Isabella Rossellini a Locarno ha conquistato Piazza Grande quasi in punta di piedi, con la stessa eleganza di sua madre, Ingrid Bergman. Mercoledì 5 agosto l’attrice ha fatto il suo ingresso sul palco accolta dall’applauso di migliaia di spettatori. Sotto il cielo stellato di Locarno, ha ricevuto il Pardo alla Carriera – Excellence Award dalle mani del direttore artistico Giona Nazzaro, nell’ambito del Locarno Film Festival.
Scroscio di applausi in una Piazza stracolma. E lei si è commossa subito. «Questo premio è stato assegnato a mio papà nel 1948 e al mio grande fratellone», ha detto con la voce rotta. Poi l’ironia che la contraddistingue: «Non mi ero accorta di essere eccellente…». «Per me sentirmi gratificata e innalzata allo stesso loro livello è una soddisfazione e una gioia immensa».
In quel momento Locarno ha abbracciato tre generazioni di cinema. Una figlia d’arte che non vive di riflesso, ma che, a 74 anni compiuti, è ancora una bellissima donna, fotocopia di Ingrid Bergman.
L’incontro con Isabella Rossellini a Locarno
L’emozione è continuata il giorno dopo, giovedì 6 agosto, allo Spazio Cinema, dove il pubblico ha riempito la sala per incontrare l’attrice, regista e modella italiana. Moderato da Olivier Père, ex direttore artistico del Festival, l’incontro ha permesso a Rossellini di ripercorrere, in italiano, cinquant’anni di carriera, tra ricordi, aneddoti e riflessioni. Ampio spazio anche a una passione che da sempre accompagna la sua vita: gli animali.
«La mia prima passione sono sempre stati gli animali, e rimangono gli animali», ha detto. A 55 anni si è laureata in etologia. A Brookhaven, nello Stato di New York, ha una fattoria di undici ettari. E indica il blazer bianco che indossa: «Queste sono le mie pecore, ho decorato i miei vestiti con la loro lana».
Dagli animali a “Green Porno”
Da quella passione sono nati i cult Green Porno: 50 cortometraggi in cui si traveste da animale per spiegare accoppiamento, ermafroditismo, sopravvivenza.
«Devo molto a Robert Redford. Aveva Sundance Channel e mi ha offerto la possibilità di diventare regista», ha raccontato.
I corti sono stati proiettati nel pomeriggio al GranRex. Sala esaurita. Ora sta lavorando a The Survival of the Friendliest, nuova serie di 30 minuti. «Lo stupore mi porta a scrivere. Quando ho scoperto che i vermi sono ermafroditi…» e il pubblico ride.
Una carriera iniziata “in ritardo”
«Credo di aver fatto tutto in ritardo», confessa. «Modella a 27 anni, attrice a 32, Master a 55». Ricorda con amarezza quando, a 42 anni, Lancôme la lasciò perché «troppo vecchia». «Poi mi hanno ripreso a 63 anni. È stato triste. Sono tornata all’università».
E poi il cinema: costumista per Marcella De Marchis, piccola parte in Nina con sua madre Ingrid Bergman, il trauma de Il Prato dei Taviani. Durante la carriera di modella ricorda le parole di Richard Avedon: «Le modelle sono un po’ come le attrici mute». Una frase che l’ha riportata sul set.
Fra i registi amati cita John Schlesinger. «Qualche anno fa ho sognato che mio padre e John si erano fidanzati in Paradiso» e la sala esplode in applausi e risate.
Da Alice Rohrwacher a Charlie Chaplin
Parla di Alice Rohrwacher, con cui ha girato La Chimera e un nuovo film in Umbria: «Alice è magica. Vedo nel suo cinema mio padre e Fellini. È un “magical neorealism”».
«Un film che guardo ogni anno è Il Circo di Charlie Chaplin», dice a una fan.
Quasi in punta di piedi era entrata il 5 agosto. Il 6 agosto è uscita dallo Spazio Cinema tra strette di mano e selfie. Con un Pardo in più per i Rossellini. E con Locarno che l’ha consacrata: Maestra di vita, animalista, donna di classe e femmina…
Graziella Putrino
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