque quello che ci distingue in quanto italiani: passione creatività e professionalità.

Con il passare del tempo, mi sono integrata sempre di più nella società tedesca. La città, con la sua storia di immigrazione e accoglienza, mi ha offerto un ambiente in cui mi sono sentita a casa nonostante la lontananza dall’Italia. Oggi, dopo aver trascorso anni nel sistema ospedaliero, pratico la medicina in un ambulatorio a Monaco, dove accolgo anche pazienti italiani. La mia esperienza di vita e lavoro in Germania ha contribuito non solo al mio sviluppo professionale, ma anche alla mia comprensione della diversità culturale e alla mia capacità di relazionarmi con persone provenienti da tutto il mondo.

Ho dimostrato a me stessa che con coraggio, impegno e apertura mentale, è possibile superare le sfide e costruire una vita ricca di successo e soddisfazioni anche oltre i confini nazionali. Ormai Monaco è diventata la mia città. anche se ho molta nostalgia dell’Italia, ma dell’Italia di prima? quella di oggi mi mette un po’ di tristezza e di angoscia. Credo che avrei difficoltà a viverci, soprattutto per la diversa mentalità. La burocrazia, il nepotismo e altri fattori hanno talvolta spesso ostacolato il pieno sviluppo di un sistema basato esclusivamente sul merito. Ed è anche questo uno dei motivi per i quali i giovani emigrano.

Così l’Italia perde le menti migliori. Spero che un giorno l’Italia possa offrire le stesse opportunità ai suoi giovani talenti, in modo che non debbano più cercare altrove ciò che potrebbero trovare a casa loro. Diventare madre è stato un altro importante capitolo della mia vita qui in Germania. Avere una bambina è stata un’esperienza meravigliosa, ma ammetto che è stato difficile gestire il lavoro e la vita familiare all’inizio. Tuttavia, guardando mia figlia crescere in questo ambiente, non posso fare a meno di sperare che anche lei possa avere le stesse opportunità che ho avuto io qui in Germania.

Il sistema educativo tedesco è molto ben strutturato e offre molte possibilità di crescita e sviluppo per i bambini. Spero che possa crescere in un ambiente che valorizzi il suo talento e la sua creatività, indipendentemente dalla sua provenienza. Nonostante io sia immersa nella cultura e nella vita quotidiana tedesca, tengo sempre viva la mia italianità e desidero trasmetterla anche a mia figlia. Vorrei che crescesse apprezzando la bellezza della lingua italiana, la ricchezza della nostra storia e cultura, così come i valori che ci sono stati tramandati attraverso le generazioni.

Anche se vivo lontano dall’Italia, cerco di mantenere vive le tradizioni della nostra terra, preparando piatti italiani, celebrando le festività con le nostre tradizioni e raccontando storie sulla nostra famiglia e le nostre radici. Vorrei che mia figlia si sentisse legata alla sua eredità italiana. Penso che sia importante per lei conoscere e apprezzare entrambe le sue culture, italiana e tedesca, in modo da poter trarre il meglio da entrambe. Desidero che sia aperta al mondo e che abbia la flessibilità di adattarsi a nuovi ambienti e esperienze, ma allo stesso tempo desidero che abbia un forte legame con le sue radici.

Di Giovanna

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