Endorfine 2026 ha registrato a Lugano oltre 5.500 presenze e quattro appuntamenti sold out per l’ottava edizione del Lugano International Festival, manifestazione sostenuta dalla Città di Lugano, guidata dal sindaco Michele Foletti.
Nato da un’associazione no-profit di imprenditori e professionisti della cultura guidata da Andrea Leoni, Endorfine è ormai un importante spazio di confronto sui grandi temi geopolitici, capace di portare il dibattito dagli addetti ai lavori a un pubblico più vasto. Un riferimento importante in Ticino, ma anche nelle regioni limitrofe e oltre confine.
Tema del 2026: il Potere, la sua responsabilità e la capacità di incidere sulle interazioni e sulle decisioni. Quanto mai significativo in un Festival iniziato l’11 settembre, a 25 anni dall’attentato alle Torri Gemelle. Un quarto di secolo che ha ridefinito potere, sicurezza, diplomazia e linguaggi.
Parmelin: «Uso la mia intelligenza umana»
Endorfine è iniziato con un ospite di calibro: Guy Parmelin, presidente della Confederazione.
Al centro dell’incontro una Svizzera alle prese con questioni complesse: dalla tragedia di Crans-Montana ai dazi di Donald Trump e alle preoccupazioni socio-politiche ed economiche di un mondo in rapido cambiamento.
Poi la domanda giornalistica: «Presidente, usa molto l’intelligenza artificiale?».
La risposta:
«J’utilise mon intelligence humaine – au moins, j’essaie.»
«Uso la mia intelligenza umana – almeno, ci provo».
Un accenno anche all’AI for Good Global Summit di Ginevra, svoltosi dal 7 al 10 luglio 2026, e al prossimo appuntamento previsto nel giugno 2027.
Dopo un’ora e mezza si può non essere allineati su tutto, ma va riconosciuto a Parmelin l’humour e lo charme della Svizzera francese, accompagnati da dosata modestia e pacata eloquenza. Senza arroganza. Con umiltà.
Rampini e il gioco del potere
Sabato 12 settembre ha marcato la presenza geopolitica Federico Rampini. I suoi libri al Palazzo dei Congressi sono stati venduti a raffica. Con autografo, ben s’intende.
Giornalista e saggista, profondo conoscitore degli Stati Uniti e della Cina, Rampini ha dedicato il suo intervento al secondo mandato di Donald Trump e ai nuovi equilibri americani e internazionali.
Esperto di politica americana e di trumpismo, ha scritto oltre trenta saggi, tra cui La seconda guerra fredda, Suicidio occidentale e Il gioco del potere.
Saviano e Navalnaya: il prezzo di chi sfida il potere
Il finale politico e morale arriva domenica 13 settembre alle 17.30 con Roberto Saviano e la testimonianza di Yulia Navalnaya, moglie di Alexei Navalny.
Saviano arriva a Lugano con i suoi libri più recenti e con la nuova edizione ventennale di Gomorra.
Yulia Navalnaya porta invece la voce e l’eredità politica di Alexei Navalny, l’avvocato e attivista anticorruzione morto il 16 febbraio 2024 nella colonia penale russa in cui era detenuto, divenuto simbolo dell’opposizione a Vladimir Putin.
Le loro storie sono profondamente diverse. Ma un interrogativo le avvicina: quale prezzo può pagare chi decide di raccontare, denunciare o contrastare un sistema di potere?
Saviano vive da anni sotto scorta per le minacce ricevute dopo le sue denunce sulla criminalità organizzata. Navalny ha pagato con la propria libertà e, infine, con la vita la sua opposizione al sistema di potere russo.
La Svizzera del «nuovo mondo»
E qui il cerchio torna alla visione della Svizzera emersa dalle parole di Parmelin: tecnologia, geopolitica ed economia come tre grandi terreni sui quali si gioca il futuro del Paese.
Una Svizzera non da cartolina, ma viva, popolare, multiculturale e urbana, chiamata a confrontarsi con un mondo più instabile e con una forte dipendenza dall’estero.
Una Svizzera che scommette anche su Lugano e sul dialogo, coinvolta nel mondo ma legata alla propria neutralità.
L’altra faccia del potere: il caso Nestlé
Ma mentre si discute di potere politico e geopolitico, a fine agosto 2026 è arrivata dalla Svizzera romanda un’altra storia di potere.
La face cachée de l’empire Nestlé, del giornalista francese Alexandre Duyck, è il risultato di tre anni di ricerche tra Francia, Svizzera e Indonesia. L’inchiesta ripercorre diverse controversie che hanno coinvolto il colosso alimentare: dalle acque minerali alle pizze Buitoni del 2022, fino ai latti infantili richiamati nel 2026 dopo la rilevazione di cereulide in alcuni lotti.
Il libro riprende anche la vicenda dell’ex responsabile della sicurezza alimentare Yasmine Motarjemi e la sua lunga controversia giudiziaria con il gruppo.
Nestlé ha esercitato il proprio diritto di replica. Il 5 settembre 2026, rispondendo alle questioni sollevate dal libro, l’azienda ha dichiarato di essere profondamente toccata dalla situazione vissuta dalle famiglie e ha sostenuto di aver dato priorità alla sicurezza alimentare, cooperando con le autorità e procedendo ad analisi approfondite.
Saviano e Duyck raccontano realtà completamente differenti e non sovrapponibili. Eppure il tema di Endorfine suggerisce una domanda che le attraversa entrambe: che cosa succede a chi decide di parlare quando ciò che racconta mette in discussione un potere?
E la criminalità organizzata?
La cruda attualità di Saviano riporta anche alla trasformazione delle organizzazioni criminali. Nel nuovo sistema possono emergere nuove forme e nuove modalità d’infiltrazione, se non vengono individuate e contrastate sul nascere.
Un tema tutt’altro che lontano dalla Svizzera.
Il 31 agosto si è aperto al Tribunale penale federale di Bellinzona il processo contro un cittadino italiano di 59 anni accusato di essere stato un riferimento logistico e finanziario della ’ndrangheta in Svizzera.
Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe operato sul territorio elvetico quale affiliato e persona di riferimento per gli interessi della cosca Anello-Fruci. Le accuse sono oggetto del procedimento giudiziario in corso.
«Niente. Hanno paura di esporsi»
Il momento più crudo arriva dal dialogo sul palco.
Alla domanda di Saviano su cosa abbia fatto l’Europa per Navalny, Yulia Navalnaya risponde secca:
«Niente. Hanno paura di esporsi. Siamo arrivati alla 21ma sanzione contro la Russia, ma queste sanzioni non servono contro Putin.»
Parole pronunciate sul palco di Endorfine che riportano il discorso dal ricordo di Navalny all’Europa di oggi e all’efficacia delle risposte adottate nei confronti della Russia.
E alla fine resta la paura.
Solo l’omertà salva la vita e il posto di lavoro? È questa l’unica ancora di salvataggio?
È forse la domanda più scomoda lasciata dall’ottava edizione di Endorfine.
Graziella Putrino
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