Un’emozione scomada ma necessaria per la crescita. Questa è un emozione che raramente si pensa avere un ruolo di crescita personale, ma se c’è una cosa che non mi stancherò mai di ripetere, è che tutte le emozioni sono fondamentali, purché impariamo a riconoscerle e trat tarle consapevolmente
La Necessità del Giudizio
Ma facciamo un passo indietro e parliamo di giudizio. Di solito lo associamo a qualcosa di negativo, diciamo persino cose come “Non giudico” o, an cora meglio, “Non giudico MA”. Ma sapete una cosa? Questa in realtà è una bugia. Tutti giudichiamo, costantemente. Ed è anche grazie al giudizio che la nostra specie, senza artigli, senza zanne e nemmeno naturalmente protetta da maglioncini di cashmere è arrivata fin qui.
In effetti, senza un giudizio più o meno esplicito di cosa sia “buono” o “cattivo” per noi, saremmo ancora lì a chiederci se è una bella idea mangiare un fico d’India senza sbucciarlo o dare un bacino sul naso a quel grizzly così carino. Senza giudizio e discernimento non saremmo proprio più qui a chiedercelo.
Tuttavia, quando questi meccanismi di giudizio, già abbastanza automatici, diventano rigidi, cadiamo in grossolani errori. In questi casi, il giudizio non è più nostro alleato. Diventa più un riflesso automatico, un pezzo di software troppo vecchio per gli aggiornamenti, che ci indirizza verso scelte discutibili per noi e per gli altri.
Ecco perché, prima di seguire i nostri giudizi, dobbiamo imparare a sospenderli. Sospendere significa prendersi un respiro, fare una pausa e riconoscere che quella cosa che sentiamo, e che poi si trasforma in un pensiero sì, ragazzi, l’ordine è più o meno questo può mostrarci più cose di noi stessi che dell’altra persona. Solo al lora possiamo decidere, con più chiarezza, se fidarci del nostro giudizio o meno.
Il Cavaliere dal Labbro Arricciato
Una delle emozioni basate sul giudizio più potenzialmente distruttive è, infatti, il disprezzo. John Gottman lo chiama uno dei “Quattro Cavalieri del l’Apocalisse” nelle relazioni. Dove entra il disprezzo, il legame tra le perso ne si sbrindella. Perché il disprezzo allontana disumanizza l’altra persona e così facendo, distrugge il legame con chiunque sia dalla parte ricevente. Ma, guardandolo da vicino, noteremo che il disprezzo può anche essere un segnale importante.
In primo luogo, uno dei motivi per cui esiste il disprezzo è che in molti casi agisce come un meccanismo di difesa disperato. Si, è un atteggiamento distruttivo, ma spesso la persona che mostra disprezzo sta cercando di respingere qualcosa che teme, che non riesce a gestire come l’incertezza sul proprio valore o la paura di essere giudicato a sua volta .
In altre parole, il disprezzo non è solo “Io sono migliore di te”: è anche un modo per erigere una barriera e dire “Ho davvero paura di avvicinarmi o di interagire con ciò che in te mi disturba”. In po che parole, chi mostra disprezzo spesso sta proteggendo un’idea di sé stesso o schermandosi dalla vulnerabilità. Dove c’è disprezzo, c’è la percezione di un divario di valore: tu sei “meno” di me, almeno in qualche area. E in questo divario giacciono emozioni potenti: rabbia, frustra zione, senso di inadeguatezza, l’impulso di fuggire o di reagire.
Perché è importante? Perché capire co me funziona il disprezzo, ci aiuta a smantellare dinamiche in cui potremmo ri manere bloccati. Alla fine, come in un gioco di pingpong, il disprezzo ci rimanda le nostre reciproche fragilità. Per quanto mi riguarda, fortunatamente, non ho mai imparato a giocare a pingpong. Ma divago.
Il Disprezzo come Meccanismo Universale – In Pillole
Biologico
Il cervello umano è cablato per creare gerarchie: istintivamente, spesso al di sotto della soglia della coscienza, pesiamo e valutiamo il valore delle persone in base a vari criteri (intelligenza, stato, competenza, attrattiva). Questo non è né giusto né sbagliato, accade e basta. La differenza è insita in come poi ci comportiamo. Sentirsi “disprezzati” o “sottovalutati” in altre parole, percepire un divario tra il valore che crediamo di avere e il valore che gli altri riconoscono scatena un allarme. I circuiti della minaccia sociale si attivano, e potremmo reagire con aggressività o ritirata.
Sociale
In ogni sistema sociale, la svalutazio ne è uno strumento di controllo: chi stabilisce i parametri di valore detiene il potere.
Psichico
Quando ci sentiamo sminuiti, reagiamo in modi diversi. Con rabbia, amarezza, il desiderio di dimostrare il proziamento, ironia tagliente, “maschere” di superiorità. Reazioni che possono essere patologiche: ansia sociale, chiusura, burnout da sovraperformance.
Filosofico, e un po’ Esistenziale
La necessità di essere riconosciuti, di essere visti, è essenziale per ogni essere umano. Il disprezzo rompe quella connessione tra noi e gli altri: quando ci sentiamo non visti o fraintesi, la nostra mente può attivare reazioni di distanziamento o dominanza.
Il punto non è se proviamo disprezzo o svalutazione verso noi stessi o gli altri ma come riusciamo a osservare e forse utilizzare questi sentimenti: come una forza distruttiva? Come una bussola che punta verso le nostre insicurezze o ome un motore per un discernimento migliore?
Come Utilizzare il Disprezzo per la Crescita
Bene, un aspetto davvero molto im portante è fare una osservazione approfondita della vulnerabilità che il proprio disprezzo potrebbe star difendendo o semplicemente rivelando. Ma ne parlerò un’altra volta… Qui, voglio rispondere ad alcune domande che mi avete fatto: Quali strumenti si possono utilizzare per affrontare il disprezzo e la svalutazione senza reagire eccessivamente? Eccone alcuni:
Strategia del Ritardo Calcolato
Quando senti che ti stanno svalutando, concediti qualche secondo prima di reagire. Lo so, è più facile a dirsi che a farsi ma fa miracoli! Puoi rispondere con qualcosa di neutro come: “Interessante, dimmi di più.” “Aiutami a capire il tuo punto di vista cosa ti fa pensare così?” In questo modo scopri se l’altra persona vuole davvero sminuirti o se è più una tua paura. Se è una provocazione, la rimandi indietro senza restarci impigliato emotivamente. Se c’è del vero, hai tempo per riflettere.
Creare un “Campo di Gravità”
Quando qualcuno ti sminuisce, prova a cambiare prospettiva e chiedi da quale angolazione ti stanno parlando. Qual è il loro background? Esempio portato da un cliente:
Persona: “Quindi fai anche meditazione? Pensavo fossi più un tipo scientifico.
“Cliente: “Capisco il dubbio. Solitamente le persone con un background più tradizionale non sono abituate a inte grare approcci diversi. Tu ti occupi di scienza? E conosci la meditazione ?”
Come funziona: invece di giustificarti, rimanda la responsabilità a loro. Chie di loro di chiarire da dove arrivano le loro informazioni. Dicerie? Pregiudizi? Conoscenza effettiva? Se sono impreparati o prevenuti, spesso finiscono per moderarsi. Se, tuttavia, il dubbio è sincero, si apre una porta alla curiosità condivisa e forse a una conversa zione più interessante.
Un pizzico di Controffensiva
A volte, per mantenere la tua integrità, hai bisogno di una piccola ma rispettosa “controffensiva” che sia però “elegante” e utile.
Laser Focus rispondi solo alla parte sensata di ciò che l’altra persona ha detto e ignora il resto. Riformulazione spiega come vedere la questione da una prospettiva diversa, non invalidando né la tua opinione né la loro “Forse in questo caso la cosa più interessante da esplorare sarebbe…”
L’obiettivo non è cadere nella trappola del “devo dimostrare il mio valore”, ma piuttosto concentrarsi su ciò che conta davvero per te.
E se l’insicurezza è radicata nel corpo?
A volte, hai fatto tutto il lavoro menta le, eppure senti ancora un’intensa an sia (o altre emozioni sgradevoli) quando qualcuno ti critica o ti sottovaluta. È come se la tua mente sapesse che “hai valore”, ma il tuo corpo continua a reagire a quella vecchia sensazione. In questi casi, potresti aver bisogno di un lavoro di integrazione mentecorpo più profondo.
Ad esempio: Tecniche di embodiment per ancorare fisicamente la sensazione di risorse, sicurezza e valore. Lavoro su postura e respirazione per gestire i trigger di svalutazione in modo che si allineino con la tua nuova consapevolezza. Se questo ti risuona, sappi che ci so no vari esercizi pratici per allenare il tuo lato non razionale e “lavare “via vecchie tracce di paura o inadegua tezza.
Dove sto andando a parare
Nelle nostre esplorazioni personali del la felicità, ci concentriamo spesso sul le emozioni “positive”. Ma semplice mente ignorare i conflitti e le emozioni scomode non è il percorso più facile. Al contrario ci si rivolteranno contro!
Si tratta invece di abbracciarle, com prenderle e scoprire come possono di ventare trampolini di lancio per la crescita. Il disprezzo sia ricevuto sia percepito è uno di quei forti segnali che ci dicono che qualcosa nel nostro rapporto con gli altri o con noi stessi necessita attenzione.
Riconosci quando stai svalutando qualcuno o ti senti svalutata o svalutato. Sospendi il giudizio e fai spazio alle emozioni per ritardare le reazioni automatiche. Perché alla fine, capire ciò che proviamo ci aiuta ad agire invece che reagire, e di conseguenza ci aiuta a stare meglio nelle nostre relazioni.
Alla prossima esplorazione!
Di Alice Ginger Zagato
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