La lettera raccomandata in Svizzera è uno degli strumenti più utilizzati per comunicazioni che possono avere importanti conseguenze giuridiche.
A tutti sarà già capitato di ricevere una lettera raccomandata. Ma perché viene utilizzato questo particolare sistema di comunicazione e, soprattutto, quando una raccomandata può considerarsi effettivamente ricevuta?
La questione è meno semplice di quanto possa sembrare.
Diverse nostre manifestazioni di volontà devono infatti essere comunicate a un destinatario. Basti pensare alla notifica di un licenziamento, alla disdetta di un contratto di locazione, alla richiesta di pagamento di un debito entro un determinato termine.
Tutte queste azioni contengono una manifestazione di volontà: ti licenzio, disdico il contratto, devi pagarmi entro la fine del mese. Perché possano produrre gli effetti previsti dalla legge, è però necessario che giungano nella sfera del destinatario.
Perché si usa la lettera raccomandata
Uno degli strumenti più utilizzati per poter dimostrare l’invio e la consegna di una comunicazione è la lettera raccomandata.
Se il destinatario è presente al momento della consegna, la situazione è relativamente semplice: la raccomandata viene consegnata e la ricezione può essere documentata.
Se invece il destinatario non è presente, viene lasciato un avviso che gli consente di ritirare l’invio entro il termine previsto.
Ed è proprio a questo punto che nasce una domanda frequente: cosa succede se la raccomandata non viene ritirata?
Non basta non ritirarla per evitare le conseguenze
È diffusa la convinzione che una raccomandata non ritirata sia automaticamente priva di effetti. Non è così.
Occorre però distinguere tra situazioni diverse.
Nell’ambito di molti procedimenti amministrativi e giudiziari, la legge e la giurisprudenza prevedono la cosiddetta finzione di notifica: a determinate condizioni, un invio raccomandato non ritirato può essere considerato notificato il settimo giorno dopo il tentativo infruttuoso di consegna.
Una condizione importante è generalmente che il destinatario dovesse ragionevolmente aspettarsi una comunicazione, per esempio perché è già coinvolto in un procedimento.
Non ritirare volontariamente una raccomandata, quindi, non permette necessariamente di evitare che decorrano termini o si producano conseguenze giuridiche.
Nel diritto privato le cose possono essere diverse
Per comunicazioni come una disdetta contrattuale o una disdetta di locazione, tuttavia, non si può applicare automaticamente la regola dei sette giorni.
La giurisprudenza del Tribunale federale fa riferimento al principio della ricezione della dichiarazione.
In sostanza, una dichiarazione che deve essere ricevuta produce i suoi effetti quando entra nella sfera di controllo del destinatario in modo tale che, secondo il normale andamento delle cose, questi possa prenderne conoscenza.
Nel caso di una raccomandata, quindi, può assumere importanza non soltanto il giorno in cui il destinatario decide effettivamente di andare alla posta a ritirarla, ma anche il momento a partire dal quale avrebbe normalmente potuto farlo.
Il Tribunale federale ha applicato questo principio, per esempio, alle disdette dei contratti di locazione.
Attenzione alle scadenze
Questo aspetto è particolarmente importante quando una dichiarazione deve arrivare entro una certa data.
Immaginiamo, ad esempio, una disdetta che debba produrre effetto entro la fine del mese. Non è sufficiente poter dimostrare di avere spedito la lettera prima della scadenza: bisogna considerare quando la comunicazione entra giuridicamente nella sfera del destinatario.
Per questo motivo è prudente non aspettare gli ultimi giorni disponibili per spedire comunicazioni che possono avere conseguenze importanti.
Ed è altrettanto importante conservare la documentazione relativa alla spedizione e al recapito.
Meglio ritirare sempre una raccomandata
Una cosa, comunque, non è cambiata: ignorare una raccomandata raramente è una buona strategia.
Il fatto di non ritirarla non significa necessariamente che la comunicazione sia priva di effetti. Al contrario, in determinate circostanze termini e conseguenze giuridiche possono prodursi anche senza che il destinatario abbia materialmente aperto e letto la busta.
Vale quindi sempre la pena ritirare una raccomandata e verificare tempestivamente che cosa contiene.
Perché, in diritto, non conoscere il contenuto di una lettera non significa necessariamente che quella lettera non sia arrivata.
Mauro Trentini
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