Franco Baresi, storico capitano del Milan, in campo durante una partita con la maglia rossonera.

Addio a Franco Baresi, simbolo di un calcio che ha fatto la storia

Franco Baresi se n’è andato all’età di 66 anni, lasciando un vuoto enorme nel calcio italiano e internazionale. La notizia della sua scomparsa ha commosso tifosi di ogni fede calcistica, perché il suo nome ha rappresentato molto più di una maglia o di una squadra: è stato il simbolo della lealtà, dell’eleganza e del rispetto sportivo.

Negli ultimi giorni erano circolate in rete notizie false sul suo stato di salute, prontamente smentite dal Milan. Oggi, invece, è arrivata la conferma che nessuno avrebbe voluto ricevere: uno dei più grandi difensori della storia del calcio non c’è più.

Nato il 8 maggio 1960 a Travagliato, in provincia di Brescia, Baresi ha legato tutta la sua carriera al Milan, club con cui ha esordito giovanissimo e nel quale ha giocato per vent’anni, dal 1977 al 1997. Un caso ormai rarissimo nel calcio moderno: una sola maglia, una sola squadra, una sola bandiera.

Con i rossoneri ha conquistato un palmarès straordinario:

  • sei Scudetti;
  • tre Coppe dei Campioni/Champions League;
  • due Coppe Intercontinentali;
  • quattro Supercoppe italiane;
  • tre Supercoppe UEFA.

Alla fine della carriera, il Milan decise di ritirare la storica maglia numero 6, un onore riservato soltanto alle leggende del club.

Anche con la Nazionale italiana ha scritto pagine memorabili. Campione del Mondo nel 1982, divenne poi capitano degli Azzurri e guidò l’Italia fino alla finale dei Mondiali di USA ’94. Rimane nella memoria la sua straordinaria prova contro il Brasile, disputata appena poche settimane dopo un intervento al ginocchio, esempio di coraggio e dedizione che ancora oggi viene ricordato come uno dei momenti più significativi della storia azzurra.

Negli ultimi anni Baresi aveva continuato a rappresentare il Milan come vicepresidente onorario. Nel 2025 era stato sottoposto a un intervento chirurgico per l’asportazione di un nodulo polmonare e aveva affrontato un difficile percorso di cure. Lo scorso febbraio aveva comunque partecipato alla cerimonia olimpica di Milano-Cortina come tedoforo, dimostrando ancora una volta il suo forte legame con lo sport italiano.

La sua scomparsa ha generato un’ondata di cordoglio in tutto il mondo. Il Milan lo ha ricordato come “il cuore e l’anima del club”, mentre messaggi di affetto sono arrivati dalla FIGC, dalle istituzioni, da ex compagni di squadra, avversari e tifosi di ogni colore.

Con Franco Baresi non se ne va soltanto uno dei migliori difensori di sempre. Se ne va un uomo che ha incarnato valori oggi sempre più rari: fedeltà, sobrietà, leadership silenziosa e rispetto per il gioco. Un campione destinato a rimanere nella memoria del calcio italiano.

IL PRESIDENTE DELLA FIGC GIOVANNI MALAGÒ: “UNA LEGGENDA DEL NOSTRO CALCIO, È ENTRATO NEL CUORE DI MILIONI DI ITALIANI”

Il presidente della FIGC Giovanni Malagò, il direttore tecnico e presidente del Club Italia Claudio Ranieri e il Ct Roberto Mancini piangono la scomparsa di Franco Baresi, tra i più grandi calciatori italiani di tutti i tempi morto oggi all’età di 66 anni. Candidato per sette volte al Pallone d’oro, piazzatosi secondo nel 1989 alle spalle di Marco van Basten, l’ex difensore del Milan e della Nazionale occupa il 33° posto nella classifica dei migliori calciatori del ventesimo secolo stilata dall’IFFHS. Dal 2013 è anche nella ‘Hall of Fame del Calcio Italiano’.

Bandiera del Milan, la squadra in cui ha militato per venti stagioni vincendo sei Scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, due Supercoppe UEFA e quattro Supercoppe Italiane, ha indossato per tredici anni la maglia della Nazionale, di cui è stato anche capitano laureandosi campione del Mondo nel 1982 in Spagna. Con gli Azzurri ha partecipato a tre Mondiali (1982, 1990 e 1994) e due Campionati Europei (1980 e 1988), collezionando 81 presenze e un gol.

Il calcio italiano perde una delle sue leggende – dichiara il presidente federale Giovanni Malagò – un campione straordinario che in tutta la sua carriera ha indossato solo due maglie, quella del Milan e quella azzurra. Una scelta romantica, che lo ha fatto entrare di diritto nel cuore dei tifosi e di milioni di italiani. Lo ricorderemo come merita in occasione delle prossime partite della Nazionale, quella Nazionale per la quale ha sempre dimostrato un attaccamento eccezionale diventandone uno dei simboli più gloriosi”.


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