Emma Bonino è morta oggi, 11 settembre 2026, all’età di 78 anni. A dare l’annuncio è stato +Europa, il partito che aveva contribuito a fondare e del quale era rimasta una delle figure più rappresentative. Si chiude così una delle vicende politiche più lunghe, combattive e riconoscibili dell’Italia repubblicana.
Negli ultimi giorni le sue condizioni di salute si erano aggravate. Il 7 settembre Bonino era stata ricoverata in codice rosso all’ospedale Santo Spirito di Roma a causa di una grave crisi respiratoria e successivamente trasferita, a scopo precauzionale, in terapia intensiva. Le sue condizioni erano state definite delicate ma stazionarie. Giovedì 10 settembre aveva lasciato la terapia intensiva ed era stata trasferita in una struttura privata.
Una protagonista della politica italiana
Nata a Bra, in Piemonte, il 9 marzo 1948, Emma Bonino ha attraversato oltre cinquant’anni di storia politica italiana.
La sua vicenda pubblica è indissolubilmente legata a quella del Partito Radicale e di Marco Pannella. Negli anni Settanta divenne uno dei volti delle grandi battaglie radicali per i diritti civili, dall’aborto al divorzio, utilizzando anche gli strumenti della disobbedienza civile e dei referendum.
La battaglia per la legalizzazione dell’aborto ebbe per lei anche un’origine personale. Nel 1974, quando l’interruzione volontaria della gravidanza era ancora illegale in Italia, Bonino ricorse a un aborto clandestino. Trasformò successivamente quell’esperienza privata in una battaglia politica pubblica, fino ad autodenunciarsi. La mobilitazione di quegli anni contribuì al percorso che portò nel 1978 all’approvazione della legge 194.
Dall’Italia all’Europa
Ma ridurre Emma Bonino alle battaglie radicali italiane significherebbe raccontarne soltanto una parte.
È stata parlamentare italiana ed europea e, dal 1995 al 1999, commissaria europea, occupandosi tra l’altro di aiuti umanitari, tutela dei consumatori e pesca. In quegli anni acquisì una forte visibilità internazionale, anche per la sua presenza diretta nelle aree di crisi.
Nel corso della sua attività politica si impegnò per i diritti delle donne afghane, contro le mutilazioni genitali femminili, contro la pena di morte e a favore dei diritti dei migranti e delle minoranze.
Nel 1997, durante una visita in Afghanistan, fu anche brevemente fermata dalle milizie talebane.
In Italia fu ministra per il Commercio internazionale e le Politiche europee nel governo Prodi e, tra il 2013 e il 2014, ministra degli Affari Esteri nel governo guidato da Enrico Letta.
L’Europa come ultima grande battaglia
L’Europa è rimasta fino alla fine uno dei punti centrali della sua azione politica.
Convinta federalista, Bonino sosteneva la necessità di superare un’Unione fondata prevalentemente sulla cooperazione tra Stati per arrivare a un’Europa politicamente più unita.
Nel 2017 partecipò alla fondazione di +Europa, formazione politica dichiaratamente europeista. Ancora alle elezioni europee del 2024 aveva rilanciato il progetto degli Stati Uniti d’Europa, considerandolo una risposta alla crescente marginalizzazione politica del continente.
Le battaglie che hanno diviso l’Italia
Emma Bonino non è mai stata una figura politica neutrale.
Le sue posizioni sull’aborto, sull’eutanasia, sull’immigrazione, sulla liberalizzazione delle droghe e su numerose questioni etiche hanno provocato nel corso degli anni scontri durissimi e forti opposizioni.
Per alcuni è stata il simbolo delle grandi conquiste civili dell’Italia contemporanea; per altri ha rappresentato posizioni radicali profondamente lontane dalla propria visione della società.
Anche questo contrasto fa parte della sua eredità politica.
Ciò che difficilmente può essere negato è la continuità con cui ha portato avanti le proprie convinzioni, anche quando erano minoritarie e politicamente poco convenienti.
Il rapporto con Papa Francesco
Particolare fu anche il rapporto sviluppato negli ultimi anni con Papa Francesco.
Le profonde divergenze su temi come aborto ed eutanasia non impedirono un rapporto personale improntato al rispetto. Nel novembre 2024 Francesco si recò personalmente a casa di Emma Bonino dopo un grave problema di salute.
Un incontro che mostrò come due personalità lontanissime su alcuni dei temi più delicati del dibattito pubblico potessero riconoscersi sul terreno dell’impegno umanitario.
Una vita dentro le battaglie civili
Emma Bonino aveva affrontato negli ultimi anni anche una lunga battaglia contro il tumore, senza abbandonare l’attività pubblica.
Fino agli ultimi anni ha continuato a intervenire nel dibattito politico, soprattutto sui diritti individuali, sull’Europa e sulle grandi crisi internazionali.
La sua morte chiude una stagione della politica italiana difficilmente ripetibile: quella dei Radicali di Marco Pannella, delle campagne referendarie, della disobbedienza civile utilizzata come strumento politico e delle battaglie combattute spesso partendo da posizioni fortemente minoritarie.
Con Emma Bonino scompare una protagonista che ha diviso, provocato e costretto per decenni la politica italiana a confrontarsi con temi che spesso avrebbe preferito evitare.
E, al di là del giudizio sulle sue idee, è probabilmente proprio questo uno degli elementi più importanti della sua eredità.
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