Storia, benefici e curiosità di un frutto prelibato (Pistacia vera)
l pistacchio ha una lunga storia che risale a migliaia di anni fa. Originario della regione asiatica, in particolare delle aree che oggi comprendono l’Iran, la Siria e l’Afghanistan, il pistacchio è stato coltivato sin dall’antichità. Si ritiene che la pianta sia stata domestica per la prima volta in Persia (l’attuale Iran) circa 6.000 anni fa, sebbene alcune evidenze suggeriscano che la sua coltivazione fosse già diffusa anche nell’antica Mesopotamia.
Nel corso dei secoli, la coltivazione del pistacchio si è diffusa nel bacino del Mediterraneo. Gli antichi Romani lo utilizzavano come cibo prelibato, e fu proprio in questo periodo che la pianta si diffuse in alcune regioni mediterranee, come l’Italia e la Spagna. La pianta era molto apprezzata per il suo sapore e le sue proprietà nutrizionali, ma veniva anche considerata simbolo di lusso e abbondanza.
Nel Medioevo, il pistacchio veniva esportato in Europa, soprattutto grazie alle rotte commerciali stabilite dagli Arabi, che portarono la coltivazione in Spagna e altre regioni del Mediterraneo. La produzione si espanse ulteriormente nel Rinascimento.
Oggi, il pistacchio è coltivato in molte parti del mondo. I principali produttori includono Iran, Stati Uniti (specialmente la California), Turchia, Siria e Italia, con quest’ultima che vanta una tradizione nella coltivazione, soprattutto in Sicilia, dove le varietà di pistacchio di Bronte sono particolarmente famose.
Il pistacchio (Pistacia vera) è un albero a foglia decidua appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae, che può raggiungere un’altezza di circa 10 metri, anche se solitamente si mantiene tra i 4 e i 6 metri. Le sue foglie sono impari-pinnate, con un massimo di 10 foglioline di forma lanceolata, di colore verde chiaro. In autunno, le foglie assumono una tonalità che va dal giallo al rossastro prima di cadere. La pianta è dioica, cioè presenta fiori maschili e femminili su piante separate.
RACCOLTA E CONSERVAZIONE
Il pistacchio si raccoglie generalmente in estate, tra la fine di agosto e la metà di settembre, a seconda delle condizioni climatiche e della varietà della pianta. La raccolta avviene quando i frutti sono maturi, ossia quando il guscio esterno si apre naturalmente e il seme è ben sviluppato. Un segno che il pistacchio è pronto per essere raccolto è che la pelle esterna del frutto diventa di un colore marrone o giallo chiaro e si stacca facilmente dal seme.
In alcune aree, la raccolta può iniziare un po’ prima, verso la fine di luglio, se il clima è particolarmente caldo. La maturazione del frutto avviene in modo graduale, quindi è importante monitorare attentamente gli alberi, per raccogliere i frutti al momento giusto. La raccolta avviene solitamente a mano o con l’uso di macchinari specializzati che permettono di scuotere i rami per far cadere i frutti maturi.
Una volta raccolti, i pistacchi vengono separati dal guscio e sottoposti a un processo di essiccazione per rimuovere l’umidità residua, garantendo la qualità e la conservabilità del frutto.
PARTI UTILIZZATE
In erboristeria, diverse parti della pianta del pistacchio vengono utilizzate per le loro proprietà terapeutiche, sebbene la parte più comunemente impiegata sia il seme (il frutto).
SALUTE
I semi (pistacchi): sono la parte più conosciuta e comunemente usata in erboristeria. Sono apprezzati per le loro proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, digestive e cardioprotettive. Vengono consumati sia freschi che tostati, e talvolta anche in forma di olio. I pistacchi sono ricchi di grassi sani (come gli acidi grassi monoinsaturi), vitamine (specialmente vitamina E) e minerali come magnesio, potassio e calcio. Vengono impiegati per migliorare la salute cardiovascolare, stimolare il metabolismo e promuovere il benessere digestivo.
Le foglie: vengono utilizzate in alcune tradizioni erboristiche per le loro proprietà diuretiche e antiossidanti. Si preparano sotto forma di infusi o decotti, che si ritiene possano favorire la funzione renale, migliorare la digestione e aiutare a ridurre l’infiammazione.
La corteccia: è utilizzata come astringente e antibatterica. In erboristeria, si prepara spesso un decotto di corteccia per trattare disturbi della pelle come piaghe o ulcere. Viene anche impiegata per fermare sanguinamenti minori grazie alle sue proprietà astringenti.
L’olio di pistacchio: l’olio estratto dai semi di pistacchio è usato sia in ambito cosmetico che erboristico. Grazie alle sue proprietà emollienti e antiinfiammatorie, viene utilizzato per trattare la pelle secca o irritata e per migliorare la salute dei capelli. È ricco di vitamina E e acidi grassi mono-insaturi, che lo rendono utile anche per migliorare la circolazione sanguigna e supportare la salute cardiovascolare.
Di Aty Lenzo

