Eh si la “villeggiatura” è ormai un vecchio ricordo dei tempi andati, per noi diversamente giovani. Oggi giorno, con l’attuale turismo di massa – in conseguenza di un certo benessere acquisito da molti – non si va più in villeggiatura bensì in vacanza. Un cambio radicale di abitudini di godersi il tempo libero che, probabilmente, in Italia sono state attinte dai Paesi del nord Europa e che, a mio avviso, spiega quello che sta avvenendo oggi anche nel Belpaese in ambito turistico e che molti degli addetti al lavoro non capiscono o, meglio, fanno finta di non capire.
Mi riferisco all’ormai giornaliero piagnisteo di tanti operatori del settore turistico (commercianti, ristoratori, albergatori e titolari di stabilimenti balneari) ai quali danno voce e molta visibilità i media italiani: spesso con ragione e altre volte, seguendo una regola millenaria per le nostre latitudini, con il “piangi e fotti”. Per esempio molti si lamentano che i turisti ci sono – anche troppi – ma si limitano a guardare le vetrine e non comprano, oppure che si saziano con un panino e l’acqua di una fontanella evitando i ristoranti.
Gli uni e gli altri senza domandarsi che forse i loro prezzi – aumentati esageratamente negli ultimi anni – sono diventati troppo alti per le tasche di quei turisti i cui salari o pensioni non sono, invece, aumentati proporzionalmente al caro vita. Mentre, da parte loro, vi sono stabilimenti balneari (al momento, peraltro, in subbuglio per via delle nuove norme europee sulle concessioni balneari) ai quali se telefoni per prenotare una tenda o un ombrellone – anche due o tre giorni prima – ti senti rispondere che non ne hanno disponibili, (esperienza personale in Versilia).
Poi, se vai a farti una passeggiata lungo il mare, ti accorgi che gran parte delle tende e degli ombrelloni sono vuoti che confermano visivamente i lamenti pubblici dei concessionari dei bagni ma non l’effettiva mancanza di clienti. Infatti lungo questa costa (probabilmente non la sola), per le famiglie residenti o proprietarie di alloggi vicini al mare, vi è la consuetudine di affittare la tenda o l’ombrellone per l’intera stagione estiva, dopo di che la utilizzano quando hanno tempo e voglia ovvero non sempre e da qui l’impressione dei bagni vuoti!
Ma tornando all’argomento dei turisti “sparagnini” indicati al pubblico ludibrio nelle varie interviste, questi li troviamo soprattutto nelle città e località tipicamente turistiche e più note dove si vuole approfittare del turismo per far cassa. Se invece ci si sposta nei luoghi meno pubblicizzati, sia al mare che in montagna, ci si rende conto che i prezzi non sono altrettanto esosi e che i ristoratori, per esempio, non hanno alcun motivo per lamentarsi essendo i loro locali sempre pieni di avventori come avviene qui in Garfagnana, popolata in questi mesi estivi dall’emigrazione di ritorno e da turisti stranieri, soprattutto olandesi, che hanno scoperto la bellezza di questa valle e dei suoi monti. Un turismo nuovo, quest’ultimo, che in questa valle ha sostituito i villeggianti toscani di un tempo.
Morale della favola, oggi in Italia non esiste più la villeggiatura stanziale ed abitudinaria delle famiglie di un tempo, sostituita dal turismo moderno del “mordi e fuggi”. Oggi viviamo in un epoca in cui si vuole tutto e sempre di più: visitare luoghi di quell’Italia ancora sconosciuta; girare il mondo fuori dai confini nazionali; farsi la tintarella ed i bagni al mare; godersi una settimana bianca in qualche località alpina, sempre più in quota dove trovarvi la neve e quindi sempre più costosa. Ma, purtroppo, il tutto deve rientrare forzatamente in quelle limitate settimane di ferie annuali di cui si ha diritto e, soprattutto, nelle risorse finanziarie di cui si dispone, spesso limitate. Mentre per gli acquisti c’è sempre Amazon o Temu, generalmente ritenuti molto più economici e pratici di un negozio.
Evviva la modernità!
Per approfondire:
– ISTAT – flussi turistici 2025

