Tra emigrazione, identità e tradizioni, l’associazione nata negli anni ’70 continua a rappresentare un punto di riferimento per i siciliani in Svizzera, tra memoria storica e nuove generazioni. Di seguito vi proponiamo un articolo redatto da Graziella Putrino.
La Famiglia Siciliana di Pratteln: cinquant’anni di storia, identità e comunità
Mentre oggi siamo quasi tutti alla disperata ricerca di un mantra di vita, di una filosofia che almeno ci aiuti a superare semplicemente il nostro quotidiano, il siculo vive questa filosofia nell’espressione «futtitinni!».
È doveroso notare che questa espressione la si usa spesso e volentieri per sdrammatizzare una situazione, per minimizzare un problema e per incoraggiare qualcuno a non preoccuparsi troppo.
Forse è in questo contesto di sdrammatizzare lo choc culturale, linguistico e culinario, che nasce «La Famiglia Siciliana di Pratteln» negli anni ’70. Poi, nel 1976, si costituisce come associazione culturale con sede a Pratteln.
In quegli anni, poco dopo il terrore Schwarzenbach e le sue leggi discriminatorie, sentirsi «in famiglia» tramite un’associazione all’estero non solo era di un’importanza psicofisica vitale, ma anche e soprattutto — per i motivi socio-politici dell’epoca — rappresentava un’oasi sicura per tutte le faccende burocratiche, linguistiche, problemi di permessi di soggiorno, appartamento, lavoro, ricongiunzione con i propri figli e di esistenza tout court.
Un ponte tra la comunità siciliana e la Svizzera tedesca
Quindi in un primo momento, l’esistenza e la costituzione della Famiglia Siciliana di Pratteln funge da ponte tra la comunità siciliana di Pratteln e dei dintorni e la società svizzera tedesca del posto.
Ricordiamo che in quegli anni Pratteln era una cittadina industriale in pieno sviluppo, con una fortissima presenza di immigrati italiani, soprattutto siciliani, molti provenienti dalla zona di Palermo.
Per un siciliano che arrivava a Pratteln in cerca di una «vita migliore», in quel periodo la vita non era per niente una passeggiata.
Le difficoltà erano spesso e volentieri l’analfabetismo di base. Questa non scolarizzazione ricevuta al paese o città di origine costringeva il siciliano a cercare i suoi simili in terra straniera.
Lingua, identità e pregiudizi
L’analfabetismo in gran parte diffuso tra i nostri emigrati provenenti dalla Sicilia non facilitava l’apprendimento dell’Hochdeutsch e così, con la pratica di certe abitudini ripetitive quotidiane, alcuni di loro finivano per sparlacchiare almeno il dialetto di Pratteln e a formulare piccoli dialoghi per una specie di convivenza tra due popoli e culture che allora erano distanti in tutto e per tutto.
In tutta questa confusione ed estremo disorientamento, l’essere sempre e ovunque etichettati da «mafiosi» al semplice elencare la Sicilia, ha influito moltissimo sulla salute di questi siciliani e il sapere dove andare in momenti di sconforto, di difficoltà e di bisogno era di grandissima importanza.
Spesso di aiuto per non venire espulsi dalla Svizzera.
Tradizioni siciliane esportate a Pratteln
Tramite La Famiglia Siciliana di Pratteln, la comunità siciliana sempre più crescente era forte, fortificata e unita.
I connazionali si aiutavano a vicenda.
Pian piano, le feste e le tradizioni siciliane, che non si potevano per motivi logistici ed economici festeggiare in Sicilia, venivano esportate a Pratteln con la preparazione di piatti tipici e la celebrazione di feste, come ad esempio la Festa di San Giuseppe per onorare i papà.
Ricordi e memoria della fondazione
Non esiste un vero e proprio archivio sulla fondazione della Famiglia Siciliana di Pratteln.
Dal suo attuale presidente, Gennaro Chiumento, abbiamo raccolto alcuni ricordi.
Per non fare torto a nessuno, né tra i viventi né tra coloro che non ci sono più, preferiamo non citare nomi.
Ci preme invece sottolineare come la Famiglia Siciliana di Pratteln rappresenti ancora oggi un esempio significativo di come una comunità di immigrati, spesso bisognosi e inesperti, sia riuscita a costruire nel tempo una propria vita e una propria identità, accanto a quella della terra d’origine.
Il 50º anniversario
In occasione del 50º anniversario della Famiglia Siciliana di Pratteln, celebrato con grande solennità proprio lo scorso San Valentino, il presidente Gennaro Chiumento, nel suo discorso dal palco, non solo ha simbolicamente passato il testimone al figlio, che ha tradotto il suo intervento nella lingua locale, ma ha anche esortato i presenti della prima generazione a incoraggiare figli e nipoti della seconda e terza generazione a non spezzare il legame con le proprie radici siciliane.
Una comunità che si rinnova
Il ritrovarsi ogni anno al Kultur- e Sportzentrum di Pratteln, con un programma sempre diverso, non rappresenta soltanto un momento di svago musicale e di nostalgia, accompagnato dal gruppo folcloristico «Sicilia Bedda».
Per l’associazione significa anche rinnovarsi e adattarsi ai bisogni dei siciliani del 2026: non più emigrati spesso privi di istruzione, ma expat, talvolta veri e propri “cervelli in fuga”, che continuano tuttavia a custodire nel cuore la nostalgia della loro Sicilia.
L’orgoglio di essere siciliani
E proprio in questo contesto, il libretto sulle «Poesie dell’emigrante», stampato a Corleone nel 2000, che circolava al 50esimo anniversario della Famiglia Siciliana di Pratteln, non perde per niente di attualità.
Già nella prefazione dell’allora Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, leggiamo:
«Riprendiamoci l’orgoglio di essere siciliani. Con le nostre battaglie e sofferenze e con il nostro cammino di liberazione dall’egemonia culturale mafiosa, abbiamo conquistato il diritto di gridare il nostro orgoglio tanto all’estero quanto in Sicilia».
Ricordiamo che il siciliano è una lingua che contiene la Storia di chi la parla.
Come egregiamente ricorda Leoluca Criscione:
«Con questo volume di poesie dialettali, la Famiglia Siciliana di Pratteln, intende rivolgere anche un appello a tutti i Siciliani, ad impegnarci, a difendere, a rivalutare ed a divulgare il patrimonio multiculturale siciliano: la nostra lingua, la nostra cultura, la nostra storia, le nostre tradizioni.»
Contatti
Per tutti gli interessati ecco i contatti:
Gennaro Chiumiento
g.chiumento@bluewin.ch
079 322 17 50
La Famiglia Siciliana di Pratteln e il gruppo folcloristico sono inoltre alla ricerca di
musicisti, cantanti e ballerini.
Gli interessati sono pregati di contattare:
Toto Angela
Telefono: 061 821 86 45
Cellulare: 079 203 29 55
L’ospite d’onore: Sasà
Ospite d’onore della serata, e così atteso che molti siciliani sono arrivati appositamente da Losanna e Ginevra per vederlo a Pratteln, è stato Sasà.
Proprio lui, durante il suo applauditissimo spettacolo — in cui ogni battuta racchiude un piccolo frammento di storia a tutto tondo — ha ribadito la filosofia siciliana del «futtitinni».
A lui abbiamo chiesto un’impressione sull’anniversario e sull’incontro con i suoi conterranei, sempre nostalgici della propria terra e dei legami di sangue.
Ecco il suo intervento integrale:



