“Premetto che sono una donna di mezza età e che sono giunta in Svizzera solo da un anno a seguito del mio matrimonio con un cittadino elvetico. Da un paio di mesi ho iniziato a lavorare in una ditta locale. Parlando con un mio collega mi è stato detto che in questo Paese vige un sistema di pensionamento flessibile, se possibile vorrei saperne di più attraverso la rubrica sociale del settimanale”.
Questa è la domanda che ci è stata posta da Enrica di Olten ed alla quale rispondiamo volentieri poiché il sistema pensionistico elvetico è abbastanza particolare, rispetto a quello italiano e non solo, per cui l’argomento può interessare anche altri lettori di questa rubrica. Innanzitutto, in Svizzera, l’età ordinaria per il pensionamento di vecchiaia è attualmente di 64 anni per le donne e 65 anni per gli uomini. Sottolineiamo “attualmente” perché la riforma “Previdenza per la vecchiaia 2020” ha previsto un’età di riferimento unica di 65 anni per il pensionamento di vecchiaia per le donne e per gli uomini – sia nell’AVS che nella Previdenza Professionale (Secondo Pilastro) – che, presumibilmente, entrerà gradualmente in vigore a partire dal 2025.
Ciò premesso, il sistema previdenziale elvetico prevede comunque un’età flessibile di pensionamento che può essere anticipata di uno o due anni (interi!), oppure posticipata da un minimo di uno ad un massimo di cinque anni. Ovviamente coloro che anticiperanno il pensionamento avranno una rendita ridotta, mentre quanti rinvieranno il percepimento della rendita otterranno, poi, un importo più elevato. Nel caso di coniugi, entrambi – indipendentemente l’uno dall’altro – possono anticipare o posticipare la riscossione della rendita di vecchiaia AVS. Ma vediamo nel dettaglio come si può accedere ad una o l’altra delle due opzioni.
Rendita di vecchiaia anticipata
Sia per le donne che per gli uomini la riduzione della rendita ammonta al 6,8% per un anno di anticipo e, quindi, al 13,6% per due anni di anticipo. Questa riduzione della rendita verrà applicata per tutta la vita, ovvero anche successivamente al raggiungimento dell’età ordinaria del pensionamento di vecchiaia.
Per coloro che opteranno per la rendita di vecchiaia anticipata si estinguerà un eventuale diritto ad una precedente rendita di invalidità o per superstiti. Inoltre coloro che optano per questa soluzione – in assenza di un coniuge che versi i contributi all’AVS – continueranno ad essere assoggettati al versamento dei contributi AVS sino al raggiungimento dell’età ordinaria di pensionamento anche se, poi, tali versamenti non verranno più presi in considerazione per un ricalcolo della rendita. Qualora sussistano i requisiti, anche con una rendita di vecchiaia anticipata si può aver diritto alle prestazioni complementari dell’AVS. In ogni caso è consigliabile riflettere bene prima di decidersi a chiedere una pensione di vecchiaia AVS anticipata.
Rendita di vecchiaia posticipata
Le persone che stanno raggiungendo l’età pensionabile di vecchiaia AVS – facendone debita richiesta alla Cassa di compensazione AVS con un congruo anticipo rispetto all’insorgenza del diritto alla rendita ordinaria – possono rinviare per un minimo di un anno fino ad un massimo di cinque anni la riscossione della loro rendita. Così facendo alla rendita di cui avrebbero avuto diritto all’età ordinaria verrà poi aggiunto un supplemento mensile.
Il supplemento verrà calcolato in percentuale sull’importo della rendita che si sarebbe percepita all’età ordinaria e varierà da un minimo del 5,2% dopo il rinvio completo di un anno e tale percentuale salirà gradualmente fino al 31,5% dopo cinque anni. Durante il periodo del rinvio si potrà sempre deciderne l’interruzione in qualsiasi momento. Posticipare la rendita di vecchiaia potrebbe essere, pertanto, un’opportunità da non sottovalutare tenendo conto di due fattori. Il primo che l’aspettativa di vita in Svizzera – secondo l’ufficio federale di statistica elvetico – é attualmente di 85,1 anni per le donne e 81 anni per gli uomini; il secondo fattore è che, oggi, chi svolge certi lavori – godendo di buona salute – è sempre più spesso disponibile a continuare la sua attività anche dopo l’età del pensionamento.
Infatti sta crescendo (pure tra la comunità italiana) il numero delle persone che si stanno orientando in tal senso, specialmente quando queste hanno deciso di restare per sempre in questo Paese e si rendono conto che non è facile vivere in Svizzera con i redditi dell’AVS e della rendita del secondo pilastro, spesso entrambe non intere ovvero con importi ridotti a causa di un periodo contributivo incompleto e/o di salari modesti percepiti!
Di Dino Nardi

