Il calcio italiano torna a fare i conti con un’inchiesta arbitri che rischia di lasciare strascichi pesanti sul piano sportivo e mediatico. La Procura di Milano sta infatti approfondendo un filone investigativo che riguarda presunte pressioni sulle designazioni arbitrali nella stagione 2024-2025. Al centro dell’indagine c’è l’ex designatore arbitrale di Serie A e B, Gianluca Rocchi, attualmente indagato e autosospeso dal proprio incarico.
Secondo quanto emerso nelle ultime ore, gli inquirenti starebbero verificando l’ipotesi di un incontro avvenuto il 2 aprile 2025 allo stadio di San Siro, durante la semifinale di Coppa Italia tra AC Milan e Inter Milan. In quell’occasione si sarebbe discusso di alcune designazioni arbitrali considerate particolarmente delicate.
Nell’inchiesta compare anche il nome di Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter. Al momento non risulta indagato, ma dovrebbe essere ascoltato dagli investigatori per chiarire il proprio ruolo nei rapporti con il sistema arbitrale.
Le ipotesi al vaglio della magistratura
Gli investigatori stanno cercando di capire se alcune richieste o pressioni relative agli arbitri possano configurare il reato di frode sportiva. Tra gli episodi finiti sotto osservazione ci sarebbe la designazione dell’arbitro Daniele Doveri per una partita ritenuta strategica, oltre alla scelta di Andrea Colombo per la gara Bologna-Inter del 20 aprile 2025.
Le indagini si basano anche su intercettazioni telefoniche tra Rocchi e Andrea Gervasoni, supervisore VAR anch’egli indagato e autosospeso. In alcune conversazioni emergerebbe il riferimento a un misterioso “Giorgio”, nome che gli investigatori collegherebbero proprio a Schenone.
La Procura sta inoltre esaminando i rapporti tra i vertici arbitrali e figure legate alla Lega Serie A e alla FIGC. Nelle audizioni sarebbero emersi contatti tra Rocchi, Riccardo Pinzani e Andrea Butti, entrambi non indagati.
Un tema che riapre vecchie ferite
Ogni volta che il calcio italiano si trova davanti a sospetti sulle designazioni arbitrali, il pensiero corre inevitabilmente a Calciopoli, lo scandalo che vent’anni fa sconvolse il mondo del pallone italiano. Anche se l’inchiesta attuale riguarda fatti diversi e una fase ancora preliminare, il clima di sfiducia e tensione che si sta creando ricorda pagine che il calcio italiano sperava di aver definitivamente archiviato.
Per il momento non risultano contestazioni dirette nei confronti dei club coinvolti e gli accertamenti sono ancora in corso. Tuttavia, la vicenda sta già alimentando polemiche, dibattiti televisivi e interrogativi sulla trasparenza del sistema arbitrale italiano.
In attesa degli sviluppi giudiziari, resta una certezza: il rapporto tra arbitri, dirigenti e società continua a essere uno dei temi più delicati e sensibili del calcio moderno.
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