Case italiane tipiche per articolo IMU 2025 iscritti AIRE, pagamento in ritardo e sanzioni

IMU 2025 per iscritti AIRE: ritardi, sanzioni e regole per gli eredi

Ritardato pagamento

Affrontiamo nuovamente l’argomento dell’IMU, non per alimentare inutili polemiche sulla proposta di legge già approvata dalla Camera dei Deputati ed ora all’esame del Senato sui previsti benefici IMU sull’immobile posseduto in Italia per gli iscritti all’AIRE, bensì per rispondere ad alcuni nostri lettori (Alfiero da Lucerna, Andrea da Soletta e Lucio da Sciaffusa) che non hanno avuto la possibilità di saldare l’IMU relativa al 2025 entro il termine dello scorso 16 dicembre e ci domandano a cosa andranno incontro come penale pagandola in ritardo appena rientreranno in Italia.

Innanzitutto ricordiamo, ancora una volta, che molti Comuni italiani consentono il pagamento dell’IMU, per gli iscritti all’AIRE, anche tramite bonifico bancario/postale internazionale per cui consigliamo di contattare l’Ufficio Tributi dei rispettivi Comuni per verificare questa possibilità. Ciò premesso tutti coloro che non hanno provveduto a saldare l’IMU, entro lo scorso 16 dicembre, potranno avvalersi del così detto “Ravvedimento operosobeneficiando di sanzioni ridotte per il ritardato pagamento:

– entro 14 giorni dalla scadenza si applica una sanzione pari allo 0,083% al giorno;

– dal 15esimo al 30esimo giorno si applica una sanzione dell’1,25% al giorno;

– per un ritardo tra 30 e 90 giorni la sanzione sale all’1,39% per ogni giorno di ritardato versamento.

Naturalmente l’attuale normativa IMU per gli iscritti all’AIRE vale per l’anno in corso (2025). Per il prossimo anno si deve attendere cosa accadrà con la proposta di legge di cui sopra, ovvero se essa verrà approvata – o meno – anche dal Senato nell’identico testo della Camera ed applicata fin dal 2026 e se di quei benefici, che la stessa propone, potranno avvalersi anche i lettori che ci hanno interpellato.

Normativa per gli eredi

 Francesca da Baden e suo fratello hanno ereditato insieme alla madre una quota dell’immobile posseduto in Italia dal padre deceduto nel 2024 dove, da alcuni anni, i genitori abitavano dopo essere rimpatriati dalla Svizzera. Francesca ci domanda se, a proposito dell’IMU, lei e suo fratello devono pure versare questa tassa per la quota di possesso di quell’immobile.

In questo caso, ovvero di decesso del coniuge/genitore proprietario dell’immobile in cui la famiglia abitava, la legge italiana prevede che il pagamento dell’imposta (come l’IMU, per esempio) spetta al coniuge superstite che continuerà a risiedervi anche se vi sono dei figli che hanno ereditato una quota dell’immobile.

Infatti il coniuge superstite – in base all’articolo 540 del Codice civile italiano – mantiene sempre il diritto a continuare ad utilizzare quell’abitazione pure nel caso che vi siano altri eredi assumendosi, ovviamente, tutti gli oneri fiscali che ne derivano. Peraltro la vedova, trattandosi per lei dell’abitazione in cui risiede, quindi della “prima casa”, continuerà ad aver diritto all’esonero dal pagamento dell’IMU, sempre che l’immobile non sia considerato di lusso cioè non sia classificato al catasto come categoria A/1, A/8 e A/9.

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