Francesco Lauricella, scrittore siciliano finalista del Premio CrimenCafé

Dalla Sicilia con gusto: romanzi e cucina di Francesco Lauricella

Francesco Lauricella, 50 anni, nato a Licata nel cuore della Sicilia, nel 2024 è entrato nella cinquina dei finalisti del Premio di giallistica “CrimenCafé” con un romanzo molto divertente e intensamente siciliano, ricco di citazioni da Pirandello, Sciascia e Camilleri. Nello stesso anno ha pubblicato Mizzica!, un libro dedicato alla cucina siciliana che raccoglie 500 ricette, ciascuna corredata da schede sulle origini, la storia e le varianti regionali.

In questa intervista, realizzata da Luisa Pavesio, Francesco Lauricella ci accompagna tra le pagine dei suoi romanzi e i sapori della Sicilia, rivelando come i delitti più intriganti possano convivere con le ricette più tradizionali, tra memoria e innovazione.


Ti ho conosciuto in occasione della premiazione del CrimenCafé, dove un tuo romanzo molto divertente e molto siciliano (con tante citazioni dai grandi, fra cui Pirandello, Sciascia e Camilleri) si era piazzato nella cinquina dei finalisti. Ma ho poi scoperto la tua passione per la gastronomia, in particolare per quella siciliana, su cui hai scritto un libro. Me ne puoi dire qualcosa?

Non so se, da bambino, sia nata prima la mia passione per i gialli o per la cucina. Molti grandi investigatori sono stati, a modo loro, dei gourmet: da Maigret a Poirot, passando per Nero Wolfe, fino a Pepe Carvalho e Montalbano. Probabilmente sono due passioni che si sono alimentate a vicenda.

Non avevo mai pensato di scrivere un giallo, finché non mi è venuta l’idea per quello che credevo fosse il “delitto perfetto”. È stato un altro modo per raccontare la Sicilia e la sua cultura gastronomica.

Scrivere Mizzica! Dizionario gastronomico siciliano è stato invece più naturale. Ho raccolto oltre 6.500 termini legati al cibo: ingredienti, piante, pesci, ricette, utensili, gesti. Ho voluto preservare parole siciliane dall’oblio e raccontarne l’origine, perché in Sicilia il cibo non è solo nutrimento: è linguaggio, memoria, identità.

Da un lato, nell’anno in cui alla cucina italiana è stato assegnato un luogo nel patrimonio UNESCO, assistiamo a una nobilitazione ufficiale della materia; dall’altro è innegabile che la cucina faccia parte integrante del nostro percorso di civiltà. Per te cosa rappresenta la cucina?

La cucina italiana è la somma di infinite cucine locali, diverse ma unite dallo stare a tavola come espressione di identità e condivisione. Per me la cucina rappresenta radice e incontro. La storia della cucina siciliana lo dimostra: ingredienti e culture si sono incontrati sull’Isola, creando una tradizione originalissima. Prodotti arrivati da lontano, come i fichi d’India, sono diventati profondamente siciliani, mostrando che l’identità non è chiusura ma trasformazione.

Se dovessi citare alcuni scrittori – siciliani e non – che più hanno “nutrito” le proprie pagine di cucina tipica, chi ricorderesti?

Molti scrittori hanno usato il cibo come chiave per raccontare la società. Giuseppe Tomasi di Lampedusa, con Il Gattopardo, e Federico De Roberto, con I Viceré, ci mostrano come sia impossibile capire la Sicilia senza attraversarne la tavola. Leonardo Sciascia prosegue con prosa sottile e densa di significati, mentre Carlo Emilio Gadda, ne Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, usa descrizioni gastronomiche barocche come stile, lingua e visione del mondo.

La Sicilia è un mondo a parte, metafora, contraddizioni. Come vivi la tua sicilianità letteraria?

La Sicilia, abbracciata dal Mediterraneo, è isola, e questo è stato allo stesso tempo limite e opportunità. L’identità siciliana è stratificata e resiste al tempo e agli incontri con culture diverse. Anche lontano dall’Isola, restiamo profondamente siciliani.
Oggi la sicilianità è un equilibrio tra identità e innovazione, tra radice e contemporaneità, lontana dagli stereotipi del passato.

Proseguirai con il tuo interesse gastronomico e lo alternerai a nuovi romanzi?

Vorrei scrivere una nuova avventura per il mio Commissario, con un delitto dove nulla è come sembra. Ma al momento la gastronomia è al centro delle mie attenzioni. Sto lavorando a un nuovo libro sulla cucina siciliana, e Mizzica! diventerà presto anche un podcast, per raccontare la Sicilia gastronomica dalla A alla Z. Interverranno chef, produttori di vino e artigiani, che racconteranno la loro cucina e la loro Sicilia.

La foto di copertina è di Salvo Mancuso “Mangia come parli”

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