Il libro “lucchese” di Romina Lombardi

In libreria qualcosa fa rumore, edito da Casa Inverse. Un labirinto di segreti, infelicità, fragilità e bugie

L’ultimo romanzo della giornalista Romina Lombardi, è una storia che pone domande importanti sulla nostra vita e su quanto siamo disposti a mentire a noi stessi per non affrontare la verità. La trama, ambientata tra Lucca, Roma e l’Appennino tosco-emiliano, Lucca in particolare, è una protagonista importante del romanzo.

La città è descritta dalla scrittrice con maestria. Lombardi ne cattura l’atmosfera suggestiva e misteriosa. Narra delle strade di Lucca spesso bagnate di pioggia che creano un’atmosfera malinconica e romantica, del fiume Serchio, che scorre attraverso la città, luogo di pace e di riflessione, della Casina Rossa, una villa abbandonata situata sulle colline di Lucca, luogo carico di mistero e di segreti. La scrittrice racconta le vicende di Emma, una donna in carriera che vive a Roma con un marito che non ama più. Un giorno, Emma incontra Effe, un uomo misterioso e affascinante che la sconvolge completamente.

La storia d’amore tra Emma ed Effe è solo la superficie di un romanzo che scava a fondo nell’animo umano. Lombardi ci conduce in un viaggio psicologico che ci porta a riflettere sui nostri desideri, sulle nostre paure e sui nostri segreti. Il romanzo è strutturato in due binari narrativi che si intrecciano e si sovrappongono. Il primo binario segue la storia d’amore tra Emma ed Effe, mentre il secondo binario racconta la vita di Emma prima dell’incontro con Effe. Il primo binario è quello più immediato e coinvolgente. La storia d’amore tra Emma ed Effe è appassionante e romantica, ma è anche tormentata e piena di segreti. Il secondo binario è quello più profondo e significativo.

Lombardi ci racconta la storia di Emma prima dell’incontro con Effe, quando era una donna felice e realizzata. Tuttavia, la sua vita è stata segnata da un trauma che l’ha trasformata in una donna insicura e insoddisfatta. La scrittura di Lombardi è veloce e serrata, ma anche profonda e ricca di significato. L’autrice non si risparmia nel descrivere i personaggi e le ambientazioni, creando un’esperienza coinvolgente per il lettore. “La stesura di questo romanzo ha occupato 7 anni della mia vita” racconta Romina Lombardi “ovviamente con lunghe pause temporali. Per creare i personaggi ho dovuto intervistare diverse persone, con alcune ho anche convissuto fianco a fianco per qualche mese come con “Niko”, il “criminale” della storia, un’esperienza davvero particolare”.

Il romanzo si conclude con un finale aperto che lascia il lettore con molte domande. Lombardi ci invita a riflettere sulla nostra vita e a chiederci se siamo disposti ad affrontare la verità, anche se è dolorosa. Tra le varie cose da segnalare, una particolarità sulla copertina. Il disegno, liberamente ispirato a una foto di Nelita Specchierla, è stato interamente disegnato a mano dall’artista Elisabetta Donaglia e poi passato in digitale per la stampa. Lo stesso disegno, in bianco e nero, è riportato sul retro copertina interno.

Di Giovanna Coppola

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