Mercoledì 19 novembre 2025, nella Sala “Caduti di Nassirya” del Senato della Repubblica, si è tenuta una conferenza stampa dedicata al rientro degli italiani all’estero. L’evento, dal titolo “Tornare in Italia conviene, dalla flat tax a una politica nazionale per il rientro. Borghi e nuove economie”, ha visto la partecipazione di importanti relatori:
- Roberto Menia, Senatore e responsabile Italiani nel mondo (FdI)
- Guido Castelli, Commissario straordinario per il sisma 2016
- Giuseppe Stabile, Vicesegretario Generale del CGIE
A questo link intervista Castelli: https://www.swisstransfer.com/d/52c05c88-e57d-4955-80b6-11f00dc2c8f9
Flat tax al 7%: chi ne può beneficiare
La misura fiscale riguarda principalmente pensionati italiani residenti all’estero da almeno 5 anni, percepenti una pensione estera, che decidono di trasferirsi in comuni dell’Appennino centrale inclusi nel cratere sismico.
- L’imposta sostitutiva sui redditi esteri è del 7%
- La durata del beneficio fiscale può arrivare fino a 10 anni
- L’obiettivo è anche contrastare lo spopolamento dei borghi e rilanciare le economie locali
Protocollo d’intesa: firmato il 2 aprile 2025 tra il Commissario per il sisma 2016 e il CGIE, volto a incentivare il rientro degli italiani all’estero.
Opportunità e riflessioni
- Strategia demografica: la flat tax è uno strumento per richiamare pensionati all’estero nei borghi dell’Appennino centrale, contribuendo a combattere lo spopolamento
- Attrattiva fiscale: per molti pensionati, il 7% di tassazione può essere un incentivo concreto a rientrare
- Impatto locale: il rientro dei pensionati potrebbe stimolare l’economia dei borghi, rafforzare i servizi locali e valorizzare il patrimonio storico e culturale
- Sfide: il successo dell’iniziativa dipende dalla comunicazione capillare agli italiani all’estero e dalla capacità dei comuni di accogliere i nuovi residenti
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