Eh si, è proprio così, ogni tassa è sempre indigesta per i cittadini di ogni Paese, figuriamoci se si tratta, poi, di quella sulla casa per gli italiani, per i quali la proprietà dell’abitazione è molto più diffusa rispetto a quanto accade in molti altri Paesi. Che dire poi, a proposito di tassa indigesta, quella sulla casa che devono versare, come IMU, sulla propria abitazione in Italia anche gli emigrati italiani che – in particolare quelli in Svizzera – vi hanno investito i loro primi risparmi nell’ottica di un agognato rimpatrio che non per tutti si è poi realizzato. Una tassa talmente indigesta per questi anziani emigrati e per i loro eredi che neppure una dose massiccia di bicarbonato riesce a lenire.
Per rendersene conto basta vedere le lamentele (eufemismo!) che giungono continuamente al sottoscritto per i costi che, complessivamente oltre all’IMU, devono sopportare per il mantenimento di questa loro abitazione utilizzata al massimo per qualche mese all’anno; oppure le richieste di informazioni di ogni tipo su come comportarsi rispetto ad ingiunzioni di pagamento per anni arretrati di IMU pervenute dal proprio Comune italiano. Lettere alle quali, spesso, rispondo in privato per non tediare i lettori de L’ECO.
Ultimamente mi ha scritto anche Giosè del Cantone di Lucerna ponendo una domanda che riguarda la sua famiglia alla quale rispondo attraverso la rubrica, essendo il suo un caso oggi giorno abbastanza diffuso tra la comunità italiana nella Confederazione. Si tratta di questo: i genitori di Giosè hanno una casa cointestata in Sicilia ed essendo entrambi residenti in Svizzera e titolari di una piccola pensione italiana, ottenuta in convenzione internazionale con la Svizzera, dal 2021 hanno potuto beneficiare della riduzione del 50% per l’IMU. Poi è accaduto che, nel dicembre del 2023, il padre è deceduto. La madre, naturalmente, anche per il 2024 (pure per l’anticipo 2025) ha continuato a versare sempre il 50% di IMU come in passato, cioè lo stesso identico importo. Adesso l’Ufficio Tributi del suo Comune in Italia, per quell’immobile, ha chiesto il pagamento di una quota dell’IMU a Giosè ed a suo fratello (pure residente in Svizzera) per cui mi viene posta la domanda di come sia possibile questa richiesta.
Evidentemente si tratta della conseguenza dell’atto di successione che, per legge, deve essere obbligatoriamente presentato all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dal decesso del dante causa e che Giosè (con sua madre e suo fratello) avrà presentato dopo il decesso del genitore. Così che la madre, già proprietaria del 50% dell’immobile ne ha ereditato la metà di quella posseduta dal coniuge, divenendone quindi complessivamente proprietaria di tre quarti (75%), mentre l’altro quarto della quota posseduta dal defunto è stato ereditato dai due figli con una quota di un ottavo ciascuno. Morale, a seguito della successione, la madre, da pensionata INPS in convenzione internazionale, potrà continuare a versare il 50% ma sul 75% dell’importo IMU dovuto normalmente per quell’immobile; da parte loro, Giosè e suo fratello dovranno invece versare il 100% della quota IMU (1/8) di loro spettanza senza alcun sconto. Per chiarire meglio la situazione ecco un esempio, se l’ammontare normale dell’IMU per quell’immobile fosse per il 2024 di 1’000 euro, la quota a carico della madre sarebbe di 750 euro e scontata del 50% di 375 euro, mentre quella di ciascun figlio ammonterebbe ad un ottavo (1/8) dell’intera IMU, quindi 125 euro cadauno.
Ricapitolando, stando all’esempio, l’importo complessivo di IMU da versare tra madre e figli ammonterebbe per il 2024 a 625 euro invece che a 1’000 euro.
DALL’ISI ALL’IMU: CRONISTORIA
I992 – 2008 Stesse condizioni per tutti i proprietari di abitazione
Introduzione dell’Imposta Straordinaria sugli Immobili (ISI), poi trasformata in Imposta Comunale sugli Immobili (ICI), senza alcuna discriminazione per la casa degli iscritti AIRE rispetto a quella dei residenti stabilmente in Italia.
2009 – 2014 Residenti in Italia niente ICI ma non per iscritti AIRE
Nel 2008 in campagna elettorale Silvio Berlusconi promette in caso di vittoria di togliere l’ICI sulla prima casa. Vince, va al governo e mantiene la promessa dimenticandosi però di toglierla anche sulla casa degli iscritti AIRE. Pertanto dal 2009 in poi gli emigrati debbono versare l’IMU intera sulla loro abitazione in Italia.
2015 – 2019 Iscritti AIRE con pensione locale: NO IMU e riduzione di due terzi (2/3) per TASI e TARI
Il governo di Matteo Renzi – su sollecitazione dell’on.le Laura Garavini e di altri parlamentari eletti all’estero – approvano una norma che dal 2015 esenta dall’IMU gli iscritti AIRE titolari di una pensione locale del Paese di residenza e riduce ad 1/3 la tassa da versare per TASI e TARI.
2020 Iscritti AIRE cessano i benefici IMU, tuttavia restano inalterati quelli per la TARI
L’Unione Europea contesta la discriminazione degli altri cittadini dell’Unione a riguardo del beneficio IMU per cui il governo italiano, per evitare sanzioni, cancella la norma che aveva introdotto tale beneficio agli iscritti AIRE.
2021 Per titolari di pensione INPS in Convenzione Internazionale riduzione del 50% dell’ IMU
Per superare la contestazione dell’UE si introduce una norma che consente uno sconto del 50% sull’IMU per tutti i titolari di una pensione italiana in convenzione internazionale residenti all’estero e non solo per gli iscritti AIRE.
2022 Sempre per gli stessi soggetti di cui sopra (anno 2021) lo sconto aumenta al 62,5% ma solo per il 2022
2023 Da questo anno si torna ad applicare la norma introdotta nel 2021, ovvero lo sconto del 50%.

