Parco di Pinocchio a Collodi visto dall’alto con la statua di Pinocchio

La Fondazione Collodi, tra memoria e futuro: il passaggio di testimone di Pinocchio – Intervista a Pier Francesco Bernacchi

Ci sono storie che nascono da un personaggio di fantasia e finiscono per parlare al mondo intero. Pinocchio è una di queste.
In questa intervista, realizzata da Luisa Pavesio, Pier Francesco Bernacchi racconta la storia della Fondazione: un viaggio che parte dal borgo di Collodi, attraversa giardini storici, biblioteche, progetti educativi e arriva lontano, fino alle istituzioni internazionali. Un racconto fatto di passione, scelte coraggiose, momenti difficili e nuove ripartenze, proprio nell’anno del bicentenario della nascita di Carlo Collodi.

Un dialogo che restituisce tutta l’universalità di Pinocchio e il valore di una Fondazione che, da oltre sessant’anni, parla ai bambini – e agli adulti – di cultura, futuro e responsabilità.

Vi proponiamo l’intervista:

Pier Francesco Bernacchi accanto alla statua di Pinocchio nel Parco di Collodi
Pier Francesco Bernacchi

 

Ci conosciamo da un po’ di anni e abbiamo realizzato assieme iniziative che mi hanno permesso di conoscere la Fondazione Collodi in tutta la sua potenza di fuoco. Tu che l’hai presieduta per molti anni puoi raccontare ai nostri lettori la storia della Fondazione?

Collodi, grazioso borgo vicino a Lucca e Montecatini Terme, è la terra di Pinocchio, dove la Fondazione Nazionale Carlo Collodi è proprietaria dei luoghi legati al famoso burattino e al suo autore Carlo Collodi. È un ente non profit, che dal 1962 promuove la cultura dei e per i bambini. Proprio i suoi valori, e soprattutto il suo amatissimo protagonista, hanno la capacità di sensibilizzare sui temi più diversi.

Le iniziative culturali in Italia e nel mondo – mostre, convegni, concorsi, pubblicazioni, eventi letterari, artistici e musicali, o legati alle nuove frontiere della conoscenza, le attività finalizzate alla tutela dei bambini e delle famiglie – sono realizzate in proprio o in collaborazione con Istituti di Cultura, enti pubblici locali, ministeri, scuole, consorzi, imprese.

A questo si aggiungono le attività di orientamento, formazione e riflessione critica, quelle didattiche e di ricerca legate ai campi dell’educazione, della cultura infantile, della scuola, della letteratura e delle arti. Infine, dal 2009, l’Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini pubblica o patrocina numerosi volumi.

L’Edizione Nazionale ha qualcosa a che vedere con la Biblioteca Collodiana?

La Biblioteca Collodiana è la raccolta catalogata più ampia di documenti collegati alla vita e all’opera di Collodi, e raccoglie fra l’altro le edizioni italiane e straniere delle opere di Lorenzini, in particolare quelle di Pinocchio. Un campo sconfinato, se si pensa che ad oggi sono state realizzate quasi 700 traduzioni integrali di Pinocchio in circa 200 lingue e dialetti!

Altri progetti della Fondazione?

La Fondazione sta sviluppando il progetto del Parco Policentrico Collodi Pinocchio, con il MIP-Museo Interattivo e, in fase di allestimento, il Paese dei Balocchi, la Fattoria Didattica, il Parco degli Amici di Pinocchio e la Biblioteca Interattiva. Un parco edutainment, importante non solo per Collodi, ma per la Toscana intera.

Una volta mi hai raccontato che a New York il solo tesserino della Fondazione ti aveva consentito l’ingresso all’ONU. In effetti Pinocchio è universale.

Proprio così. Quella mattina avevo concluso presto un’intesa con il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York e me ne stavo tornando in taxi al Rockefeller Center dove incontravo la dirigenza della Revlon Cosmetici.

Ebbi a passare davanti alla sede delle Nazioni Unite che non conoscevo. L’impulso fu immediato: fermai il taxi e mi presentai all’ingresso mostrando le mie credenziali quale General Manager delle Terme di Montecatini che al tempo dirigevo. Ahimé, la risposta fu negativa perché quel giorno la seduta in corso aveva natura privata.

Giunto di nuovo all’uscita pensai: “Che sciocco, se avessi mostrato il biglietto di segretario generale della FNCC con l’immagine di Pinocchio avrei forse avuto un risultato diverso”. Tornai indietro, mostrai il biglietto e la risposta fu “Ahhh, Pinocchio!” e fui ammesso alla sala unico, presente, nell’area riservata.

Ho letto di alcune difficoltà della Fondazione.

Sì, è così. Durante il periodo del Covid abbiamo preso la decisone di tenere aperto il Parco di Pinocchio i cui introiti finanziano anche le attività della Fondazione, per poter mantenere la remunerazione del personale pur sapendo che gli incassi sarebbero stati, almeno in parte, insufficienti.

Purtroppo, a questa fase, se n’è aggiunta una peggiore, in quanto il ponte sul fiume che si collega a Collodi è stato chiuso perché pericolante. I lavori sono durati per 2 stagioni, 2024 e 2025, e hanno di fatto compromesso il turismo proveniente dai paesi europei. Oggi, 2026, anno che coincide con il 200° anniversario della nascita di Carlo Collodi, tutto è pronto per accogliere i turisti nel migliore dei modi con l’aggiunta di una serie di eventi.

Interno Casa delle Farfalle Parco CollodiGli splendidi Giardini Collodi e l’altrettanto meravigliosa Casa delle Farfalle. Tu hai intrapreso il restauro delle strutture e hai ideato la Casa delle Farfalle dopo aver visitato più di una sessantina di Case analoghe nel mondo… Ce ne vuoi parlare? Visitare la Casa è un’esperienza magica.

Sì, soprattutto l’idea della Casa delle Farfalle mi appartiene totalmente. Il Giardino di Villa Garzoni, realizzato tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700, monumento nazionale, dall’inizio della primavera alla fine dell’autunno doveva la sua bellezza non solo alla geometria del verde ma, in particolare, alle aiuole ricche di fiori variopinti. Ricordo personalmente il suo splendore fino alla fine degli anni ’60 del secolo scorso. Sempre in quegli anni dove c’erano fiori vivevano e volavano moltitudini di farfalle.

Poi arrivarono i pesticidi e la storia finì. Per questo ho voluto fortemente realizzare una casa delle farfalle e prima di farlo e prima di gestirla ho avvertito la necessità di visitare le case di farfalle più importanti nei vari continenti, e ciò mi ha aiutato a definire i contenuti di quella realizzata nel Giardino Garzoni dove, oltre a quelle mediterranee, volano le farfalle della fascia tropicale ed anche equatoriale ovviamente nei vari periodi.

Non da oggi ti affianca la tua affascinante consorte Loredana Lignola, membro del direttivo della Fondazione. Una domanda banale e romantica: come vi siete conosciuti?

Loredana è un’esperta in comunicazione efficace e si occupa di prevenzione del disagio individuale e relazionale in ambito familiare e sociale, è membro del Comitato Tecnico e Scientifico della Fondazione. Il nostro incontro era predestinato. Ci siamo incontrati alla fine del mio mandato come Direttore Generale delle Terme di Stabia proprio prima di lasciare Castellammare, dopo circa 5 anni ed infinite sliding doors.

Loredana Lignola
Loredana Lignola

Una domanda più seria per Loredana Lignola: vedo che sei molto impegnata ad attirare nell’orbita della Fondazione molti personaggi illustri, come Giordano Bruno Guerri, per esempio.

Guerri lo abbiamo conosciuto alla Versiliana e lo abbiamo fortemente voluto nel Consiglio Generale della Fondazione. E dopo la fine del mandato di Pier Francesco il 12 dicembre 2025 Guerri è stato nominato presidente della Fondazione.

Pier Francesco, un’ultima domanda. Avete progetti prossimi in Italia e nel mondo?

Sì, finalmente ho la possibilità di dedicare tutto il tempo che mi sarà possibile alla SEC (Società Europea di Cultura), un’organizzazione straordinaria che fin dal 1948 ha permesso di far incontrare i paesi che stavano al di qua e al di là del Muro di Berlino.

Fu una grande festa quando con il contributo della SEC, caduto il muro, riaprimmo l’ambasciata italiana a Berlino in un pomeriggio memorabile ove parteciparono oltre 400 giornalisti di tutta Europa. Purtroppo oggi c’è una guerra in atto fra 2 paesi dell’Europa e avverto il dovere nella mia qualità di presidente della SEC di fare tutto il possibile perché finisca presto.Stiamo lavorando intensamente.

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