Originaria dell’India e dell’Africa tropicale, questa specie si è diffusa in molte regioni tropicali e in molte zone temperate, portando con sé la sua storia millenaria
Gli Egizi, tra i primi popoli conosciuti a utilizzarla, ne estraevano l’olio dai semi per scopi terapeutici e illuminanti, anticipando di gran lunga il suo impiego commerciale su vasta scala. Oggi, il Ricino è una coltura significativa in diverse parti del mondo, con particolare rilevanza nelle Americhe, in India, in Africa e in Italia.
La sua versatilità lo rende adatto a una varietà di climi e condizioni di crescita, consentendo anche la sua coltivazione in ambienti domestici o in giardini nelle regioni temperate e fredde del Nord.
Una delle caratteristiche più interessanti del Ricino è la sua vasta gamma di varietà, ciascuna con sfumature uniche nel colore del fusto, delle nervature, delle capsule e dei semi. Questa diversità non solo aggiunge fascino estetico, ma può anche influenzare le proprietà e le applicazioni dell’olio estratto. In definitiva, il Ricino si presenta come una pianta dalle molteplici utilità e dalla storia ricca di significato.
La pianta di Ricino cresce bene su terreni ben drenati, preferibilmente argillosi o sabbiosi, e ama essere baciata dal sole per tutta la giornata. Tuttavia, teme le gelate invernali e richiede protezione in quei climi più rigidi. Il suo sistema radicale è robusto e penetrante, mentre il fusto eretto può crescere fino a 2,50 metri di altezza, e persino oltre nei climi tropicali dove può raggiungere dimensioni maestose di 810 metri.
Le foglie del Ricino sono una gioia per gli occhi: lucide, verdi, con un tocco di rossobruno, e disposte in modo alternato lungo il fusto attraverso un lungo peduncolo. Hanno una forma palmatolobata, divise da cinque a undici lobi lanceolati con margini affilati e dentellati. Durante i mesi da maggio a settembre, la pianta produce fiori distinti, organizzati in infiorescenze a racemo sia terminali che laterali.
Questi fiori si differenziano in maschili e femminili: quelli femminili occupano la parte superiore del racemo, mentre quelli maschili si trovano nella parte inferiore. Quando arriva il momento della fruttificazione, il Ricino produce frutti sotto forma di capsule lisce o spinose, trilobate, ciascuna contenente tre semi di forma ovoidale.
È importante notare che questi semi sono velenosi e possono causare seri danni o addirittura la morte se ingeriti. Per riprodursi, la pianta di Ricino richiede un processo attento: i semi vanno piantati sotto vetro all’inizio della primavera e poi trapiantati durante l’estate, garantendo così una nuova generazione di queste meravigliose piante.
PRINCIPI ATTIVI
La maggior parte dei principi attivi sono contenuti nel seme: proteine (fino al 26%), olio fissato (fino al 50%) contenente acidi ricinoleico, oleico, linoleico, stearico e idrossistearico. La sostanza proteica ricina (una tossialbumina) è contenuta nel seme intero e lo rende pericolosamente velenoso, mortale se ingerito.
I frutti si raccolgono dopo la maturazione (autunno), estrarre i semi e conservarli in sacchi di tela in luogo asciutto e lontano dall’umidità. Come tutti i semi oleosi sono soggetti a irrancidimento.
PARTI UTILIZZATE
Il prodotto farmacologicamente attivo della pianta di ricino è l’olio che è estratto dai semi mediante spremitura a freddo. Si può acquistare già pronto per l’uso in farmacia e in erboristeria.
PREPARAZIONI
Olio di Ricino: come si è detto, si acquista già pronto nelle farmacie e nelle erboristerie. Seguire attentamente le indicazioni del farmacista o del medico. Per via del pessimo sapore, sarà meno sgradevole aggiungendo sul cucchiaio del caffè, e masticando subito dopo l’ingestione, un pezzo di pane. In alternativa, si consiglia di emulsionarlo con succo di lampone, arancia o limone, oppure con birra o tè
SALUTE
Diarrea acuta per avvelenamento alimentare, stitichezza cronica: assumere all’occorrenza l’olio nelle seguenti dosi: per un’azione lassativa prenderne 210 g al giorno? per ottenere un’azione più decisiva somministrarne 810 g ai bambini, mentre nella dose di 20, 30, 40 g è purgativo per gli adulti. Queste quantità sono sufficienti per provocare un’evacuazione dalle due alle quattro ore successive alla somministrazione. In caso di assunzioni di dosi eccessive consultare immediatamente il medico.
Geloni: scaldare in vasetto di vetro, a fuoco lento e a bagnomaria, 200 g circa di olio di ricino, aggiungere 25 gocce di olio essenziale di bergamotto o di lavanda e 5 g di canfora. Mescolare bene fino a quando tutti gli ingredienti sono disciolti completamente e ben amal gamati, togliere quindi dal fuoco e lasciare raffreddare. Utilizzare la miscela così preparata per praticare frizioni sulle zone interessate almeno due volte al giorno.
Seborrea: applicare sul cuoio capelluto la seguente pomata: versare in un vasetto di vetro 15 g di olio di Ricino, 35 g di midollo di bue e 5 g di tintura di benzoino. Mescolare bene e far scaldare a fuoco lento a bagnomaria fino a quando non si ottiene una pasta densa e cremosa, togliere dal fuoco e lasciare raffreddare. Usare la pomata per fare frizioni al cuoio capelluto una volta al giorno.
BELLEZZA
Brillantina per rinforzare i capelli: miscelare bene i seguenti ingredienti: 20 g di olio di Ricino, 15 g di olio di Oliva e 20 g di Acqua di Co onia. Mescolare energicamente fino a ottenere un gel omogeneo. Applicare quindi, una volta al giorno, la brillantina sui capelli, per renderli più lucidi, per preservarli dalla forfora e per rinforzare i bulbi piliferi.
Lozione contro la forfora: raccogliere un bel mazzo di foglie di ortica fresca, sistemarle in un asciugamano pulito di tela leggera, quindi torcerlo sopra un recipiente per raccoglierne il succo. Mescolare 100 g di questo succo di foglie con 40 g di olio di ricino fino ad ottenere una miscela omogenea. Utilizzare la lozione così ottenuta per frizionare il cuoio capelluto tre volte al giorno.
CURIOSITÀ
Nell’antichità l’uso principale cui era destinata la pianta di Ricino pare fosse di produrre olio dai semi, che era poi impiegato per l’illuminazione. Ancora oggi se possediamo in casa una boccettina di olio di Ricino che non usiamo più, possiamo utilizzarla per accendere lampade a olio nel nostro giardino, oppure sul balcone.
Di Aty Lenzo


